Illuminazione a Led o alogena, qual’è meglio per l’arte?

Come funziona il meccanismo della percezione visiva? Come reagisce l’occhio umano agli stimoli luminosi? Può la scelta di un particolare tipo di illuminazione influire sulla percezione di un’opera d’arte?

 

Queste domande trovano risposta nella “Sala dell’Incanto”, una suggestiva area multimediale allestita nella grande retrospettiva Tiziano curata da Giovanni C.F. Villa e in programma alle Scuderie del Quirinale a Roma fino al 16 giugno.
Una copia fotografica del dipinto di Tiziano Madonna e il bambino con i Santi Caterina e Domenico e un donatore (1513, Fondazione Magnani Rocca), di cui l’originale è esposto in mostra, è illuminata con differenti tecniche di illuminazione, alogena e a Led, e il pubblico è invitato a votare l’illuminazione preferita lasciando anche un contributo sulle proprie emozioni e percezioni.
Al termine del test si può assistere a una breve spiegazione in multivisione che illustra in modo semplice e divulgativo le connessioni tra l’arte di Tiziano, l’illuminazione innovativa a Led e il meccanismo dei neuroni specchio. Grazie ai riscontri del pubblico sul questionario proposto, si potrà avere un prezioso contributo alla ricerca per una sempre più corretta illuminazione delle opere d’arte e quindi della loro valorizzazione.

 

La Sala dell’Incanto è un progetto promosso da Scuderie del Quirinale e ComunicaMente nell’ambito della mostra Tiziano e del progetto di valorizzazione territoriale Tiziano Grand Tour e si realizza grazie al sostegno di Poste Italiane e Targetti. La Sala dell’Incanto vede il concept dei lighting designer Francesco Iannone e Serena Tellini del noto studio Consuline e rientra in un progetto di ricerca del CAV – Centro di Arti Visive dell’Università di Bergamo, diretto da Giovanni C.F.Villa, con la partnership del Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste.

 

Al termine della mostra romana, la Sala dell’Incanto verrà trasferita a Venezia, in occasione degli interventi di illuminazione permanente delle opere di Tiziano custodite nelle chiese veneziane nell’ambito di Tiziano Grand Tour, per poi essere presentata a Copenaghen al Convegno mondiale di lighting design e quindi al festival BergamoScienza.

 

Contrariamente a quanto si è ritenuto per molti anni, l’occhio non somiglia affatto a una macchina fotografica: la luce non imprime un’immagine sulla retina, ma trasmette al cervello una serie di informazioni che vengono codificate ed elaborate dal sistema neurologico, sulla base del nostro bagaglio genetico individuale e delle interazioni con l’ambiente. Particolarmente importanti in questo processo sono i “neuroni specchio” che si attivano durante l’osservazione permettendo – tra le altre cose – di entrare in empatia con l’oggetto della visione. Non a caso i nuovi sistemi di illuminazione (lampade a fluorescenza, Led, OLed) puntano proprio a stimolare il nostro sistema nervoso, soprattutto i neuroni specchio, creando ambienti a forte impatto neuro-estetico. L’utilizzo di queste nuovi luci per le opere d’arte, in particolare,
favorisce una percezione “potenziata” delle opere stesse: colori più vividi e nitidi, effetti tridimensionali e coinvolgimento emotivo.

 

Per informazioni
www.tizianograndtour.it

www.facebook.com/tizianograndtour

 

Nell’immagine di apertura: Madonna e il bambino con i Santi Caterina e Domenico e un donatore (1513, Fondazione Magnani Rocca)

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