Il Senato approva le mozioni alle rinnovabili elettriche

Non penalizzare il settore dell’energia verde! Gli schemi di decreti ministeriali sul Quinto Conto energia e sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico vanno modificati: l’Aula del Senato ha approvato oggi una serie di mozioni sulla normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili.

 

Con tale approvazione arriva un forte sostegno al settore e all’impegno delle Regioni, impegnate col Governo a migliorare i decreti, che allo stato attuale rischiano di minare la tenuta dell’intero comparto.
Due i problemi fondamentali: i fondi da destinare e l’eccessiva burocratizzazione che pesa sull’impostazione dei decreti.

 

Secondo i parlamentari che hanno proposto le mozioni, oltre all’incentivazione elettrica occorre, proseguono i parlamentari, emanare “decreti sull’incentivazione a energia termica e biometano. Proprio il biogas, di cui ieri è stato presentato il Position Paper per lo sviluppo della filiera corta in Italia ‘Il Biometano fatto bene’, è una fonte strategica per la sua programmabilità, efficienza e flessibilità nei possibili utilizzi, dalla produzione elettrica a quella termica e all’autotrazione. Un vero asset strategico per la politica energetica nazionale, che dalla progettazione, allo sviluppo fino alla gestione è improntato al Made in Italy. E per questo è indispensabile che l’Autorità emani la delibera sulle specifiche tecniche del biometano per immetterlo in rete che si attende ormai dal luglio scorso”.

 

Tra le mozioni approvate oggi dall’Assemblea di Palazzo Madama e su cui il Governo ha dato parere favorevole, c’è quella del movimento Grande Sud che impegna l’Esecutivo:
– a definire, in tempi rapidi e previo confronto con tutti gli operatori del settore, i decreti attuativi di incentivazione alle fonti rinnovabili (il Conto Energia fotovoltaico) la cui mancanza sta creando una situazione di incertezza che penalizza fortemente un settore importante e innovativo della nostra economia;
– a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali Paesi dell’Unione europea;
– a definire un sistema di incentivazione che garantisca nel nostro Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, che consenta un maggior radicamento nell’economia reale e favorisca le ricadute positive sul sistema produttivo nazionale;
– a rendere ancor più trasparente l’impatto delle agevolazioni sui costi dell’energia elettrica di famiglie e imprese; a prevedere che il regime agevolativo permanga fino al raggiungimento di quote di produzione significative, anche per far fronte alla costante oscillazione dei prezzi dei prodotti petroliferi.

 

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