Il nuovo progetto di illuminazione della Basilica di San Pietro

L’interazione della luce con la dimensione simbolica dello spazio architettonico

(di Paolo Francalacci – Gabriele Rubino)

Dopo l’impianto di illuminazione della piazza San Pietro e del colonnato del Bernini, il nuovo progetto di illuminazione della Basilica di San Pietro, inaugurato il 25 gennaio scorso, prosegue lo straordinario percorso di rinnovamento sperimentando, coraggiosamente, le nuove risorse della tecnologia LED senza trascurare le esigenze di conservazione e di corretta percezione dei monumenti e dello spazio religioso e simbolico, nel contesto architettonico e urbano.

Il Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato del Vaticano, Rev. Rafael García de la Serrana Villalobos, nel sintetizzare gli elementi essenziali di questa nuova sfida, ha sottolineato che la Basilica è, allo stesso tempo, un luogo di culto ed uno straordinario contenitore di opere d’arte.

“Un buon progetto di illuminazione artificiale deve quindi considerare l’interazione della luce con la dimensione simbolica degli spazi, con le opere d’arte e con tutti gli elementi architettonici della chiesa. La basilica di San Pietro rappresenta il massimo esempio di questa complessità”.

E ancora: “L’illuminazione, infatti, restituisce alla complessità architettonica di San Pietro tutta la sua magnificenza: dona una nuova plasticità alle strutture, rivela particolari sorprendenti nelle decorazioni — in particolare nelle opere musive — e naturalmente si adatta alle diverse celebrazioni liturgiche e alle differenti occasioni di fruizione.” (Rafael García de la Serrana Villalobos, Nuova luce a San Pietro, in L’Osservatore Romano, 26 gennaio 2019).

“Un progetto che rende un grande servizio sia ai cultori dell’arte che alla gente che viene in pellegrinaggio nell’emblema del cattolicesimo – ha chiosato S.E. il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. “Senza la luce ogni bellezza si spegne davanti a noi. E’ talmente fondamentale la luce che Dio stesso lo immaginiamo luce infinita. L’uomo non può vivere senza luce”, ha rimarcato S.E. il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano.

La sfida di sempre

In ogni epoca storica ci si è confrontati col problema della illuminazione della Basilica. Già a partire dalla fine del ‘500 i cd. “sanpietrini” utilizzavano candele e torce, da accendere sia all’esterno che all’interno della struttura.

Gian Lorenzo Bernini aveva progettato spettacolari luminarie notturne che riprendevano le linee architettoniche esterne dell’edificio mediante file continue di lanternoni a candela.

Vanvitelli aveva progettato un sistema di illuminazione interna della Basilica per farne un vero e proprio «teatro della luce e della gloria».

La luce elettrica fece il suo ingresso nella Basilica Vaticana con l’Anno Santo del 1900, e rinnovata e potenziata in occasione dell’Anno Santo del 1950, col Concilio Vaticano II gli impianti vengono nuovamente potenziati e rinnovati, così come nel 1980 e nel 2000 con l’introduzione della lampada alogena, fino ai nuovi progetti contemporanei.

Oggi, con Osram, sono state studiate e realizzate differenti aree di installazione degli apparecchi led in armonia con l’architettura della basilica: dai cornicioni, all’intera crociera, dalla volta alla cupola maggiore, dalle cupole minori a quelle ellittiche, dalle cappelle agli altari laterali.

La gestione e il controllo della luce dei 780 apparecchi illuminanti sono affidati a un protocollo di realizzazione di sistemi domotici e di automazione (Sistema Knx) realizzato e progettato dagli impiantisti della Direzione dei servizi tecnici, che permette la regolazione delle intensità luminose dei singoli punti luce, accensioni differenziate e programmazione di differenti “scenari di luce”.

“L’innovativa illuminazione a LED con una elevata qualità spettrale e una efficace distribuzione fotometrica su piani asimmetrici, ottenuta con opportuni riflettori, ha significativamente ridotto l’abbagliamento e incrementato la percezione dei profili architettonici sopra e sotto la trabeazione. Considerando poi la particolare geometria e le ridottissime dimensioni meccaniche, tutti gli apparecchi risultano ora mimetizzati e integrati negli elementi architettonici. L’efficienza dei dispositivi ha consentito una sostanziale riduzione del numero degli apparecchi, che insieme al sistema di controllo digitale, ha consentito così una sensibile riduzione del consumo energetico fino al 90% rispetto alla soluzione ante operam”, così Carlo Maria Bogani, Direttore Esecutivo del progetto per OSRAM Italia.

Come nei precedenti interventi, effettuati con Osram al Vaticano (Cappella Sistina nel 2014, Piazza San Pietro nel 2016 e Stanze di Raffaello nel 2017), così il nuovo impianto risponde a criteri di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico (fino al 90 % circa).

La navata centrale, la cupola e le cappelle laterali

La Basilica di San Pietro è lunga circa 190 metri, la larghezza delle tre navate è di circa 58 metri ciascuna, la navata centrale ha un’altezza di quasi 46 metri nel punto più alto della volta e la cupola raggiunge un’altezza di circa 137 metri per 22.000 metri quadrati complessivi di superficie.

Il nuovo progetto, grazie al sistema integrato a LED, ha sostanzialmente trasformato l’illuminazione della navata centrale, dell’abside e della cupola così come dei mosaici delle cupole negli ottagoni delle navate laterali, che adesso si possono leggere nei minimi dettagli.

La percezione della reale vastità dell’architettura e dei suoi elementi particolari non è immediata, sia per l’attento uso delle proporzioni, sia perché le decorazioni marmoree aggiunte alle strutture murarie con un grande senso unitario.

Nell’abside della basilica, il monumento alla Cattedra di San Pietro del Bernini, sormontata dalla Gloria, riceve la luce dalla vetrata sulla finestra retrostante con la Colomba dello Spirito Santo che proietta la luce entro una turbinosa gloria di angeli e putti fra nuvole e raggi saettanti, che volano intorno alla vetrata, la prima ad essere illuminata la sera della inaugurazione, origine e fulcro dell’intera basilica, valorizzata nell’aspetto compositivo, architettonico e decorativo, esaltato dalla nuova luce.

Così intere membrature architettoniche, in precedenza sostanzialmente non visibili, adesso possono essere percepite.

Le immagini fotografiche a confronto, cortesemente fornite dalla Fabbrica di San Pietro tramite Osram, rendono evidente questa trasformazione. Dalla Cappella Clementina alla Cappella Gregoriana, dalla Cappella della Madonna del Soccorso alla Cappella di San Michele Arcangelo.

 

RINGRAZIAMENTI

Un ringraziamento particolare al Prof. Pietro Zander, per la disponibilità e cortesia che ci ha riservato e per le preziose indicazioni che ci ha fornito.

Uno speciale ringraziamento al Rev. Rafael Garcìa de la Serrana Villalobos, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato, per averci annunciato il nuovo intervento e coinvolto in questo progetto.

Intendiamo ringraziare, inoltre, la Dott.ssa Sara Cappellari, di OSRAM, per la documentazione e per i preziosi chiarimenti tecnici.

 

Foto: ® Fabbrica di San Pietro – fotografo Marco Andreozzi)

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