Impianti elettrici e domotica, prodotti Vimar nella chiesa di Porto Sant'Elpidio
Storico borgo marinaro delle Marche, divenuto un’attrezzata stazione balneare, Porto Sant’Elpidio è caratterizzato dalla sua spiaggia di ghiaia - la più lunga dell’intero litorale adriatico - nelle vicinanze della quale si erge il simbolo della città, l’antica Torre dell’Orologio, eretta a difesa dalle invasioni dei pirati.
Pur essendo una località di mare la cittadina, come buona parte del territorio marchigiano, si caratterizza per la contiguità della costa alle morbide alture. Ed è proprio sulla fascia collinare di Porto Sant’Elpidio che si estende la parrocchia di S. Maria Addolorata che comprende l’antico borgo della Corva, quello di Cretarola e quello di Fonte Serpe. Colpisce la bellezza del paesaggio, a tratti agricolo e sempre ben curato. Dalla sommità dei colli si può scorgere il mare, così vicino che sembra di poterlo toccare. Basta infatti scendere di appena un chilometro per trovarsi in pieno centro, lungo la splendida costa elpidiense.
La storia della chiesa
Al centro della frazione di Corva si trova la chiesa parrocchiale. Costruita nel 1548 in principio non fu che una semplice cappella dove si celebrava la messa solo nei giorni festivi. Nel 1745 l’arcivescovo di Fermo, Alessandro Borgia, fece ampliare la struttura aggiungendovi una casa parrocchiale e lo stesso anno la eresse a Cappellania Curale, con un sacerdote sempre presente per i vari servizi liturgici e di catechesi.
Leggenda vuole che il mattino del 25 luglio 1829, si verificasse quello che numerosi testimoni assicurarono essere stato un vero e proprio miracolo: durante la funzione religiosa la statua della Madonna Addolorata, caratterizzata per le braccia conserte, le allargò in segno di accoglienza. Da quel momento la statua e la chiesa furono oggetto di venerazione da parte di tutta la popolazione del luogo e dell’intera regione e venne istituita una festa parrocchiale, che si celebra tutt’oggi.
I lavori sull'impianto elettrico
La piccola chiesa è stata recentemente ristrutturata grazie a dei lavori che hanno interessato in particolare il rifacimento di tutto l’impianto elettrico. È nella realizzazione di questi lavori che Vimar ha contribuito mettendo a disposizione la tecnologia del suo sistema domotico. La scelta di installare By-me, è infatti stata fatta dal committente proprio per assicurare la possibilità di controllare illuminazione, sistema audio e climatizzazione da un unico punto e senza interventi invasivi per la struttura, sottoposta ai vincoli della Soprintendenza delle belle Arti.
Don Paolo Canale, il giovane parroco di Corva, ci spiega che la decisione di avvalersi della domotica inizialmente gli è stata suggerita da un suo parrocchiano nonché amico che, grazie all’esperienza maturata come installatore elettrico, ha potuto offrirgli un prezioso consiglio. Il grande interesse per la tecnologia, favorito anche dalla giovane età del parroco, ha fatto il resto.
By-me ha aiutato a migliorare la gestione dei diversi ambienti che compongono una struttura articolata come può esserlo un edificio religioso. Fondamentale per ottimizzare gli spazi in quanto è in grado di convogliare tutti i comandi in un unico punto, l’impianto domotico si è dimostrato utile e pratico.
Controllo di illuminazione e temperatura, possibilità di richiamare da un unico dispositivo le condizioni precedentemente impostate, distribuzione intelligente dei consumi: il sistema risponde a tutte le esigenze del parroco. Dal touch screen da 4,3 pollici posizionato all’interno della sacrestia è infatti possibile avere un controllo totale delle diverse zone in cui è stata suddivisa la chiesa. Una vera e propria cabina di regia dalla quale si possono controllare la chiesa, la sacrestia e la sala adiacente, spazio nel quale è stato posizionato uno schermo in HD che, nel corso delle cerimonie più affollate, consente ai fedeli che non trovano posto nella navata di seguire comunque la messa.
Le combinazioni di luce
Sempre dal touch screen è possibile richiamare i diversi “scenari”, particolari combinazioni di illuminazione che sono state precedentemente impostate dalla centrale domotica, il vero cuore del sistema, dalla quale si programmano tutte le funzioni di By-me.
In questo caso gli scenari sono quattro: “messa festiva”, “messa feriale”, “celebrazioni” e “off”. Le differenze riguardano principalmente il diverso utilizzo che viene fatto dell’illuminazione. Come prevedono le norme liturgiche, infatti, la solennità della domenica e delle principali festività religiose deve essere sottolineata anche attraverso la giusta disposizione delle luci. Per questo motivo le statue dei santi e la volta della chiesa, che nelle messe settimanali non sono illuminate, nello scenario festivo vengono messe in risalto da appositi faretti.
Lo scenario “celebrazioni” è invece utilizzato nel corso dei matrimoni quando la zona di fronte al presbiterio, riservata agli sposi, viene illuminata maggiormente per conferirne importanza e solennità.
Le caratteristiche dell'impianto elettrico
Oltre alla possibilità di sfruttare appieno le potenzialità dell’impianto di illuminazione, uno dei principali vantaggi offerti da By-me è dato dal comfort che la domotica consente di ottenere. Se infatti con l’impianto elettrico tradizionale prima di uscire si dovevano passare in rassegna tutti gli interruttori ai quali corrispondeva una fonte luminosa ora, grazie allo scenario “off”, basta sfiorare con un semplice gesto il touch screen e il sistema provvede allo spegnimento di tutte le luci. Non secondario è l’aspetto economico. In una struttura come una chiesa, che richiede un utilizzo copioso dell’illuminazione, la possibilità di avere costantemente sotto controllo i vari ambienti e tutte le fonti luminose consente di eliminare completamente gli sprechi. Nessuna luce rimarrà più accesa inutilmente.
Oltre all’illuminazione anche il controllo delle campane può essere gestito dal sistema. Il programmatore eventi della centrale consente di impostare diverse combinazioni di funzionamento: campana grande e piccola possono essere attivate una alla volta o congiuntamente, partire in automatico in determinati momenti della giornata o, nel caso di cerimonie particolari, essere attivate direttamente dal touch screen.
Per quanto riguarda la climatizzazione, infine, dalla centrale domotica è stato possibile suddividere gli ambienti in due diverse zone – navata centrale e sala laterale - per ognuna delle quali è sempre possibile scegliere la temperatura desiderata. Utilizzando la funzione eventi nel periodo invernale il riscaldamento può infatti essere attivato allo scoccare di una determinata ora, in modo che l’ambiente sia sempre pronto ad accogliere i fedeli.
La sobria eleganza della serie civile Eikon con placca classic, color antracite metal all’interno della chiesa e bianco artico nella sala contigua fa da cornice a tutti i dispositivi e i comandi presenti. I tasti, caratterizzati da un suono dei meccanismi delicato e ovattato e da un’incredibile precisione dei movimenti, sono individuabili anche nella penombra grazie ad una luce che li segnala e suggerisce la presenza sia dei comandi tradizionali sia di quelli domotici, contraddistinti dal loro funzionamento a sfioramento.
La piccola ma attrezzata chiesa di Corva è l’esempio di come la domotica non sia esclusivamente ad uso e consumo di pochi, ma possa essere utilizzata anche da coloro che, vuoi per età vuoi per scarsa predisposizione, non hanno grande dimestichezza con la tecnologia. Questo aspetto è confermato anche dalle parole di don Paolo, il quale racconta come i suoi collaboratori più anziani, nel giro di pochi giorni hanno imparato ad utilizzare autonomamente il sistema e questo è stato per loro un grande motivo di soddisfazione.
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