Bollette energia elettrica, aumento inarrestabile per le aziende

Emerge da un’analisi condotta da Confartigianato. In Italia l’aumento dei costi dell’elettricità a uso industriale è inarrestabile: tra il 2009 e il 2011 sono  a +17,4%, a fronte del + 9,5% registrato nell’Ue. Se in Italia, nel 2011, gli imprenditori hanno pagato di bolletta elettrica 10.077 milioni di euro in più rispetto alla media europea, il conto più salato tocca alle aziende del Nord che, sempre nel 2011, hanno pagato per l’energia elettrica 5.848 milioni di euro in più rispetto al resto dell’Ue. La differenza con l’Europa è di 2.492 milioni di euro per il Sud e di 1.737 milioni per il Centro.

 

Dall’analisi condotta da Confartigianato che ha misurato lo “spread” Italia-Ue per i costi dell’energia elettrica utilizzata dalle imprese, Lombardia e Milano sono in testa alla classifica delle regioni e delle province più onerose.

 

La Lombardia (2.289 milioni di euro di maggiori costi rispetto alla media Ue) è seguita da:
– Veneto con un gap di 1.007 milioni di euro;
– Emilia Romagna con 904 milioni;
– Piemonte con 851 milioni.

 

La classifica provinciale, dopo  Milano (gap di 555 milioni di euro rispetto all’Europa), vede sul podio Brescia (467 milioni euro) e Roma (447 milioni euro) seguite da Torino (343milioni euro) e Bergamo (293 milioni euro).

 

Tra il 2010 e il 2011 i rincari si sono attestati all’11%, nell’Ue si sono fermati al 5,9%. Questo ha allargato la distanza tra il nostro Paese e l’Europa. Il dato spaventoso e interessante allo stesso tempo è il seguente: nel 2009 il gap per il costo dell’elettricità era del 26,5% per salire al 29,4% nel 2010 e al 35,6% nel 2011.
La bolletta energetica delle imprese italiane si gonfia a causa della pressione fiscale, che incide per il 21,1% sul prezzo finale dell’elettricità.

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