Led su alabastro

Commissionata nel 1830 da Mohammad Ali Pasha e interamente costruita nel corso della prima metà del diciannovesimo secolo, la moschea di Mohammad Ali, meglio nota come la Moschea di Alabastro, per il materiale generosamente utilizzato nel rivestimento esterno e in varie decorazioni interne, costituisce sicuramente una delle moschee più popolari e visitate dell’intero Egitto. La sua collocazione all’interno delle antiche mura della Cittadella, le sue numerose cupole e gli imponenti minareti conferiscono al panorama della capitale egizia un indiscusso fascino.
Il Consiglio supremo delle antichità egizie, al fine di dare maggiore evidenza a monumenti di altissimo interesse culturale e sociale, ha commissionato nel 2007 all’azienda egiziana Misr Company for Sound and Light and Cinema l’illuminazione di questa prestigiosa moschea, che si è rivolta a sua volta all’azienda italiana Griven.
L’obiettivo elaborato dal lighting designer Raffaele Vincelli e da Danilo Bettinazzi, direttore commerciale e marketing di Griven, era quello di sconvolgere la visione diurna del monumento, mettendo in evidenza di notte quelle caratteristiche architettoniche non pienamente visibili durante il giorno. L’illuminazione non doveva essere uniforme e piatta, bensì ricca di accenti e pennellate di colore che trasmettessero all’osservatore la suggestione della reale magnificenza della Moschea, esaltandone la tridimensionalità con un sapiente e ardito uso di chiari e scuri, luce e colore.
Lo schema illuminotecnico della moschea si può suddividere in cinque aree principali di interesse: le cupole, i minareti, il chiostro, le pareti esterne della Moschea e le mura della Cittadella.

 

Le cupole
Grande attenzione è stata dedicata all’illuminamento del complesso e articolato sistema di cupole che, attraverso sapienti giochi di luce e ombra, consente di ammirare l’essenza della loro geometria. Per non appiattirne la struttura architettonica e per accentuarne la tridimensionalità di notte, ottenendo quasi un effetto alabastro che riprende le decorazioni della moschea, le cupole sono state illuminate dal basso verso l’alto con una serie di Parade D-Rgb-12 e Parade D-Rgb-5, sapientemente posizionati sui bordi delle cupole stesse.

 

I minareti
Alti oltre 80 metri, due minareti ispirati all’architettura turca sono situati sui lati occidentali della Moschea di Alabastro. La loro impervia altezza, unita a rigidi vincoli ambientali sul posizionamento dei proiettori, hanno messo a dura prova l’esperienza dello staff che si è occupato della progettazione che dell’installazione dei cambia colori. Le Belle Arti non consentivano infatti che i proiettori fossero visibili durante il giorno, bocciandone il posizionamento sulle parti in rilievo che potevano naturalmente ospitarli. Per consentire un impatto visivo diurno minore possibile, i proiettori Danube sono stati quindi installati su pali distanti circa 20 metri dai minareti, per garantire un’illuminazione mirata della loro sezione superiore. Altri Danube sono stai invece utilizzati per illuminare le tre sezioni verticali di questi imponenti minareti.
Oltre ai due minareti principali, la moschea è adornata da altri quattro piccoli minareti posizionati ai quattro punti cardinali che circondano la cupola principale, e da quattro ulteriori minareti inferiori situati accanto alla facciata principale. Tutti sono stati artisticamente illuminati con batterie di Dawn e Danube, proiettori a Led estremamente efficaci e compatti che consentono di raggiungere in modo ottimale aree lontane o difficilmente accessibili.

 

Il chiostro
Il chiostro interno, tra giochi di riflessi e trasparenze del materiale in cui è realizzato, lascia l’osservatore senza fiato. Il grande limite incontrato per il posizionamento dei fari in questo stupendo chiostro, era dato dal fatto che la preziosa e antica pavimentazione non poteva in nessun modo venire perforata. L’idea che ha fornito la soluzione ottimale è stata quella di costruire dei cubi di marmo all’interno dei quali sono stati posizionati i proiettori a Led Dune, che illuminano perfettamente tutto il colonnato del chiostro, enfatizzando ogni singola colonna con pennellate di colori evanescenti. Parade D-Rgb-12 e Parade D-Rgb-5 sono invece stati perfettamente mimetizzati alla base degli archi sfruttando le barre di metallo preesistenti e illuminano, con mirate combinazioni di diversi colori e sfumature, sia la parte frontale dell’arco che la sua parte interna, per ricreare una profondità architettonica che aggiunge emozione alla spettacolarità del chiostro stesso. Anche nella fontana di marmo situata al centro del porticato, viene ripetuto con successo lo stesso schema che evidenzia il colonnato e gli archi, a continuazione di quello precedentemente proposto per il chiostro stesso.

 

Le mura della cittadella
Le mura della cittadella sono state costruite in diversi periodi storici utilizzando differenti materiali che ne hanno determinato l’irregolarità che le caratterizza. Per mantenere i tratti di questa struttura grezza e non uniforme, i lighting designer hanno elaborato un tipo di illuminazione a fasci verticali, sapientemente ottenuta con l’utilizzo di oltre 400 Danube 10° posizionati tutto intorno al perimetro delle mura, anche in zone non sempre facili da raggiungere.

 

Tutti i proiettori utilizzati sono comandati mediante segnale Dmx 512 con il quale è possibile cambiare il colore di ciascun apparecchio Led.
L’opera completa comprende l’utilizzo di oltre 1.500 proiettori a Led Griven, tra i quali circa 800 barre modulari, 260 proiettori da incasso e 485 cambia colori compatti per installazioni in esterni. La protezioni IP66 e IP67 che contraddistinguono tutti i proiettori utilizzati, ne consentono un impiego corretto e affidabile anche in ambienti in cui le temperature estive raggiungono i 50° C.

 

Altre immagini
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Nell’immagine di apertura, l’illuminazione della moschea di alabastro de Il Cairo in una foto di Emad Allam

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