Illuminazione pubblica, la spesa delle grandi città italiane

Per quanto i dati siano di difficile reperimento, sono arrivati i primi riscontri dalle amministrazioni comunali. Da fine aprile, Ecodallecitta.it ha fatto partire un’inchiesta per scoprire quanto i Comuni delle grandi città italiane spendono per l’illuminazione pubblica. Interessanti i dati relativi a Comune di Milano e Torino per l’illuminazione notturna di strade, uffici e monumenti, soprattutto se si fa un confronto con gli anni precedenti. La ricerca di ecodallecitta.it fa emergere costi e consumi in forte aumento, in tutte le città di cui sono fin’ora pervenute le documentazioni.

 

19 milioni di euro di spese sostenute nel 2011, quasi quattro milioni in più rispetto al 2010. Eccolo il dato preciso relativo a Milano. Cresce anche la spesa per la manutenzione ordinaria: 11.116.657 di euro, contro i 10.865.287 del 2010.
In aumento, nel 2011, anche la spesa corrente sostenuta dal Comune di Torino per l’illuminazione pubblica: 21 milioni e 372.000 euro, contro i 18 milioni e 947.000 dell’anno precedente. In crescita anche la voce investimenti: da 2.300.000 a 2.729.610 euro.
Il Comune di Napoli spende ogni anno circa 14 milioni e 700.000 euro, fra illuminazione stradale e monumentale. L’ammontare della spesa è rimasto invariato negli ultimi anni in virtù degli accordi stabiliti con i fornitori.
Il Comune di Bari ha visto crescere notevolmente la spesa sostenuta per l’illuminazione pubblica: non tanto per l’aumento delle utenze (da 407 a 415 in tre anni) ma soprattutto a causa dei notevoli aumenti tariffari subiti a partire dal 2010. Ecco i dati degli ultimi tre anni:
– 2009, 2 milioni e 980.429 euro;
– 2010, 3 milioni e 327.808 euro;
– 2011, 3 milioni e 925.736 euro.

 

E Roma? Dall’amministrazione comunale nessun riscontro. Abbiamo a disposizione i dati sui consumi energetici forniti da Acea S.p.A.
– 2009: 150.847.619 kWh – n. lampade 194.211;
– 2010: 157.752.614 kWh – n. lampade 198.863;
– 2011: 161.657.614 kWh – n. lampade 205.952.

 

Come risparmiare?
Quindi, tiriamo le somme. Sostiene l’Enea che ogni Comune spende in media 103,3 euro per ciascun punto luce e 817,7 euro per kW, che si traducono in una spesa media di quasi 19 euro all’anno per abitante (18,7 euro). Il costo dell’illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25% delle spese energetiche di un comune e può raggiungere il 50% di quelle elettriche. La spesa per l’illuminazione è divisa in: 90% per i lampioni e 10% per i semafori. Queste cifre potrebbero essere abbassate adottando tecnologie a risparmio energetico oppure riducendo l’intensità luminosa, almeno nelle ore in cui il traffico veicolare è più scarso. L’impiego di alimentatori elettronici permetterebbe di ridurre i consumi di energia elettrica fra il 5 ed il 10%, mentre basterebbe installare dei riduttori di flusso per risparmiare dal 15 al 30%.

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