Illuminazione pubblica: Lecce, Teramo e Torino risparmiano sempre di più

Aumentano sempre più i comuni italiani che intraprendono la strada della razionalizzazione dei consumi di energia elettrica attraverso la modernizzazione degli impianti di illuminazione pubblica (vai allo speciale). Cospicui i risparmi possibili.

 

Anche il designer Stefano Dall’Osso ci ha parlato di risparmio energetico e illuminazione, nell’intervista che gli abbiamo fatto non molto tempo fa.

 

Partiamo da Lecce. L’Amministrazione comunale ridurrà la potenza assorbita degli impianti di illuminazione pubblica. La norma di riferimento è la legge regionale n. 15 del 23 novembre 2005 (“Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso per il risparmio energetico”) e al relativo regolamento d’attuazione n. 13 del 26 agosto 2006. La nuova disposizione non riguarda incroci, curve o tratti di strada pericolosi.

 

Passiamo a Teramo. La Provincia e 34 Comuni del territorio hanno presentato un progetto per migliorare gli impianti di pubblica illuminazione e ridurre l’inquinamento luminoso: si interverrà su circa 60mila punti luce.
I vecchi lampioni saranno sostituiti con impianti a basso consumo autoregolanti e saranno installate lampade più efficienti, a Led. Il progetto prevede di ridurre il numero di ore in cui l’illuminazione pubblica rimane accesa. Gli impianti saranno alimentati da energia elettrica verde certificata.
È un’operazione a costo zero per gli enti locali: i costi della riconversione saranno sostenuti dalle ESCO (Energy Service Company). Si prevede un taglio della bolletta degli enti locali che va dal 40 al 50%.


Infine, ultimo, ma solo in ordine alfabetico, Torino. Prosegue il programma di sostituzione di circa 7000 lampade a vapori di mercurio con moderne lampade a vapori di sodio: sono stati avviati i lavori nell’area di corso Monte Grappa, nella Circoscrizione 4. I 67 vecchi corpi illuminanti dell’intero sviluppo di corso Monte Grappa, da via Servais a corso Francia, saranno rimpiazzati da nuova illuminazione che avrà una potenza impegnata complessiva di 10 kW: il risparmio sarà pari a oltre 27mila KWh all’anno. Inoltre, il piano permetterà significativi benefici dal punto di vista della qualità della vita e della sicurezza dei torinesi.

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