Gli Ambienti Spaziali di Lucio Fontana in mostra a Milano

Fino al 25 febbario 2018 è possibile visitare presso Pirelli HangarBicocca a Milano, la mostra Lucio Fontana. “Ambienti/Environments”, a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e del Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca Vicente Todolí e realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana.

La mostra raccoglie nove ambienti e due interventi ambientali, creati da Fontana tra il 1949 e il 1968 per istituzioni e musei italiani e internazionali.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo presenta, in un contesto depotenziato di luce, diverse stanze indipendenti e isolate, che contengono al loro interno le ricostruzioni degli ambienti. Questo allestimento permette al pubblico di scoprire opera per opera la mostra e offre l’opportunità di osservare, percorrere e abitare questi lavori ambientali, cogliendone l’importanza storica e la meravigliosa potenza iconica ed estetica che li rende ancora oggi fortemente innovativi e contemporanei.

Le opere

La mostra si apre con la Struttura al Neon ideata per la IX Triennale di Milano del 1951, un arabesco fluorescente di circa cento metri, appeso all’ingresso dello spazio espositivo che introduce alla sequenza cronologica degli ambienti, a iniziare dal primo realizzato dall’artista, Ambiente spaziale a luce nera (1948-1949), presentato presso la Galleria del Naviglio a Milano nel 1949. Una stanza illuminata dalla luce di Wood con una scultura astratta dipinta con colori fluorescenti appesa al centro. L’opera, modello ripreso, modificato e articolato in numerosi ambienti successivi seguendo le sue caratteristiche principali, rappresenta il superamento dell’idea di dipinto e di scultura. Lo spazio circostante e la presenza dello spettatore sono inclusi come elementi centrali dell’opera.

Deve trascorrere più di un decennio dalla presentazione del primo “Ambiente Spaziale” del 1948-49, considerato troppo sperimentale e non compreso dalla critica dell’epoca, quando nel 1964, in occasione della XIII Triennale di Milano, Lucio Fontana viene invitato a creare due corridoi, denominati Utopie e realizzati in collaborazione con l’artista e architetto Nanda Vigo. Essi si presentano in Pirelli HangarBicocca come due ambienti, uno nero con una parete incurvata e con una serie di fori da cui filtra luce al neon verde, e l’altro, ricostruito per la prima volta, contraddistinto da muri e soffitti ricoperti di tappezzeria rossa metallica, da lastre in vetro “Quadrionda” e da tubi al neon rossi.

 

Attraverso questi due lavori emerge la centralità dell’esperienza percettiva del visitatore, aspetto che Fontana sviluppa anche nell’ambiente presentato per la prima e unica grande mostra al Walker Art Center di Minneapolis, nel 1966. Per accedere a questo Ambiente spaziale, mai riallestito fino a ora, il visitatore attraversa un tunnel ribassato e con pavimento inclinato, per poi ritrovarsi in una stanza delimitata da pareti forate da cui filtra la luce al neon e da un pavimento instabile di gomma morbida.

Se in questi ambienti, che si presentano come rielaborazioni di Ambiente spaziale a luce nera, Fontana utilizza giochi ottici e oscurità per produrre spaesamento nell’osservatore, in altri impiega strutture labirintiche e luci colorate al neon per alterare lo spazio e l’esperienza del pubblico, come avviene nei tre ambienti successivi, tutti ricostruiti per la prima volta e originariamente concepiti per il tour europeo della mostra americana e presentati nel 1967 allo Stedelijk Museum di Amsterdam. In Ambiente spaziale Fontana reintroduce l’elemento scultoreo ma rielabora le sue forme realizzando una sagoma in legno dipinta di nero e con i contorni bianco fluorescente che riecheggiava la serie dei “Teatrini”, sue opere di poco precedenti e di eco vagamente Pop. In Ambiente spaziale con neon un tubo rosso al neon è sospeso al soffitto della stanza, rivestita di tessuto rosa, mentre Ambiente spaziale a luce rossa è composto da una serie di corridoi e strutturato come un labirinto, connotato da colori rossi fluorescenti e luci al neon. Successivamente i visitatori incontrano Ambiente spaziale, realizzato nello stesso anno in occasione della mostra “Lo spazio dell’immagine” a Palazzo Trinci di Foligno.

 

L’ultimo ambiente, concepito per Documenta nel 1968, Ambiente spaziale in Documenta 4, si presenta come uno spazio labirintico, dipinto di bianco, che conduce a un grande taglio sul muro, unico segno.

Immagini: Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano. ©Fondazione Lucio Fontana. Foto: Agostino Osio

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