Edificio universitario a Warwick

Gli edifici per la formazione rappresentano per molti anni il punto di riferimento dei nostri figli e, in misura sempre crescente, luoghi di studio e di formazione ulteriore per gli adulti. Per questo è importante creare un’atmosfera che favorisca nel migliore dei modi il processo di apprendimento e di sviluppo. L’architettura e l’organizzazione dello spazio contribuiscono in maniera fondamentale a garantire flessibilità per le diverse situazioni di utilizzo. Architettura e luce, vedere e studiare si trovano in rapporto molto stretto fra loro. Luce diurna non abbagliante, colori amichevoli, mobili ergonomici e soluzioni di luce flessibili contribuiscono a creare gli spazi per un’esperienza di studio positiva.
In particolare negli edifici scolastici, una combinazione appropriata di luce naturale e artificiale per mezzo di sistemi di controllo intelligenti ha un ruolo decisivo. In questo modo, attraverso il controllo combinato di sistemi di schermatura e di luce artificiale, è possibile migliorare notevolmente la qualità del soggiorno negli ambienti e contemporaneamente sfruttare il potenziale di risparmio energetico. Negli ambienti di studio la luce deve rispondere a particolari requisiti. Poiché la disposizione dei tavoli è spesso flessibile, l’illuminazione deve garantire in ogni situazione assenza di abbagliamento. Per i diversi ambiti e compiti devono essere a disposizione possibilità individuali di illuminazione, regolabili tramite elementi di controllo intuitivi. Tramite lampade a luce diretta/indiretta si può ottenere un miglioramento notevole dell’atmosfera nell’ambiente. Un edificio per la formazione ha una struttura eterogenea composta da diversi ambiti di utilizzo: corridoi e punti di passaggio necessitano un’illuminazione chiara e amichevole per permettere l’orientamento, le zone di pausa e le mense devono stimolare la comunicazione e favorire la distensione.

 

Ciò è stato messo in pratica in maniera esemplare presso il “Digital Lab” dell’Università di Warwick, in cui l’architetto ha collaborato fin dall’inizio con i progettisti illuminotecnici, riuscendo così a creare ambienti di qualità con situazioni di luce gradevoli per gli utenti. Per ottenere questo risultato è stato fondamentale riconoscere fin dall’inizio le grandi possibilità dell’illuminazione ed applicarle di conseguenza.

 

Un concetto integrato di illuminazione contraddistingue il “Digital Lab” a Warwick, un edificio per la ricerca, la formazione e il knowledgetransfer. La nuova istituzione comprende una superficie di più di 5 000 mq distribuiti su quattro piani ed è studiata appositamente per l’attività scientifica. Realizzata in collaborazione fra l’università e le autorità regionali preposte allo sviluppo, si concentra al presente soprattutto sui settori Virtual Reality, E-Security, neuroimmagine e tecnica sperimentale come viene applicata per esempio nel settore farmaceutico. L’architetto Edward Cullinan era stato incaricato di progettare una disposizione spaziale flessibile che permettesse di adattarsi alle mutevoli esigenze funzionali di queste discipline relativamente giovani. Gli spazi, in cui si sarebbero avute le più diverse esigenze di illuminazione, dovevano anche essere caratterizzati da un’atmosfera confortevole ed avere un’illuminazione constante sia di giorno che di notte, dal momento che i circa 120 ricercatori del core team sarebbero stati attivi 24 ore su 24. I progettisti hanno previsto quindi un’illuminazione dipendente dalla luce del giorno, controllata tramite Luxmate Professional, dove sorgenti di luce artificiale sostituiscono la luce naturale progressivamente e in modo impercettibile.
L’ingresso principale è accessibile attraverso una lunga rampa di scale leggermente in salita. All’interno ci si trova dapprima in una hall aperta che si estende per tutta la lunghezza dell’edificio. Questa collega gli spazi di lavoro dei due piani più alti con gli spazi dimostrativi del piano terra. La veduta del soffitto, inclinata di 45°, risulta dolcemente immersa in una luce leggermente colorata. L’aspetto generalmente omogeneo è dato dal sistema modulare a fasce luminose Tecton, equipaggiato con l’ottica “Luce Morbida”. La ridotta dimensione dei corpi luce va a tutto vantaggio delle superfici architettoniche e l’illuminazione equilibrata produce un’atmosfera chiara ed amichevole che permette di lavorare senza abbagliamento. In particolare, nella sezione trasversale si nota il disegno inconsueto dell’edificio: di solito gli edificio universitari sono orientati orizzontalmente e dai due lati dell’ingresso principale si diramano le “celle di lavoro”. Nel Digital Lab invece il rapporto dello sguardo e del movimento in direzione orizzontale e in verticale è unitario. Compartimenti di lavoro al secondo e terzo piano, aree dimostrative ed espositive generosamente dimensionate al piano terra e spazi per l’interazione sociale sparsi con disinvoltura qua e là creano gli spazi ideali e le condizioni adeguate per tutti gli utilizzi e per tutte le specifiche esigenze di illuminazione. Il Prof. Alan Chalmers, esperto nel settore della percezione visiva, ha così commentato l’importante ruolo assegnato alla hall come punto di raccolta per l’interazione sociale dei ricercatori, che spesso evitano gli incontri sociali di tipo formale: “le idee nascono per lo più grazie allo scambio che avviene fra i ricercatori e di questo aspetto il progetto dell’edificio ha tenuto conto”. L’atmosfera viene influenzata dalla “Luce Morbida” che rischiara l’ambiente in modo naturale e discreto e rende le ombre e il contrasto caratteristici della luce diurna.

 

Il Digital Lab costituisce un importante esempio di integrazione dell’illuminazione nel concetto architettonico. Che si tratti di situazioni in cui sia necessario mantenere elevati livelli di concentrazione, oppure in cui debba essere favorito lo scambio comunicativo informale, l’illuminazione ha sempre un ruolo importante. Data la compresenza di differenti tipi di spazi all’interno dell’edificio, l’importanza di un’illuminazione facilmente regolabile, adatta di volta in volta a situazioni di apprendimento diverse è ancora maggiore. Il progettista è riuscito a rispondere alle esigenze funzionali più disparate tramite un concetto di illuminazione innovativo.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Warwick University New Digital Laboratory

 

Committente
University of Warwick, Coventry, Regno Unito

 

Progetto architettonico
Edward Cullinan Architects, Londra

 

Progettazione illuminotecnica
Hoare Lea, Bristol, Regno Unito

 

Soluzioni per l’illuminazione
LUXMATE PROFESIONAL sistema di gestione della luce, TECTON sistema per file continue combinato con LUCE MORBIDA

 

Per ulteriori informazioni
Zumtobel Lighting GmbH

 

Nell’immagine, sguardo nella Hall del Warwick Digital Lab. Qui i ricercatori possono entrare liberamente in conversazione fra loro. L’atmosfera amichevole è supportata dagli apparecchi Tecton e Luce Morbida (fonte)

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