Anie-Gifi: il Quinto Conto Energia non funziona

“Così com’è, il Quinto Conto Energia non funziona”. Lo dice Valerio Natalizia, presidente di Anie-Gifi, associazione confindustriale che rappresenta circa 200 aziende del settore fotovoltaico. Le proteste riguardano in particolare la soglia di potenza installata, ritenuta troppo bassa.

 

E prosegue: “I contenuti riportati nella bozza di decreto del ministero dello Sviluppo Economico sono destabilizzanti per il comparto, già colpito da numerose e inutili modifiche negli ultimi 18 mesi, in quanto contiene provvedimenti decisamente restrittivi per lo sviluppo del mercato. E tutto questo accade proprio ora che siamo ad un passo dalla meta: cioè, dall’indipendenza dagli incentivi che, si stima, dovrebbero scomparire al massimo entro 2 anni e mezzo”.

 

Perchè, con il Quinto Conto Energia, il Governo ha cambiato in generale il sistema incentivante invece di procedere con interventi mirati e migliorativi? In particolare le polemiche mirano alla soglia di potenza installata, ritenuta troppo bassa dalle aziende produttrici, a partire dalla quale diventa necessaria l’iscrizione al registro tenuto dal Gestore dei Servizi Elettrici (Gse).
Il rischio consiste nell’introduzione di una eccessiva burocratizzazione per i piccoli impianti, problema che potrebbe frenare lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili che, negli ultimi 5 anni, ha creato posti di lavoro, nuove imprese, un giro d’affari molto consistente e un contributo fiscale annuo pari a 1 miliardo di euro.

 

Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’attuale regime degli incentivi alle rinnovabili, molto più favorevole di quello previsto dal Quinto Conto Energia e che resterà in vigore fino a quando non si saranno raggiunti i 6 miliardi di euro di contributi incentivanti nel 2012 (all’inizio sembrava che ci fosse tempo fino a luglio).

 

Secondo Natalizia, restano altre le modifiche urgenti: “Innanzitutto, il provvedimento dovrebbe essere strutturato senza registri ma con un sistema che, al crescere della potenza installata, preveda la diminuzione dell’incentivo almeno fino ai 200 kW. Tale riduzione, puntualizza,dovrà essere in linea con l’obiettivo dei 7 miliardi annui, e non dei 6 come prevede la bozza, per garantire i finanziamenti degli impianti in un momento in cui il costo del debito è raddoppiato”.
Il Quinto Conto Energia dovrebbe prevedere anche un premio per gli interventi di efficienza energetica, per la rimozione e la bonifica dall’eternit, nonché il sostegno all’autoconsumo dell’energia prodotta.

 

“E le Regioni sembrano essere allineate con le nostre perplessità sul Quinto Conto Energia” conclude Natalizia.
L’entrata in funzione del nuovo sistema di incentivi dovrebbe slittare a ottobre.

 

Fonte: repubblica.it

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