Biennale Venezia, Illuminazioni e le lampadine di Bice Curiger

La Biennale di Venezia n.54, diretta da Bice Curiger, si svolgerà dal 4 giugno al 27 novembre 2011 ai Giardini e all’Arsenale (con vernice 1, 2 e 3 giugno 2011) e in vari luoghi di Venezia. L’ Esposizione Internazionale d’Arte presenterà come di consueto le Partecipazioni nazionali con mostre negli storici Padiglioni ai Giardini, oltre che nel centro storico di Venezia. Si prevedono selezionati Eventi collaterali a Venezia, organizzati da enti e istituzioni internazionali. Tra i Paesi invitati sono presenti per la prima volta Andorra, Arabia Saudita, Bahrain, Bangladesh, Malaysia e Ruanda, nonché Congo e India, presenti l’ultima volta rispettivamente nel 1968 e 1980.
La giuria è composta da: Hassan Khan (Egitto), Carol Yinghua Lu (Cina), Letizia Ragaglia (Italia), Christine Macel (Francia) e John Waters (USA).

 

Il titolo scelto per la Biennale di quest’anno è ILLUMInazioni. Spesso la tematica generale è affrontata in modo letterale, “con qualche lampadina di troppo” come ha scritto Angela Vattese sulla Domenica del Sole 24 Ore di ieri, in un articolo intitolato “Arriva Bice e fa troppa luce”. Vattese afferma che la Curiger ha affrontato il tema senza coraggio e soprattutto con pochi mezzi. Un tema che intende il concetto di “illuminazione” in senso lato, andando naturalmente al di là del significato della mera parola, come possiamo capire anche dalle dichiarazioni ufficiali della Direttrice, riportate di seguito. ILLUMInazioni ricerca gli sviluppi dell’arte in tutto il mondo, con gruppi di artisti che rappresentano anche attività e tendenze locali, e dà spazio ai Padiglioni delle nazioni. Ma ILLUMInazioni conduce anche una ricerca e scava nel concetto di luce, nell’opera d’arte, la ricerca della luce, l’ansia di un rapporto con lo spettatore, a partire dal Tintoretto. Ma questa è un’altra storia, un altro genere di “luce”.

 

Certamente  è corretta l’osservazione della giornalista del Sole. Ma per noi di Illuminotecnica.com, l’eccesso di lampadine, e dunque il fatto che gli artisti della Biennale 54, e il suo Direttore, abbiano “preso sul serio” e letteralmente il tema, è elemento interessante che ci fa capire come la luce artificiale occupi uno spazio importante anche nell’arte, oltre che nella vita di tutti i giorni. Luce e illuminazione, quindi si trovano “dappertutto”: tra noi, nelle nostre case, e nel mondo dell’arte, più lontano, nei padiglioni espositivi.

 

Tre i Premi ufficiali di quest’anno:
– Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale, attribuita alla Germania per il padiglione della memoria di Christph Schlingensief (1960-2010);
– Leone d’oro per il miglior artista di ILLUMInazioni, a Christian Marclay (1955, USA) con l’opera “The Clock”;
– Leone d’argento per un giovane artista di ILLUMInazioni, a Haroon Mirza (1977, GB).

 

Inoltre è da segnalare anche l’Enel Contemporanea Award 2011 al belga Carsten Holler (1961) con l’opera “Double Carousel with Zollner Stripes” che sarà realizzata in autunno al MACRO di Roma.

 

La Biennale su iPad, iPhone e iTunes
Infine, segnaliamo la possibilità di scaricare l’applicazione per iPad e iPhone sempre aggiornata con una grafica innovativa e nuove funzioni. Su iTunes Stores sarà possibile scaricare il catalogo della 54esima Biennale ILLUMInazioni. Con l’applicazione si acquiscono foto, video, mappe concettuali, info di georeferenziazione e rotazioni virtuali.

 

 

Spiega Bice Curiger: “La Biennale è uno dei più importanti forum per la conoscenza e l’illuminazione dei nuovi sviluppi dell’arte internazionale.Il titolo della 54. Esposizione, ILLUMInazioni letteralmente punta i riflettori sull’importanza di questi sviluppi in un mondo globalizzato. Mi interessa in modo particolare l’ansia di molti artisti contemporanei di stabilire un dialogo intenso con colui che guarda l’opera, e di sfidare le convenzioni con cui si guarda l’arte contemporanea. Il lavoro del pittore veneziano Tintoretto giocherà un importante ruolo simbolico in ILLUMInazioni. Trovo in molti artisti (quelli che mi interessano di più) dell’arte contemporanea quella stessa ricerca della luce, a un tempo razionale e febbrile, che anima alcune opere del tardo Tintoretto, e l’ansia di un rapporto forte con lo spettatore. Anche Tintoretto aveva la preoccupazione di andare al di là delle convenzioni del proprio tempo, puntando diretto alla mente e all’emotività. Mi interessa la luce di quei quadri, che non è una luce razionale, ma è una luce estatica. La presenza di Tintoretto servirà anche a stabilire una connessione artistica, storica ed emotiva con Venezia. Il termine nazioni di ILLUMInazioni si associa metaforicamente ai recenti sviluppi nell’arte in tutto il mondo, dove si formano gruppi di artisti che rappresentano un’ampia varietà di più piccole e locali attività e tendenze. Inoltre sono favorevole a una Biennale con i Padiglioni, poiché rappresenta un’occasione straordinaria di dialogo tra gli artisti. L’Arsenale mi offre una singolare opportunità di creare dei para-Padiglioni, coniugando opere di artisti che usano lo spazio, e opere di artisti che saranno esposte in quello spazio. Talvolta si è parlato di anacronismo rispetto ai Padiglioni della Biennale, che sono invece strumento di riflessione sull’identità. Voglio rafforzare l’unità tra la Mostra internazionale e le Partecipazioni nazionali, ponendo 5 domande sul tema agli artisti di tutti i Paesi, nonché agli artisti di ILLUMInazioni” (www.labiennale.org).

 

Bice Curiger
Laureata all’Università di Zurigo, Bice Curiger è storica dell’arte, critica e curatrice di mostre a livello internazionale. Dal 1993 è curatrice alla Kunsthaus di Zurigo, uno dei musei più importanti al mondo per l’arte moderna e contemporanea nonché per le sue collezioni artistiche di oltre 500 anni. È cofondatrice e capo redattrice di “Parkett”, rivista di arte contemporanea autorevole e innovativa, pubblicata a Zurigo e New York dal 1984. Dal 2004 è direttrice editoriale della rivista “Tate etc” della Tate Gallery di Londra.
È autrice di “The Collected Writings” (Lindinger+Schmid, Regensburg, 2002).
Risulta essere la prima donna a dirigere da sola un’edizione della Biennale d’arte di Venezia.

 

A cura di Giacomo Sacchetti

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