Lampade a induzione magnetica, il segreto meglio conservato dell’industria

Analizziamo tramite la pubblicazione di questo articolo quali sono i vantaggi e i motivi dello sviluppo di applicazioni illuminotecniche con l’impiego di lampade a induzione magnetica. A partire dalla loro storia, verificandone sia i vantaggi che gli svantaggi, cerchiamo di capire perche sono state definite “il segreto meglio conservato dell’industria”. Di seguito pubblichiamo il pdf con l’articolo intero, che contiene molti grafici e immagini esaurienti; qui vi anticipiamo alcuni passaggi fondamentali. L’articolo ci è arrivato in redazione da Alpiled Energie sostenibili, un marchio di I.so.test Engineering S.r.l., e l’autore è Piero Pieracci.


Cosa sono le lampade a induzione magnetica
“Le lampade a induzione magnetica possono essere considerate come normali lampade fluorescenti, con la differenza importantissima che il bulbo illuminante e perfettamente sigillato in quanto non sono necessari passaggi di elettrodi. L’innesco di accensione viene dato da una bobina che genera un campo magnetico all’interno del bulbo, la vita delle lampade a scarica e dovuta al consumo degli elettrodi. L’assenza degli elettrodi nelle lampade ad induzione permette una durata d’esercizio più lunga di qualunque sistema illuminante. Queste poche righe, che non vogliono essere considerate come manuale tecnico, servono solo per mettere in evidenza come una differenza apparentemente cosi banale generi un notevole miglioramento delle caratteristiche, di durata, di efficienza luminosa e di risparmio energetico”.


La durata
“La durata di una lampada a induzione magnetica, non avendo elettrodi e altri punti critici, e dell’ordine delle 100.000 ore, corrispondente a oltre 25 anni d’esercizio. Per rendere piu in evidenza quali siano i valori di cui parliamo, segue una tabella comparativa delle durate dei sistemi di lampada normalmente utilizzati”.


Il decadimento delle lampade a induzione magnetica
“Per decadimento s’intende la perdita di luminosità di una lampada con il trascorrere del Tempo. È un dato che non va confuso con la durata effettiva della lampada, possiamo avere una lampada con una durata discreta, che tuttavia perde metà della luminosità dopo poche ore di funzionamento. In questo caso mi ritrovo comunque una lampada accesa, che però emette molto meno luce del previsto o, peggio ancora, meno luce delle specifiche di progetto. È interessante notare che in molti progetti illuminotecnici industriali, per compensare il decadimento delle lampade utilizzate (ioduri metallici o mercurio, per esempio esempio), vengono installate lampade di potenza molto elevata. Avremo cosi molta luce con le lampade nuove e una luce “a capitolato” anche nel tempo perchè abbiamo compensato il decadimento con l’aumento della potenza! Il rovescio della medaglia e un consumo esagerato da subito e per sempre! Il decadimento della resa luminosa di una lampada a induzione magnetica e pari solo al 20% in 90.000 ore di servizio”.

 

Nell’articolo si tratta anche di efficienza luminosa, accensione immediata, risparmio energetico, grazione, resa cromatica, assenza di tremolio e si fa anche un’analisi per così dire “politica” sul perché (sono solo ipotesi dell’autore) le lampade a induzione magnetica non hanno avuto il successo che avrebbero dovuto. Inoltre, interessanti considerazioni sugli sviluppi futuri.

 

Scarica l’articolo intero sulle lampade a induzione magnetica

 

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico