Canon, Verbatim e Kaneka: Led e OLed design in tre installazioni spettacolari

Tra i molti eventi del Fuori Salone 2011, conclusosi appena un mese fa, diversi sono stati quelli dedicati all’illuminazione, e in particolare hanno presentato prodotti e soluzioni innovative. 

 

Kaneka, nota azienda nipponica, ha ricreato un tipico bar giapponese decorandolo con OLed bianchi e rossi che richiamavano l’atmosfera orientale. Si accedeva alla sala principale attraverso la noren, tenda tipica giapponese. Dal soffitto pendevano una moltitudine di pannelli posizionati ad altezze differenti. Il luogo riproduceva l’atmosfera dello yozakura, la tradizione tipica legata alla fioritura degli alberi di ciliegio.
Nella zona di passaggio invece si veniva avvolti nel relax con luci di carta pendenti realizzate anche quest’ultime con OLed.

 

Anche Verbatim ha utilizzato il sistema di Organic Led a colorazione regolabile. Questi pannelli, di appena 14x14cm, chiamati Velve, utilizzano l’innovativa tecnologia sviluppata dalla casa madre Mitsubishi Chemical Holding Group.
Nell’insolita location la Verbatim presentava alcune installazioni che mostravano al visitatore le applicazioni possibili del prodotto ma anche diversi modi di interazione. Velve produce una luce soft, libera da bagliori e con colori molto saturi.

 

La luce e la tecnologia erano alla base anche dell’esperienza multisensoriale proposta da Canon: Neoreal Wonder, The world of Canon digital imaging, ultima tappa di un progetto nato nel 2008, che ha raggiunto al Fuori Salone un livello sensoriale ed esperienziale decisamente superiore.
Il percorso emotivo, che creava un nuovo rapporto tra uomo e immagine, è stato progettato e realizzato dalla collaborazione tra Torafu Architects, gruppo di giovani architetti giapponesi, con WOW, uno studio di visual design che ha riscosso molto successo in Giappone. La joint venture tra Torafu Architects, WOW, e l’esperienza di Canon nell’imaging è stata utile a creare una composizione di immagine e spazio, emotività e sensorialità.
Tre le installazioni principali: Light Loom era uno schermo tridimensionale installato nella sala principale, su cui venivano proiettate le immagini. I fasci proiettanti “si materializzavano” in fili di luce della stessa consistenza dell’aria. Questo per ricreare una vera e propria sensazione di tridimensionalità.
Circle of light era costituita da due schermi che formavano una superficie molto ampia accogliendo immagini straordinarie reali e virtuali tra cui la luce dell’alba e del tramonto che convivevano nello stesso momento.
I Torafu Architects hanno progettato e realizzato un’edizione limitata dell’ air vase, vasi di carta da formare e avviluppare come si vuole.
Infine, luce, suono e tatto sono stati racchiusi in un unico progetto: the B.Box. Diverse aziende e studi (CM, Elecric Gem, Manet, PLH, Siteco e Traxon) del settore del sound design, dell’illuminazione, dell’high tech e dei sistemi integrati hanno proposto oggetti che interagivano tra loro per offrire all’utente una “progettazione a 360 gradi”, sfruttando i sistemi più avanzati e innovativi.

 

 

a cura di Silvia Tugnoli

 

 

Nell’immagine di apertura l’installazione di Kaneka

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