Illuminazione pubblica, cosa fare per il risparmio energetico

Il sito Ecodallecitta.it ha pubblicato un interessante studio sui costi che i Comuni sostengono per l’illuminazione. Riportiamo di seguito le riflessioni e i dati più significativi dell’articolo di Silvana Santa, che partono dall’assunto che ogni punto luce costa in media oltre 100 euro all’anno (fonte: Enea) e che le buone pratiche europee e italiane in materia di materia di efficienza e regolazione del flusso luminoso dimostrano che i margini di risparmio sono molto alti.

 

Quanto spendono ogni anno le grandi città per illuminare strade, piazze e viali? Una domanda a cui i diretti interessati non sembrano disponibili a dare una risposta precisa, come dimostra l’indagine avviata da Ecodallecitta.it. Una stima, almeno per quanto riguarda l’Italia, viene però dall’Enea, che nell’ambito del suo “Progetto Lumière: efficienza energetica nell’illuminazione pubblica”, ha fatto delle valutazioni sulla spesa sostenuta dalle città per i lampioni stradali. Normalizzando i costi complessivi in funzione della superficie cittadina e del numero di abitanti, emergono, solo per la bolletta elettrica, valori medi di 16,3 euro per abitante e di 4.158,2 euro per kmq l’anno. A questo si aggiungono i costi di manutenzione (valori medi annuali per i Comuni: 232 euro/kW e 28 euro/punto luce). In totale, sostiene l’Enea, ogni Comune spende in media 103,3 euro per ciascun punto luce e 817,7 euro per kW, che si traducono in una spesa media di quasi 19 euro all’anno per abitante (18,7 euro).

 

Quanto si può risparmiare
Al di là dei dati assoluti, secondo la Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia), il costo dell’illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25% del totale delle spese energetiche di un ente locale e può raggiungere il 50% di quelle elettriche. La spesa per l’illuminazione, in dettaglio, è rappresentata da un 90% per i lampioni (illuminazione vera e propria) e dal restante 10% per i semafori. Cifre che potrebbero essere sensibilmente abbassate, adottando tecnologie a risparmio energetico oppure riducendo l’intensità luminosa, almeno nelle ore in cui il traffico veicolare è più scarso. L’impiego di alimentatori elettronici, per esempio, permetterebbe di ridurre i consumi di energia elettrica fra il 5 ed il 10%, mentre basterebbe installare dei riduttori di flusso per risparmiare dal 15 al 30%. Secondo la Philips, se in tutta Europa le lampade a vapore di mercurio e i relativi alimentatori fossero sostituiti con sistemi d’illuminazione di ultima generazione, le amministrazioni comunali potrebbero risparmiare complessivamente fino a 700 milioni di euro all’anno sui costi di esercizio. Stando ai calcoli dell’Agenzia svizzera per l’efficienza energetica (Safe), invece, basterebbe spegnere le luci durante le ore notturne, o almeno ridurne il flusso luminoso, per abbattere i consumi di una quota compresa tra il 20 e il 35 %. Ancora più ottimistiche le stime diffuse dagli ideatori del sistema Luix, che regola l’intensità luminosa dei lampioni a seconda delle persone o dei veicoli che in quel momento si trovano a transitare lungo la strada: adottando questo sistema, si potrebbe ottenere un risparmio in termini di consumi energetici compreso tra il 70 e l’80%. Quello della spesa pubblica per l’illuminazione è un tema sentito anche negli Stati Uniti, dove il Doe, il Dipartimento federale dell’energia, ha stimato che l’adozione della tecnologia a Led in tutto il Paese porterebbe a un risparmio di 115 miliardi di dollari in 15 anni.

 

Buone pratiche in Europa
A sostegno dei calcoli statistici, in effetti, arrivano i risultati ottenuti dai pionieri dell’illuminazione efficiente, ovvero le città che in diverse parti del mondo hanno già avviato un processo di riduzione dei consumi energetici e dei relativi costi. A Tolosa, ad esempio, sono stati installati 28 lampioni con sistema Luix nella zona sportiva Usaba Centre. L’amministrazione cittadina prevede che in un solo anno, grazie a un risparmio energetico del 77%, si possa arrivare a tagliare la bolletta elettrica di 3.200 euro. Ancora meglio hanno fatto i borghi comunali di Navarra, Isaba e Salinas, in Spagna, che hanno coperto in modo integrato la loro rete di illuminazione pubblica con il sistema a regolazione automatica del flusso luminoso, installando i “lampioni intelligenti” lungo tutti gli assi viari. In questo modo, il risparmio annuo potrebbe arrivare ai 20.000 euro, con un calo dei consumi energetici quasi dell’80%. Lampioni “smart” sono stati installati anche a Londra, nel quartiere di Westminster: regolando ad hoc l’intensità luminosa di 2.000 punti luce, l’amministrazione punta a risparmiare 8,4 milioni di sterline nell’arco dei prossimi venti anni.

 

I pionieri italiani
E l’Italia? Qualche esperienza di efficientamento del sistema di illuminazione pubblica è stata avviata anche da noi, con risultati piuttosto incoraggianti. A Prato, ad esempio, grazie alla sostituzione degli apparecchi illuminanti con lampade ad alta efficienza (in particolare, si tratta di lampade a vapori al sodio alta pressione o a led, ndr) e all’installazione di sistemi di riduzione di flusso per le ore della notte a minor densità di circolazione, il Comune è riuscito a tagliare i consumi energetici di circa il 34%, riuscendo a risparmiare oltre 620.000 euro all’anno sulla bolletta elettrica. A Barletta, invece, in due strade del centro cittadino sono stati installati dispositivi regolabili telegestiti, che puntano a un taglio dei consumi superiore al 32% su base settimanale. Nella sola notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2011, ad esempio, sono stati consumati 179 kilowattora (kwh) di elettricità contro i 266 soliti. Regolatori di flusso sono stati montati anche su 2.734 lampioni di San Giovanni in Marignano (Rimini), equipaggiati anche con armature di tipo cut-off per impedire la dispersione del flusso luminoso verso l’alto e con lampade a vapori di sodio e alta pressione (più efficienti di quelli al mercurio, ndr). Secondo la ditta installatrice (Umpi), a fronte di un investimento di 430mila euro (350mila per l’accensione di un mutuo e 80mila presenti come fondi derivanti da oneri di urbanizzazione), la spesa sarà ripagata in meno di 5 anni, grazie al risparmio sui consumi energetici, a cui vanno aggiunti i tagli ai costi di manutenzione, pari al 30-35%. Una strada, quella della regolazione del flusso luminoso, che ha intenzione di percorrere anche il Comune di Bari, che recentemente ha emanato un bando di gara per l’installazione di lampioni a luminosità variabile. L’obiettivo? Tagliare i consumi (e la bolletta) del 30-40%.

 

Quali altri Comuni italiani sono intervenuti in questa direzione?

 

Fonte: ecodallecitta.it

 

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