Etichettatura energetica, l’Italia è indietro

L’Italia non ha fatto i compiti: non ha ancora comunicato alla Commissione europea di avere del tutto recepito la nuova direttiva sull’etichettatura energetica dei prodotti connessi all’energia, nonostante le lettere di costituzione in mora inviate il 18 luglio scorso.

 

Insieme a Cipro e Romania, l’Italia è inadempiente per quanto riguarda la direttiva 2010/30/UE nel cui ambito sono già state riviste le etichette per frigoriferi e congelatori, lavatrici, lavastoviglie e condizionatori d’aria ed è stata introdotta una nuova etichetta per i televisori.
Approvata dal Parlamento europeo nel maggio 2010, la direttiva 2010/30/UE ha introdotto un nuovo formato per l’etichetta energetica europea applicata agli elettrodomestici e nei nuovi campi di applicazione: finora l’etichetta è stata applicata solamente a frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni e condizionatori d’aria. Dal luglio 2011 è obbligatoria per tutti i prodotti che hanno un notevole impatto diretto o indiretto sul consumo di energia.
Sempre nel luglio 2011 sono state introdotte tre nuove classi: A+, A++ e A+++.

 

La nuova direttiva è entrata in vigore il 21 luglio 2012, si applica a tutti i prodotti che hanno un notevole impatto diretto o indiretto sul consumo di energia, e ha introdotto un nuovo formato per l’etichetta energetica europea, aggiungendo tre classi addizionali (A+, A++ e A+++) alle sette già vigenti (dalla A alla G).

 

Bruxelles ha deciso di inviare un parere motivato per esortare l’Italia, la Romania e Cipro ad adottare tutte le norme Ue sull’etichetta energetica, e minaccia di rivolgersi alla Corte di giustizia europea.
entro due mesi questi paesi devono ottemperare ai loro obblighi.
La Commissione europea ricorda anche che l’etichettatura energetica è importante per promuovere l’efficienza energetica e nel sensibilizzare i consumatori: è essenziale per conseguire gli obiettivi dell’UE di ridurre entro il 2020 del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, e del 20% il consumo di energia attraverso una maggiore efficienza energetica.
I provvedimenti adottati finora nell’ambito della vecchia direttiva 92/75/CEE sull’etichettatura energetica (riguardo a frigoriferi e congelatori, lavatrici, asciugabiancheria, lavastoviglie, illuminazione domestica, condizionatori d’aria e forni) consentono di risparmiare circa 40-50 terawatt-ore all’anno, pari al al consumo elettrico annuo del Portogallo.

 

Le informazioni comparative sul consumo energetico dei prodotti che acquistano contenute sull’etichetta energetica li aiuta ad assumere decisioni che consentono di risparmiare energia e denaro e incoraggia i produttori a sviluppare prodotti caratterizzati da un buon grado di efficienza energetica. La definizione di soglie comuni europee (B, A, A+ ecc.) dà agli Stati membri un sistema di riferimento chiaro sulle caratteristiche dei prodotti che può rivelarsi utile anche per altri soggetti, quali le imprese private nella loro attività promozionale.

 

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