Inquinamento luminoso, norme regionali e Uni

Solo Calabria e Sicilia non hanno leggi regionali contro l’inquinamento luminoso. Tutte le altre Regioni hanno norme che stabiliscono i livelli da non superare, la distanza minima tra un palo della luce e l’altro e il tipo di lampade da installare.

 

Dunque, la normativa varia, e non poco, da una regione all’altra. In più, le norme non vengono applicate sempre. Esistono molte associazioni che si battono per illuminare meglio l’Italia e sono proprio le associazioni che protestano e contrastano l’inquinamento luminoso. Il problema è rilevante, perché ha implicazioni sul consumo energetico, sul comportamento degli animali e, sembra, sulla salute umana. Oltre alle norme regionali, esistono anche norme Uni.

 

Le leggi regionali
La normativa è stata completata solo negli ultimi anni: le norme regionali disciplinano le caratteristiche degli impianti da installare, l’orientamento delle lampade e l’intensità del flusso luminoso nelle varie tipologie di strade. Le informazioni le istruzioni da ottenere sono molto generiche. In molti casi viene fissata anche la distanza minima da mantenere tra i pali della luce, proporzionale alla lunghezza dei lampioni stessi. Alcune regioni hanno introdotto anche regole per l’orario di spegnimento delle insegne pubblicitarie luminose.
I provvedimenti variano molto da regione a regione, in termini di rigidità e di completezza
Leggi regionali su inquinamento luminoso sono su cielobuio.org, una delle associazioni più attente alle problematiche.

 

Le norme di sicurezza Uni
Prima dell’adozione delle leggi regionali le norme tecniche erano l’unico riferimento normativo in materia di illuminazione stradale (e lo sono ancora per Calabria e Sicilia, che non hanno ancora legiferato). Sia le norme tecniche che i regolamenti regionali individuano zone sensibili in cui vanno osservate regole più stringenti.
La luminanza è un concetto introdotto dalla norma tecnica Uni 10439. È il rapporto fra l’intensità luminosa emessa da una sorgente e l’area della superficie illuminata perpendicolare alla sorgente (unità di misura: candele per metro quadro, cd/mq). Le Uni sono norme di sicurezza e come tali si concentrano soprattutto sui livelli minimi di luminanza da assicurare a seconda del tipo di strada. In più, la Uni 10819 a difesa della volta celeste stabilisce i valori massimi ammissibili del cosiddetto “rapporto medio di emissione superiore”, indice della dispersione verso l’alto del flusso luminoso: i lampioni stradali devono indirizzare il più possibile la luce verso il basso. La norma Uni 10439, inoltre, nella versione del 2011, autorizza una riduzione del flusso luminoso del 25% e del 50% se il traffico si riduce rispettivamente del 50 e del 75%.

 

Il problema, tutto italiano, è rappresentato dunque dall’effettiva applicazione delle leggi. In particolare,si presta poca attenzione alla distanza tra i pali della luce e alla luminanza massima.

 

Fonte informazioni: ecodallecitta.it

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *