Le 8 Regole di Luce di Mario Nanni

Luca Molinari chiude la stagione dello SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA, la Galleria milanese di Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti, con la prima personale dedicata a Mario Nanni, progettista della luce di fama internazionale. Le otto regole di luce di Mario Nanni è il titolo della mostra.

 

Trentacinque anni di osservazione, ascolto, esperienza, amore per lo studio e la conoscenza della materia luce che Mario Nanni sintetizza nelle sue regole, ognuna rappresentata attraverso un suo progetto. La cupola Guell del Gaudi Center Reus, la Luce della musica per il Teatro alla Scala, il Termometro di luce per Piazza Zabalburu di Bilbao, sono alcuni delle otto “finestre” che incorniciano e definiscono le otto regole: luce materiale da costruzione, luce solo dove serve, lo spessore della luce, la luce genera il colore, elogio dell’ombra, luce in movimento, presenza e assenza, l’emozione del nulla.

 

Ne nasce un percorso che racconta come muoversi nello spazio sia innanzitutto provare o subire emozioni perché, come ci insegna Nanni “tutte le volte che si affronta un progetto bisogna farlo con grande modestia e sensibilità, con la consapevolezza che lavorare con la luce non è solo applicare matematica e fisica, ma è anche dosare amore, percezione, passione e sperimentazione”.

 

Progettista, poeta della luce, Mario Nanni ci racconta così l’architettura, attraverso la sua esperienza del visibile e del sensibile, inquadrando il progetto, raccontandocene la storia, facendocelo vedere attraverso la luce.

 

 

Infinite le regole della luce naturale, otto le regole della luce artificiale

Mario Nanni

 

Regola n.1
PRESENZA ASSENZA
Presenza di Luce e assenza di corpo illuminante: magia, stupore ed emozione della luce senza l’evidenza della forma da cui nasce. La presenza-assenza della luce è un viaggio spazio temporale che rompe i confini della materia. Da una sorgente nascosta far risplendere i corpi su cui la luce si appoggia.
In mostra il progetto di illuminazione di una botola con il sistema 094; 2003

 

Regola n.2
LUCE SOLO DOVE SERVE
Chimica della luce: ci vuole la dose giusta e calibrata perché nasca l’alchimia. In un ambiente non servono tante luci. Ne basta una. Capace di far cogliere le emozioni, gli sguardi, l’attenzione. Luce, una e una sola. Dove serve.
In mostra il progetto di illuminazione per l’abito a Nove Gonne di Roberto Cappucci. Triennale Design Museum; 2007

 

Regola n.3
LO SPESSORE DELLA LUCE
Ha spessore ciò che ha volume, ha volume ciò che genera ombra. L’ombra nasce dalla luce e la luce genera volumi definendone gli spazi. La luce che aiuta a scoprire e leggere l’architettura stessa. La luce è materia e come tale va trattata.
In mostra il progetto di illuminazione di superfici di luce; 2002

 

Regola n.4
LUCE MATERIALE DA COSTRUIRE
Un progetto non è solo materia ma anche luce.
L’architettura è progettazione di luce. Troppo spesso la luce è un post intervento: corregge enfatizza e nasconde ciò che ha già preso una sua forma. Ma la luce, quella che non si vede ma si sente è un tutt’uno con la materia che si appoggia. È quindi necessario costruire con la luce.
In mostra il progetto di illuminazione per la Campana Brembana. Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso; 2006

 

Regola n.5
ELOGIO DELL’OMBRA
La forza della luce coincide con l’approssimarsi al suo spegnersi. Su questo confine tra luminosità e oscurità prende forma l’architettura. Si ragiona per positivo e negativo: l’ombra è il vuoto e il pieno della luce. Quando si produce luce, non bisogna progettare tanto la luce in sé quanto l’ombra che gli oggetti colpiti da essa emettono.
In mostra il progetto di illuminazione della cupola Guell; Gaudì Centre Ross

 

Regola n.6
LUCE IN MOVIMENTO
La luce segue il ritmo che va dall’alba al tramonto cogliendo aspetti architettonici, simbolici, narrativi e descrittivi legati alla città e ai suoi protagonisti. Muovendosi la luce diventa racconto e poesia come nel caso dell’illuminazione della facciata del Teatro alla Scala di Milano: grazie alla LIV (Lampadina a immagini variabili) la luce è in grado di modularsi e di trasformare le superfici su cui si appoggia modificando i confini e le profondità della facciata stessa.
In mostra il progetto di illuminazione La luce della Musica – Teatro alla Scala di Milano; Natale 2009

 

Regola n.7
LA LUCE GENERA COLORE
Nessun oggetto emana un colore uguale a se stesso durante tutto l’arco della giornata.
L’oscurità fa scomparire i colori perché il colore è luce. È la luce che dà ad ogni oggetto il suo colore, per questo il colore diventa strumento di progettazione.
In mostra il progetto di illuminazione Termometro di Luce: P.za Zabalburu a Bilbao; 2008

 

Regola n.8
L’EMOZIONE DEL NULLA
L’emozione del nulla è l’incanto di poter vivere una situazione piacevole per mezzo della luce che avvolge uno spazio, senza che essa si manifesti apertamente, vivere emozioni attraverso quello che vedo. Rendere più pregne di significato le cose. Creare una magia invisibile. Come nel caso dell’illuminazione della scultura dell’Ermafrodito dormiente non occorre creare una luce sagomata che avvolge omogeneamente nella sua totalità l’opera; si tratta di dare un valore alla sua inquadratura, appoggiare lo sguardo della luce dove si appoggia lo sguardo dello spettatore.
In mostra il progetto di illuminazione dell’Ermafrodito Dormiente. Triennale Design Museum; 2007

 

NOTA BIOGRAFICA
MARIO NANNI CHI !?!
– mario nanni chi!?!
– mario nanni quello delle luci
– un elettricista?
– si, ma non solo!
– mario nanni quello dello sgabello con la lampadina
– ah, un designer!
– si, ma non solo. mario nanni quello che insegna all’università.
– oddio, un professorone che non ha mai svitato una lampadina.
– no, ti ho detto che è anche un elettricista
– e allora come c’è finito all’università, cos’è, l’università mette in cattedra gli elettricisti adesso?
– no, ma è una lunga storia!
– lunga quanto?
– lunga 50 anni e cominciata in via bizzuno
– ah, Viabizzuno, la fabbrica che inventa e produce la luce.
– quella.
– avanti, sentiamo, racconta, ma non metterci dentro tutti i 50 anni.
– mario nanni, nasce a bizzuno in via bizzuno, al numero 17 tra la casa del popolo e la chiesa, di quei tempi racconta della tessera della povertà, dei discorsi con suo nonno e del suo primo giorno di scuola, quando ancora la scuola cominciava il primo ottobre. racconta di un quaderno bianco su cui cominciò a tracciare i suoi primi segni a matita, di una lavagna nera che catalizzava l’attenzione di tutti fino all’entrata del maestro e con lui del sole dalla finestra. di lì, lui dice, le prime intuizioni sulla luce.
– e suo nonno, suo nonno cosa c’entra?
– suo nonno lo portava al cinema, al cinema di quei tempi dove la luce usciva dal buio e si impadroniva della sala.
suo nonno una volta gli disse che le persone si dividono tra quelli che dicono e quelli che fanno e lui doveva decidere da che parte stare. e lui ha deciso di star dalla parte di quelli che fanno: ha fatto le scuole basse, quelle professionali per trovar lavoro e un lavoro l’ha trovato, un lavoro come quello di tanti: l’elettricista. per questo nel suo progettare di oggi c’è, oltre ad un ingegno capace di sempre nuove intuizioni, la praticità di chi la luce la montava prima di inventarla.
– va beh, ho capito: uno che è partito dalla gavetta e alla fine ha messo su una fabbrica.
– no, non alla fine. la Viabizzuno non è la fine è l’inizio di una strada, mario di strade non ne percorre mai una sola, adesso ne sta camminando un’altra, che parte dalla Viabizzuno ma segue un suo tragitto, un tragitto pieno di svincoli che lo riconnettono alla Viabizzuno ma non solo alla Viabizzuno, svincoli che lo mettono in contatto con architetti, designer, fotografi, registi e progettisti.
– gli ha dato il nome di una via anche questa volta a sta strada?
– no, questa volta l’ha chiamata mario nanni progettista
– ah ci siamo arrivati finalmente, mario nanni è un progettista
– sì ma non solo, non solo, ma è inutile, non te lo so spiegare chi è mario nanni: facci due passi assieme e forse allora capirai chi è, mario nanni.

 

SCHEDA EVENTO

Le 8 Regole di Luce di Mario Nanni

 

Periodo
dal 18 dicembre 2010 al 28 gennaio 2011

Luogo
Spazio FMG per l’architettura
Via Bergognone 27, Milano

Vernissage
venerdì 17 dicembre ore 18.30

Orari
dal lunedì al venerdì, 15:00-20:00
ingresso libero (chiuso dal 24 dicembre al 9 gennaio)

 

Per informazioni
Spazio FMG per l’architettura
Via Bergognone 27, Milano
T+39 02 89423702
F+39 02 83202443
dpoletti@spaziofmg.com
www.spaziofmg.com

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