Il rapporto di settore di Confindustria ANIE

Il Servizio Centrale di Studi Economici dell’ANIE, la Federazione Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, ha da poco pubblicato un rapporto su Gli investimenti dell’alta tecnologia italiana per ripartire dalla crisi, con scenario del settore, i numeri del 2008, le tendenze del fatturato e la segnalazione di problemi e ritardi degli investimenti.

Entrando nel dettaglio settoriale, inteso per il periodo a venire, saranno i settori dell’Elettrotecnica, unitamente alla Meccanica e ai Mezzi di trasporto, a mostrare una maggiore tenuta nell’orizzonte temporale di riferimento. Questi segmenti della manifattura beneficeranno delle strategie di riposizionamento competitivo messe in atto negli anni più recenti, pur non riuscendo tuttavia a ripianare le forti perdite accusate nel triennio precedente in seguito al ripiegamento del ciclo degli investimenti. Evidenzieranno, al contrario, più accentuate sofferenze i settori industriali legati al ciclo delle costruzioni e i produttori di beni intermedi, ampiamente penalizzati dall’attuale crisi.
L’industria Elettrotecnica ed Elettronica attiva in Italia rappresenta una componente vitale in ambito europeo. Contribuisce, in seconda posizione fra i principali Paesi produttori, al 13,8% del giro d’affari complessivo per l’Elettrotecnica; all’8,1% per l’Elettronica. Dopo un quadriennio in cui i livelli di attività avevano registrato nella media europea una crescita annua del 3,5% per l’Elettrotecnica e del 6,0% per l’Elettronica, l’anno appena trascorso ha visto un repentino rallentamento per entrambe le macroaree. Nel primo trimestre del 2009, la caduta dei livelli di attività nella media europea ha sfiorato i 15 punti percentuali nei comparti dell’Elettronica e superato i venti in quelli dell’Elettrotecnica. L’instabilità nei principali settori clienti a valle e nel mercato delle costruzioni continuerà a costituire un freno alla crescita per l’intero anno in corso.
Nel 2008 l’industria Elettrotecnica ed Elettronica in Italia ha prodotto un fatturato aggregato di 62 miliardi di euro (-1,8% rispetto al 2007) ed esportazioni per 26 miliardi di euro (-5,2% rispetto al 2007). L’ANIE associa per il 2008 1.200 aziende per un totale di 174.000 addetti.
Il progressivo indebolimento in corso d’anno ha portato nel 2008 a un’inversione di tendenza per il giro d’affari dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica italiane (-1,8% a prezzi correnti; +5,6% nel 2007).
Nonostante il rallentamento diffuso e di ampia portata dell’economia globale, alcuni comparti hanno potuto beneficiare di una domanda infrastrutturale già programmata, intercettando al tempo stesso spiragli di crescita nei mercati esteri. I comparti fornitori di tecnologie per le reti energetiche mostrano, infatti, un andamento in netta controtendenza.
Brillanti i risultati per i comparti Produzione energia (+28,5%), Trasmissione energia (+20,2%) e Distribuzione energia (+5,4%). Anche l’industria nazionale degli Ascensori e Scale mobili ha potuto mantenere nel 2008 una variazione di segno positivo del volume d’affari complessivo (+5,9%), forte di una domanda estera in sostenuta espansione.
Le esportazioni, che avevano costituito negli anni passati il motore dello sviluppo, hanno mostrato nel 2008 un repentino arretramento (-5,2% la variazione annua registrata). Alcuni comparti, forti delle strategie di riposizionamento geografico messe in atto in anni recenti, hanno potuto cogliere opportunità importanti in mercati colpiti in misura minore dalle dinamiche recessive, tra questi i Paesi OPEC. Tali dinamiche non sono state tuttavia un adeguato compenso per una frenata così ampia e diffusa della domanda globale. Il blocco contestuale di consumi e investimenti, che si è gradualmente diffuso su scala globale, ha portato forti ripercussioni sugli scambi commerciali. Poco meno del 50% delle vendite oltreconfine si sono orientate anche nel 2008 verso i mercati storici dell’Unione europea a 15 Stati (la corrispondente quota nel 2004 superava il 55% sul totale). Delle strategie di riposizionamento al di fuori del canale europeo ha beneficiato l’area asiatica, verso cui è diretto nel 2008 il 20% circa dell’export totale, una quota raddoppiata in un quinquennio anche per effetto dei traffici intra firm tra le grandi realtà multinazionali.
Un’ulteriore aggravante delle difficoltà correnti è segnalata dall’evoluzione del credito alle imprese. I dati diffusi dalla Banca d’Italia mostrano un marcato rallentamento nel ritmo di crescita del debito bancario delle imprese. Se da una parte questa decelerazione è da attribuirsi alla ridotta domanda, un ruolo rilevante è certamente ricoperto dalle restrizioni dell’offerta di credito. Nel nostro Paese è salita all’8,2% in aprile la quota di imprese manifatturiere che non ha ottenuto credito bancario (8% a febbraio, secondo i risultati dell’indagine ISAE). Il credito continua a essere selettivo, specie verso le piccole imprese che si mostrano in maggiore sofferenza (8,7% la quota di piccole imprese che in aprile si è vista rifiutare una richiesta di credito bancario).
Ampliando lo sguardo al medio periodo, il recupero della performance di settore risulta strettamente condizionato al miglioramento del contesto macroeconomico su scala globale. I processi di rinnovamento strutturale hanno consentito un rafforzamento della base produttiva nazionale, in particolare per i comparti dell’Elettrotecnica, che potrà presentarsi all’appuntamento della ripresa più forte di altri comparti del manifatturiero. Alcune criticità per l’operatività degli imprenditori, emerse nel mezzo della crisi, tenderanno, tuttavia, a radicalizzarsi nei prossimi anni. Queste tendenze non potranno peraltro non avere impatti ulteriori sulla struttura produttiva, con espulsione di imprese, tagli di linee produttive e dei livelli occupazionali.

 

Per informazioni: www.anie.it

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