Allestimenti museografici nel Forte di Bard

Il progetto museografico del Forte di Bard – all’interno del quale si trovano Museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi, Museo del Forte e delle Fortificazioni, Museo delle Frontiere – nasce nel 2003 dall’incontro degli architetti Luisella Italia e Massimo Venegoni, dello studio Dedalo Architettura e Immagine, con il giornalista Enrico Camanni, animatore del progetto scientifico. A essi si affiancano, nella fase preliminare del concorso, un gruppo di progettisti londinesi specializzati in tecniche multimediali.

 

Il Museo delle Alpi è l’interpretazione e il racconto delle Alpi contemporanee che, con il loro fascino e le loro contraddizioni, incorporano la storia e la tradizione alpina. Il visitatore che attraversa le 29 sale viene accompagnato da suoni, video e proiezioni e ogni tema viene raccontato su un monitor da un osservatore (il naturalista, il geografo, l’antropologo, lo storico) che gli comunica la propria esperienza.

 

Le Alpi dei ragazzi è uno spazio ludico di ascensione virtuale al Monte Bianco, dedicato ai più giovani, che si propone di unire divertimento e apprendimento.
Il Museo del forte, di prossima apertura, è concepito per illustrare la storia e l’architettura del Forte di Bard nel quadro dell’evoluzione dei sistemi di fortificazione delle Alpi.

 

Il Museo delle frontiere, con apertura prevista entro la fine del 2010, sarà un percorso dalla preistoria ai giorni nostri, attraverso la politica, l’economia e la cultura delle Alpi occidentali, a evidenziarne il carattere di terre di frontiera.

 

Elemento comune di tutti questi allestimenti è la reinterpretazione degli spazi che, liberati dagli originari significati e dalle antiche funzioni di difesa, hanno assunto inedite vocazioni progettuali, adattate a una narrazione fluida sulle Alpi.
L’innovativa progettazione illuminotecnica ha avuto un ruolo fondamentale nell’allestimento, perché ha permesso all’esposizione di sviluppare il proprio percorso in ambienti particolarmente bui e inadatti ad accogliere i flussi di visita.
Il risultato è un “viaggio” organico e unitario, all’interno del quale ciascun museo si configura come autonomo, pur facendo parte di un’unica narrazione, tesa non tanto a illustrare una collezione, ma a valorizzare un territorio vasto e complesso come quello alpino.

 

Altre immagini del progetto

 

Per informazioni: www.fortedibard.it

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