Led, contract, progetto illuminotecnico: intervista a Marco Piva

Il Led, il contract, il comfort, l’interior design… L’architetto Marco Piva ha risposto alle nostre domande sui temi più “caldi” legati al progetto e all’illuminotecnica.

 

1) La cura della parte illuminotecnica di un progetto è senz’altro un tema molto attuale. Quanto è importante nei suoi progetti? Ritengo che presso il Move Hotel a Mogliano Veneto abbiate fatto un ottimo lavoro. Si è occupato personalmente della distribuzione della luce?
Il progetto illuminotecnico ha una posizione di primo piano nella progettazione architettonica o di interior, determinante nella creazione di suggestioni e scenografie atte a esaltare le caratteristiche del progetto stesso. L’illuminazione di un ambiente deve consentire di variare l’atmosfera a seconda delle necessità, rendendo dinamici e intercambiabili gli spazi per ogni tipo di occasione e circostanza e secondo l’utilizzo nell’arco della giornata.
Per ottimizzare il benessere globale del fruitore dobbiamo tener conto di riferimenti di carattere tecnologico atti a  soddisfare determinate esigenze legate all’uso specifico di ogni singolo ambiente e di altri più emozionali atti a creare atmosfere sempre legate all’uso specifico degli ambienti.
Ed è ciò che abbiamo fatto per il Move, dove ho avuto il piacere di occuparmi personalmente dello studio del posizionamento delle luci.

 

2) Rimaniamo in ambito contract. Se dovesse consigliare a un giovane progettista come illuminare la hall di un albergo, quali linee guida gli suggerirebbe?
Sicuramente di coniugare gli aspetti relativi all’efficienza luminosa a quelli relativi alle necessità scenografiche dei vari ambienti. Il progetto sempre più dovrà poter essere flessibile, adeguabile al contesto, creare stupore ed emozione ed essere, infine, strutturato per consentire anche un risparmio energetico e per evitare sprechi.

 

3) E per un luogo più riservato coma una camera da letto?
La camera da letto di un albergo, al contrario degli altri luoghi, è dove l’ospite interagisce direttamente con la luce . Per questo è importante consentire la governabilità da parte dell’utente, finalizzata al comfort visivo nei vari spazi della giornata (si veda per esempio Vitrum, il prodotto che ho disegnato per VDA con sistema touch screen e governabilità a distanza).
L’efficienza luminosa e il comfort visivo restano quindi i parametri fondamentali anche per il luogo privato dell’abitare in albergo, ai quali si aggiunge il protagonismo del soggetto nel suo uso.

4) Led, Led e ancora Led. Il Led è sostenibile, non si parla d’altro, anche se l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che è pericoloso per la nostra salute.  Non tutte le lampade o le applique sono disponibili a Led. Per la scelta finale, è più importante l’elemento Led o il design dell’oggetto?
Il led, in sé, non rappresenta nulla, va inserito nel disegno specifico dell’oggetto luminoso, sia dal punto di vista tecnico che decorativo. Ed è lì che sta il design. E’ fondamentale esprimere la migliore “estetica” possibile, partendo dalle reali necessità funzionali di un bene. Non può esistere una funzione senza una forma adeguata, oppure una forma che non sottenda a una funzione precisa.
Per quanto riguarda le dichiarazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, la tecnologia Led è in continua fase evolutiva e ritengo che le problematiche che riscontriamo oggi siano in fase di risoluzione dal punto di vista tecnologico.
Per esempio, stiamo ora affrontando il progetto di un albergo che sarà governato al 90% da sorgenti luminose Led.

 

5) Riguardo alle aree esterne quale sarebbe la soluzione più adatta?
Le aree esterne assumono sempre più rilevanza, ne è una dimostrazione l’attenzione del mondo del product design per questo tema.
La soluzione più adatta deve essere studiata per consentire di variare l’atmosfera a seconda delle necessità, rendendo dinamici e intercambiabili gli spazi per ogni tipo di occasione e circostanza e secondo l’utilizzo nell’arco della giornata.
Noi affrontiamo le aree esterne con un’attenzione puntuale al rispetto del territorio locale, e sicuramente l’elemento progettuale che più ci caratterizza è che, nei nostri progetti, esiste un’apertura dell’edificio sull’esterno e un gioco di trasparenze tra interno ed esterno.
L’edificio si apre alla città e la città entra a far parte dell’edificio. Esempi in tal senso sono il THotel di Cagliari, l’Una Hotel di Bologna, il B4 di Padova e il neo-inaugurato Move Hotel di Mogliano Veneto, dove città, architettura e interior sono un unico organismo articolato che si muove sul territorio.     

 

 

a cura di Giacomo Sacchetti

 

 

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