Il ruolo del progetto illuminotecnico, Artemide al Refettorio Ambrosiano

Inaugurato il Refettorio Ambrosiano, nel teatro parrocchiale del quartiere Greco di Milano, dove verranno cucinate da chef stellati le eccedenze alimentari provenienti da Expo. Artemide partecipa a questo grande progetto di solidarietà e di responsabilità sociale illuminando con la sua luce l’ex teatro, completamente ristrutturato e trasformato in uno spazio aperto alla generosità.

 

La luce di Artemide è discreta ma determinante per la percezione di questo luogo di comunione e condivisione, di incontro e scambio, di relazione e di educazione reciproca. Il Refettorio Ambrosiano è un spazio che accoglierà persone per nutrirle oltre che fisicamente, anche intellettualmente e spiritualmente, attraverso la bellezza del luogo. Cibo, opere d’arte, persone, legami e relazioni, stati d’animo e situazioni di vita, sono tutti piccoli frammenti dell’umanità racchiusa in questo refettorio, dove la luce si impegna a stimolare e supportare. All’interno dello spazio architettonico, la luce naturale è importante e caratterizzante nelle diverse ore del giorno.

 

Il progetto di illuminazione messo a punto da Artemide è perfettamente integrato nello spazio, dialoga con il ritmo naturale ed è di supporto nel momento in cui la luce del sole cala. Il progetto, con luci a led firmate da Carlotta de Bevilacqua, si articola principalmente nell’ingresso, nella sala mensa e negli spazi perimetrali.

 

Nell’ingresso, dove l’ampia vetrata è stata reinterpretata dal Maestro Mimmo Paladino come un richiamo alle cattedrali gotiche, gli ospiti del refettorio vengono accolti dalle lampade Copernico: sculture luminose leggere e flessibile nello spazio. Sempre nell’ingresso, da entrambi i lati gli spot Una Pro, disegnati da Carlotta de Bevilacqua per Danese, sottolineano da un lato l’opera di Gaetano Pesce come richiamo alla fonte battesimale, e dall’altro lato l’ingresso al forno.

 

Nella sala mensa, sui dodici tavoli firmati da nomi importanti del design contemporaneo, le lampade Nur, progettate da Ernesto Gismondi, dalla caratteristica forma a campana, sono dislocate a due per tavolo come simbolo di un paesaggio quasi domestico, di privacy e raccoglimento. Le lampade Una Pro mettono in scena anche l’affresco di Enzo Cucchi, diffondendo contemporaneamente la luce nell’ambiente. Mentre la lampada Algoritmo, integrata nell’architettura, sottolinea la zona perimetrale del refettorio.
La luce di Artemide è protagonista anche nell’area delle cucine e negli spazi di servizio

 

 

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