Illuminazione urbana, un progetto illuminotecnico per mantenere la continuità cromatica

L’intervento di illuminazione pubblica del Parco Lineare di Via Ciamarra, a Roma, si inquadra nel programma di riqualificazione di aree pubbliche in quartieri periferici, dove è carente la presenza di zone a verde pedonali.

 

Con l’occasione della costruzione di uno dei corridoi della mobilità, ovvero percorsi preferenziali per mezzi pubblici a lunga percorrenza, nella zona di Tor Vergata, la società Atac s.p.a. ha previsto un parco lineare che corre parallelamente alla corsia dei mezzi per circa 850 m.
Ad Acea DE/IP è stato richiesto di illuminare tutto il percorso, caratterizzato da una pista ciclabile e un’area a verde centrale adiacente con un vialetto pedonale non rettilineo e aree di accoglienza con arredi per la sosta.

 

L’urbanista ha connotato i vialetti, gli arredi e la pista ciclabile con un colore rosso acceso e le aree di sosta come ambiti casalinghi, salotti comunitari raccolti e intimi. Sulla base di tali indicazioni Acea DE/IP ha redatto il progetto di illuminazione, che si relaziona con impianti di tipo funzionale destinati all’illuminazione della viabilità ordinaria.
Si è posta particolare attenzione nella scelta delle sorgenti luminose, adottando per l’illuminazione delle zone veicolari il sodio alta pressione, creando così la continuità cromatica con gli impianti funzionali esistenti, mentre per la pista ciclabile e il parco lineare la sorgente opzionata è stata a ioduri metallici con temperatura di colore 3.000 K, per rendere ben percepibili sia il verde delle alberature che il rosso degli arredi.La creazione di spazi comunitari e familiari nelle intenzioni dell’urbanista è stata enfatizzata dalla particolarità del sostegno, un fuori scala per le dimensioni di 4,5 m f.t., ma perfettamente idoneo a rappresentare una tipologia in uso in tutte le abitazioni. Anche la scelta della sorgente luminosa ha tenuto conto delle caratteristiche dell’ambiente domestico e quindi si è optato per una lampada a ioduri metallici da 3.000 K di potenza 150 W.

 

Nel calcolo illuminotecnico la classificazione delle strade veicolari ha generato dei valori di luminanza pari a 1 cd/mq, che ha permesso l’installazione dei sostegni Kampimos con una interdistanza media di 24 m, contenendo gli effetti di flusso disperso e riflesso verso l’alto e in accordo con la legge sull’inquinamento luminoso grazie all’impiego di ottiche cut-off.

 

I sostegni Abahjur non sono stati disposti a distanze regolari, dovendo assecondare gli arredi e la conformazione dell’impianto urbanistico, ma comunque mai inferiori a 14 m. Nonostante l’ampiezza e l’articolazione dell’area del parco lineare e della viabilità con annessi parcheggi, i sostegni impiegati sono stati 94, dei quali 15 Kampimos da 8 m, 54 Kampimos da 8-6m, 1 Kampimos da 6 m e 24 Abahjur, per una potenza totale di 27 kW con un rapporto pari a 1.13 Wmq.

 

L’alimentazione degli impianti è stata derivata da prese di energia gestite da Acea Electrabel, ed è presente un contatore elettronico che ne monitora i consumi. Trattandosi di un impianto destinato in parte ad accrescere la percezione dello spazio urbano, è complesso un raffronto con un impianto di tipo standard o con un impianto con sorgenti a Led.

 

La durata dell’impianto in tutti i suoi componenti è stimata in 20 anni, prevedendo durante il ciclo complessivo degli interventi di manutenzione ordinaria con le seguenti cadenze: biennale per il cambio delle lampade e la pulizia dei vetri, quadriennale per il cambio dei componenti elettrici, decennale per la verifica della corrosione alla base del sostegno.

 

Per informazioni: www.schreder.com

 

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