Lampadari. Fabbian, il nuovo Spirito di Venezia

Vi sono oggetti senza tempo che sembrano frutto di un elisir di lunga vita: giovani per sempre e capaci di reinventarsi all’alba di una nuova epoca. Al contrario vi sono oggetti incastrati nella macchina del tempo, come il lampadario veneziano, vittima del ticchettio incessante delle lancette e malinconici spettatori di un trionfante passato appeso a soffitti di ricche abitazioni o di sale di antichi palazzi storici. 

 

Il lampadario veneziano è considerato un oggetto difficile e pressoché inadatto a uno spazio d’arredo contemporaneo. Tuttavia c’è chi pensa che la tradizione si debba evolvere, lavora allo sviluppo di questo tema per mettere il lampadario veneziano in sintonia con il vivere attuale.

 

Partendo dal presupposto che un lampadario debba illuminare (…), si può rimettere tutto in discussione. In origine i bracci del lampadario sorreggevano la candela come fonte luminosa; poi la lampadina a incandescenza, quella alogena o a Led. La luce, dunque, era proiettata all’esterno e la struttura in vetro riceveva solo luce riflessa. Perché invece non illuminare il corpo stesso, dando luce all’oggetto-lampada? Così si valorizza il vetro che è elemento cardine del lampadario e si crea un’immagine brillante e contemporanea.

 

Spirito di Venezia, progettato dall’architetto Gian Paolo Canova, che da tempo si occupa di questo tema, è oggi l’evoluzione del tradizionale lampadario veneziano. Per dare leggerezza e luminosità a Spirito di Venezia, è stato necessario eliminare tutte le strutture metalliche che sono la vera parte pesante. Ecco così, sospeso per aria, un oggetto che si presenta nella sua forma più pura, libero da portalampade, lenti metalliche, aste e catene. A sorreggerlo solo sottili cavi, mentre a illuminarlo una plancia tecnologica sul soffitto, dalla quale i fari proiettano la luce che rimbalza in mille sfaccettature irradiando tutto lo spazio circostante.
Sul soffitto la tecnologia, al centro l’arte.

 

Spirito di Venezia è stato presentato per la prima volta a Euroluce 2011, durante il Salone Internazionale del Mobile di Milano.

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