Inquinamento luminoso, combattiamolo. Perchè la luce non diventi per noi un piccolo Frankenstein

Esistono, come sappiamo, diversi tipi di inquinamento. Inquinamento atmosferico e inquinamento acustico sono due grossi problemi delle nostre città (e non solo). Aggiungiamo pure l’inquinamento luminoso, che forse notiamo di meno, ma che ugualmente ci disturba in quanto rende poco riposante il sonno nelle nostre case, soprattutto nei mesi estivi, quando si tende a tenere le finestre aperte e la luce da fuori entra tra le mura domestiche. Inoltre, l’inquinamento luminoso nuoce alla natura e alle specie animali.

 

Ma cosa si intende precisamente con “inquinamento luminoso”? Ripassiamo.
Si intende ogni alterazione dei livelli di illuminazione naturale, ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, in particolar modo se orientata al di sopra della linea dell’orizzonte. Come si fa a calcolare dove deve arrivare la luce? Tracciando, all’altezza della sorgente luminosa, una linea parallela al terreno e perpendicolare al lampione, la luce emessa non deve irradiarsi al di sopra della linea stessa. Il fascio di luce, dal punto di emissione, non può superare i 90°.

 

Le leggi per limitare il fenomeno dell’inquinamento luminoso esistono e sono in vigore in tutte le regioni. Unica eccezione: l’Abruzzo. In Abruzzo, pare, il 96% di coloro che sono interessati dalla normativa è inadempiente, anche se tutti gli impianti avrebbero dovuto essere riportati a norma entro l’anno 2012.

 

La Regione Abruzzo promuove da tempo la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti per conservare e proteggere l’ambiente naturale, il territorio, i ritmi naturali delle specie animali e vegetali, gli equilibri ecologici, sia all’interno sia all’esterno delle aree naturali protette (parchi naturali nazionali, regionali, provinciali, comunali, oasi naturalistiche), ai sensi della legge 6 dicembre 1991 n. 394, legge-quadro sulle aree protette.
La Regione vuole salvaguardare il cielo notturno (patrimonio naturale), la salute del cittadino, le attività di ricerca e divulgazione scientifica degli osservatori astronomici di rilevanza nazionale e locale.

 

Indovinate però da cosa sono causati i ritardi e le inadempienze di cui sopra? Dalla burocrazia e dall’organizzazione. La Regione Abruzzo quindi, consapevole dei veri motivi, ha deciso di prorogare i termini per la messa a norma degli impianti di illuminazione. ora la scdenza è fissata per il 2015.
Le motivazioni della Regione sono valide, le iniziative legislative pure. Evitare il più possibile l’inquinamento luminoso è da tempo una necessità, così come costruire con più di un occhio di riguardo per il territorio, per l’ambiente. Rientra tutto nella stessa politica: lavorare nell’edilizia, e nei campi a essa “collegati”, in maniera sostenibile, “bio-rispettosa”, per alleggerire il nostro perso sull’ambiente e, nel caso dell’inquinamento luminoso, delle nostre invenzioni (l’illuminazione artificiale) su noi stessi.

 

Dal momento che ci sentiamo chiamati in causa solo quando ci sentiamo realmente in pericolo, sentite questa: sarebbe stupido che, ancora una volta, una nostra invenzione, così indispensabile per noi, divenisse, per noi, un danno. Come il nucleare. Come il mostro di Frankenstein.

 

 

di Giacomo Sacchetti

 

 

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico