Lampade a Led, esistono davvero effetti negativi?

È un tema che su Illuminotecnica.com abbiamo già affrontato diverse volte (Led pericolosi per la Salute Pubblica. Parola di Ministro; La luce a Led sarebbe dannosa. Tutta colpa della componente blu) e di cui si parla sempre più di frequente. Abbiamo pensato che il Led fosse una grande rivoluzione. E in effetti, dal punto di vista della durabilità e del risparmio energetico, lo è. Ma, leggendo gli articoli sin qui pubblicati, e sopra linkati, si insinua nuovamente in noi il dubbio: il Led è davvero dannoso per la nostra salute? Occorre approfondire il tema prima di giungere a conclusioni che sarebbero, diciamocelo, affrettate.

 

Il Led è una fonte utile in molti campi, primo tra tutti quello dell’illuminotecnica. Attenzione a denigrarlo, ma attenzione anche a utilizzarlo acriticamente. Quindi, come dobbiamo comportarci? Il Ministero della salute promuove l’approfondimento tecnico-regolamentare e valuta la possibilità di limitare sul mercato le lampade a Led a uso domestico.
Riportiamo di seguito un comunicato firmato Corrado Sforza Fogliani, Presidente Confedilizia.

 

“In merito alle lampade a Led (ove Led sta per “Light-emitting diodes”, diodi ad emissione di luce) il Ministero della salute ritiene rilevante la questione emergente legata alla diffusione di questo tipo di lampade, in relazione ai possibili rischi per la salute e la sicurezza delle persone e, pertanto, intende promuovere un approfondimento tecnico-regolamentare affinché in Italia vengano applicate raccomandazioni analoghe a quelle contenute nel rapporto dell’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria.
Tra queste si segnalano:
a) limitare la possibilità di mettere sul mercato lampade a Led ad uso domestico, o comunque accessibili alla popolazione generale, ai Led appartenenti ai gruppi di rischio 0 e 1, limitando l’utilizzo di Led appartenenti ai gruppi di rischio superiori agli usi professionali;
b) prevedere, da parte dei fabbricanti, l’ideazione di sistemi che non permettano la visione diretta del fascio luminoso emesso dai Led, al fine di evitare i rischi connessi all’abbagliamento;
c) proteggere in modo specifico i bambini e le altre categorie particolarmente sensibili al rischio;
d) definire mezzi di prote-zione adeguati per i lavoratori particolarmente esposti;
e) prevedere un’etichettatura relativa alle ca-ratteristiche dei Led, in particolare il gruppo di rischio, anche ai fini dell’informazione per i consumato-ri;
f) nel caso di gruppo di rischio superiore a 0, valutare una distanza di sicurezza oltre la quale non è presente un rischio fotobiologico, e informarne in modo specifico i consumatori”.

 

Fonte: www.confedilizia.it

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