La sacra illuminazione

Il Complesso Parrocchiale San Paolo di Foligno è stato definito un simbolo di architettura sacro-contemporanea, un segno della rinascita di Foligno dopo il terremoto del 1997, un nuovo luogo di culto, risultato di un’attività progettuale di grande complessità che ha avuto come artefice l’architetto Massimiliano Fuksas. Fortemente voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana – e con un costo che viaggia sui quasi 4 milioni fra intervento, forniture, arredi sacri e opere d’arte – è stato inaugurato lo scorso 26 aprile.

 

Sorto in via Roccolo, questo innovativo modello di arte sacra lontano dai canoni classici ha una struttura che si realizza attraverso due volumi, uno interno all’altro. Quello esterno, in calcestruzzo armato a vista, ha una larghezza di 22,50 metri, è lungo 30 e alto 26. Quello interno, un velario con struttura in acciaio e finitura in intonaco di cemento alleggerito, si solleva di 3 metri dal pavimento e dalle pareti del volume esterno e vive appeso per mezzo di travi in acciaio posizionate in copertura. Per entrare bisogna percorrere in pendenza la rampa e il sagrato, e salire di 1,5 metri rispetto al piano stradale. Ci si trova così di fronte a una vetrata che attraversa orizzontalmente tutta la facciata. Non un portale, ma il primo dei tagli che tanto identificano l’edificio. Rispetto alla verticalità del progetto, la vetrata ha un’altezza contenuta che invita quasi ad abbassare il capo nel varcare la soglia.

 

All’interno protagonista è la luce, da sempre elemento rappresentativo del cristianesimo. È impossibile resistere alla tentazione di alzare il capo e guardare i lucernai delle pareti laterali e le tre fenditure del soffitto.
La luce naturale entra prepotente, disegna lo spazio e nel fare da ponte fra i due parallelepipedi ne annulla quasi la matericità. Ora dopo ora, stagione dopo stagione, varia offrendo angolazioni e sfumature sempre nuove.
I tagli indirizzano i fasci di luce verso gli elementi principali dell’aula: l’altare, l’ambone, la sede di chi presiede al rito sacro e il fonte battesimale.
Per questa chiesa intrisa di simbologia, più vicina alla scultura che all’architettura, incentrata sull’aspirazione alla spiritualità, iGuzzini ha realizzato degli apparecchi ad hoc.
Si tratta di un sistema a sospensione disegnato dallo stesso Fuksas e da Doriana Mandrelli che dal punto di vista formale (come già per il Lavinia e il complesso fieristico di Rho-Pero) dialoga perfettamente con l’architettura in cui si va a inserire. Il corpo del prodotto si caratterizza infatti per quegli stessi tagli che ben identificano il volume interno e integra anche il sistema di diffusione acustica.
La luce diretta si realizza attraverso delle sorgenti 35W HIT, quella indiretta con Led.
Al corpo della chiesa si affianca un parallelepipedo allungato, disegnato con una partitura tradizionale di finestre e finito con intonaco grigio, dedicato alle funzioni complementari.
Rientra nell’ambito del progetto anche l’illuminazione dell’annessa canonica, fatta con Libra (design Castiglioni – Massoni) e Cup (Roberto Pamio).

 

Il complesso parrocchiale è impreziosito dalla monumentale scultura Stele-Croce, alta 13,50 metri, in cemento e marmo bianco di Carrara, realizzata dal Maestro Enzo Cucchi e dalle14 stazioni della Via Crucis create dal Maestro Mimmo Paladino.
Gli arredi sacri, le panche e i corpi illuminanti sono stati progettati da Fuksas Design; la foto è di Moreno Maggi.

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