Fotovoltaico, quando il rimedio è peggiore del male. Appello di Assosolare

 
Il 3 marzo 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato un provvedimento che sostanzialmente decreta la fine del fotovoltaico in Italia.
 

 

Ovvie le reazioni di tutto il mondo delle rinnovabili, che ritiene il decreto legislativo palesemente incostituzionale. A lanciare un grido di quello che sta accadendo al mondo delle rinnovabili è Luca  Fermo, amministratore unico di Ray Energy, società che ha realizzato l’impianto fotovoltaico più grande della Lombardia e responsabile produttori di Assosolare, Associazione Nazionale dell’Industria Fotovoltaica, che conta oltre ottanta associati ed una struttura dinamica dedicata allo sviluppo di importanti progetti per la promozione del fotovoltaico in Italia.
L’Associazione è riconosciuta a livello istituzionale quale autorevole controparte nella discussione di tutti i provvedimenti in emanazione e rappresenta le esigenze della categoria del settore fotovoltaico nei confronti di tutti gli interlocutori. Assosolare è impegnata nella creazione di una legislazione nazionale e locale che favorisca un reale sviluppo del mercato, in linea con le normative già esistenti in altri paesi europei.

 

“Il primo dato da mettere in evidenza – spiega Luca Fermo – riguarda le tariffe incentivanti, vengono dalla cassa della tariffa A3 che tutti noi paghiamo in bolletta: su circa 5000 MW di impianti fotovoltaici le banche italiane hanno finanziato meno di un quinto di questi impianti, il resto sono di provenienza straniera e visto che i soldi per pagare il conto energia vengono dal prelievo sulle nostre bollette energetiche (5.60 %) non si capisce perché in un momento di crisi si debbano pagare soldi che, di fatto, vengono messi in tasca ai grossi fondi esteri. Forse noi italiani non abbiamo inventiva, iniziativa o capacita imprenditoriali? No!  Solo che il nostro sistema bancario è vecchio obsoleto e con delle esigenze non soddisfabili! Il fotovoltaico è un business avulso dai mercati e dalle problematiche economiche di questi tempi, ma le banche nazionali con le loro assurde pretese si son fatte letteralmente coprire di ridicolo, per usare un parametro sportivo: banche italiane 800/straniere 4200. Altro dato scandaloso è che vi è stato un vero e proprio assalto al fotovoltaico da parte del mondo politico omettendo un dato fondamentale: prelievo conto energia 21%; prelievo fonti assimilabili 31%. Ricordo che le fonti assimilabili sono fondi destinati, di fatto, ai petrolieri che notoriamente fanno del bene all’ambiente e sono bisognosi di risorse. Perché nessuno dice la verità? Perche noi dobbiamo pagare gli scarti del petrolio con una cassa (A3) che dovrebbe renderci indipendenti dallo stesso? Care banche e cari petrolieri avete per l’ennesima volta distrutto un’iniziativa nobile proficua e fonte di lavoro per molti italiani, grazie da parte di tutti noi operatori e contribuenti e un grazie anche a questo governo che vuol cambiare le ‘regole durante il gioco’, gli elettori spero vi siano riconoscenti per la vostra accondiscendenza con i ‘soliti amici’, ma noi non staremo zitti, questa volta”.

 

In queste ore oltre 14 mila appelli sono stati mandati dagli operatori di settore, al Presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto.
“Nessun deve poter dire che non sapeva. La verità  deve prevalere – recita l’appello – Si chiede che Sua Eccellenza, Sig. Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle Sue prerogative e quale garante della Costituzione, voglia disporre il rinvio del superiore provvedimento per un suo riesame e una sua modifica al fine di renderlo coerente ai precetti costituzionali”.
 

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