Arabia Saudita, il progetto illuminotecnico per la Aramco

Stefano Dall’Osso e il suo team di lavoro hanno realizzato un importante progetto illuminotecnico in Arabia Saudita per la Aramco, compagnia nazionale saudita di idrocarburi e la prima e più importante compagnia petrolifera mondiale.

Oggetto del progetto è stato l’OCC (Operations Coordination Center), il cervello dell’OSPAS (Oil Supply Planning and Scheduling), luogo di gestione e distribuzione di petrolio e gas. Per l’ideazione del concept il Lighting Designer ha tenuto conto delle modalità di fruizione del luogo: da un lato troviamo infatti il personale dell’Aramco addetto a svolgere attività lavorative di monitoraggio e coordinamento a ciclo continuo 24h su 24h, e quindi con grande necessità di concentrazione, dall’altro la possibilità di ospitare all’interno della struttura importanti personalità in visita al centro di controllo.

Uno dei vincoli maggiori della location è sicuramente l’assenza totale di luce naturale che, affiancata all’attività lavorativa a turni, ha richiesto particolare attenzione nello studio della luce. Per poter garantire un efficiente rendimento del personale preservandone anche la salute, è stato necessario realizzare un’illuminazione dinamica in grado di rispettare i ritmi circadiani degli impiegati, creare uno stimolante scenario luminoso naturale e un’illuminazione personalizzata controllata attraverso un sistema avanzato di gestione e controllo, in grado di soddisfare tutte le esigenze e preferenze dell’utente finale.

In un ambiente senza illuminazione naturale come l’OCC, l’illuminazione artificiale ha assunto un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista funzionale, ma anche per il benessere psico-fisico dei lavoratori e per la loro produttività. Le scelte fatte da Stefano Dall’Osso e il suo team sono state finalizzate alla creazione di una corretta illuminazione che favorisse il rendimento lavorativo e la diminuzione di errori e fatica, aumentando così l’ attenzione e la concentrazione.

Attraverso un sistema di gestione e controllo d’avanguardia all’interno dello spazio è possibile variare la t emperatura colore della luce, passando da una t onalità calda a un’altra più f redda, riproducendo così le sfumature della luce naturale, e predisporre una sequenza di cambiamenti di colorazione della luce sincronizzati con la luce diurna esterna.

Per poter realizzare un progetto illuminotecnico di tale portata è stato necessario ricorrere ad apparecchi illuminanti custom in grado di rispondere con efficacia alle esigenze dello spazio. La personalizzazione è stato uno dei fattori chiave dell’intero progetto a dimostrazione dalla grande esperienza e maestria di Stefano Dall’Osso nel campo dell’Industrial Design.

Per questo progetto il Lighting Designer si è avvalso inoltre di prodotti di ottima qualità come gli apparecchi Erco a basso rischio di abbagliamento, e i dispositivi Helvar, per il sistema di gestione e controllo. Un basso rischio di abbagliamento è una prerogativa fondamentale nella progettazione dell’illuminazione dei luoghi di lavoro: la luce deve essere bilanciata, in modo da evitare stress e affaticamento, ma, allo stesso tempo il luogo deve ospitare luminanze e contrasti adeguati e ben definiti e non risultare monotono.

Solo combinando la professionalità di un esperto con l’alta qualità dei prodotti selezionati si è riusciti a d ottenere l’illuminazione perfetta per un luogo di lavoro favorevole che garantisca i giusti livelli di luce nell’area del compito visivo e intorno a esso, oltre a comfort visivo e benessere per i fruitori e gli impiegati.

Uno degli aspetti di maggior rilevanza individuati è la totale assenza di luce naturale all’interno di un luogo di lavoro confinato, al cui interno di svolgono attività lavorative di monitoraggio e coordinamento a ciclo continuo, 24 ore su 24. In questo spazio verranno dunque a trovarsi sia lavoratori impegnati nelle loro attività, sia potenziali visitatori, tra cui anche importanti personalità in visita: l’ambiente è dunque suddiviso tra postazioni di lavoro e una zona dedicata all’accoglienza di visitatori, con una lounge area. Sono presenti due tipologie di soffitto già esistente: un soffitto a pannelli modulari in metallo microforato ed un soffitto a cassettoni sospeso in cartongesso, con altezze notevoli (da 283cm a 345cm).

FOCUS PROGETTUALI. Gli elementi fondamentali alla base di questo progetto illuminotecnico sono 3 – il Lavoro, l’Uomo, la Natura – e tra questi c’è un elemento in comune: la Luce. In base alla sua interazione e al suo il rapporto con uno dei 3 concetti fondamentali, la luce assume dunque delle caratteristiche diverse: una luce Funzionale (Luce + Lavoro) e una luce Vitale (Luce + Uomo).

LUCE FUNZIONALE. I 3 parametri che influiscono direttamente sull’atteggiamento psicologico dei soggetti impegnati e sulle loro condizioni di benessere fisico sono:
perfomance visiva (indica la velocità e l’accuratezza del sistema visivo nell’espletamento di un compito. Dipende essenzialmente dai valori di illuminamento e di luminanza che l’impianto di illuminazione assicura sul piano di riferimento, dalla dimensione del compito
visivo, dalla sua distanza dall’occhio, nonché dai contrasti);
comfort visivo (è un concetto non misurabile quantitativamente, in quanto strettamente legato alle condizioni psicologiche dei soggetti impegnati nell’attività visiva. Può dipendere da tanti fattori, quali ad esempio, resa del colore delle sorgenti luminose ed equilibrio nella
ripartizione delle luminanze);
atmosfera visiva (identifica la sensazione generale di sicurezza che si può percepire, a livello di illuminazione, all’interno del locale).

Un progetto illuminotecnico per gli uffici deve garantire tutti e 3 i parametri, ma in un ambiente con videoterminali il requisito prioritario sarà il raggiungimento di un’alta prestazione visiva. Si è quindi proceduto a una definizione dei compiti visivi, valutando poi la distribuzione della luminanza (evitando luminanze troppo elevate che potrebbero provocare abbagliamento, contrasti di luminanza troppo elevati che causerebbero affaticamento e luminanze troppo basse o contrasti di luminanza troppo bassi che darebbero luogo ad un luogo di lavoro monotono), alla definizione del valore d’illuminamento mantenuto richiesto (500LUX sulle scrivanie, 200LUX nella lounge area), tenendo sempre conto del fattore di abbagliamento (valore massimo per il compito visivo: UGR L = 16). Data la conformazione dello spazio e la multidirezionalità dello sguardo dell’operatore, si è scelto un apparecchio illuminante con un grande controllo dell’emissione luminosa: questa caratteristica ha permesso di sfruttare gli esistenti punti di installazione.

LUCE VITALE. Per vedere, si ha bisogno di una quantità minima di luce; se però dobbiamo anche concentrarci, essere produttivi o creativi, allora ci serve una luce di una determinata qualità. Inoltre la luce influenza la nostra percezione emozionale: le brillanze, i colori, la distribuzione della luce e la sua dinamica determinano i nostri stati d’animo. Nell’odierna concezione degli uffici, ciò che conta è il “fattore uomo”, e con esso anche il design e l’illuminazione dell’ambiente: una luce di qualità migliora il posto di lavoro, aiuta a concentrarsi e ad impegnarsi. Eppure c’è una grossa differenza tra la luce diurna e quella artificiale, tra una sorgente luminosa solitaria e una composizione di luce dinamica.

Vista la particolare conformazione dello spazio (assenza totale di luce naturale) e dell’attività lavorativa a turni che si svolge all’interno, per poter ricercare un efficiente rendimento del personale in grado di garantire la salute degli stessi è necessario che la luce garantisca le migliori condizioni per concentrarsi sul lavoro attraverso una illuminazione dinamica, in grado di creare uno stimolante scenario luminoso naturale, e un’illuminazione personalizzata, controllata attraverso un sistema avanzato di gestione e controllo, in grado di soddisfare tutte le esigenze e le preferenze dell’utente finale.

L’impianto di illuminazione può essere gestito da qualunque device (iPad, iPhone, PC desktop o notebook, Smartphone, iPod Touch, etc.), sia in loco (attraverso collegamento LAN), sia da remoto (tramite collegamento ADSL). Sono stati utilizzati apparecchi illuminanti con tecnologia LED con temperatura cromatica da 2700K a 6500K: la tecnologia LED è stata scelta poiché emette luce potente soprattutto nelle parti basse dello spettro, riuscendo ad ottenere una buona efficacia biologica anche ad un livello di luminosità ridotto.

www.stefanodallosso.it

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