Led, una transizione difficile ma luminosa

Giovedì 29 aprile si è tenuta a Milano la conferenza stampa GE Lighting di resoconto di Light+Building, discussione sul futuro dell’illuminazione e presentazione di nuovi prodotti. Sono intervenuti Phil Marshall, Presidente e CEO per l’area EMEA di GE Lighting, e Nino Piredda, amministratore delegato di GE Lighting Italia.
Phil Marshall ha posto l’accento sul veloce processo di globalizzazione fortemente voluto dall’azienda americana e sulla necessità di una migliore e più capillare comunicazione all’esterno di tutti i prodotti e servizi offerti dalla multinazionale. GE Lighting si dichiara difatti interessata a investire sempre più nel settore lighting, in particolare fuori dagli USA – tanto che il centro di produzione tecnologica più importante si trova attualmente a Budapest. Inoltre ben 500 milioni di dollari sono stati impegnati nel processo di conversione e transizione dall’incandescenza: si riscontra infatti da parte delle aziende utilizzatrici di componenti e prodotti di illuminazione ancora molto interesse per apparecchi e dispositivi “tradizionali”.

Attualmente il business di General Electric si trova per il 47% negli Stati Uniti, per il 53% fuori; per quanto riguarda il lighting, invece, la produzione è basata ancora per due terzi negli USA.

Nino Piredda ha illustrato dal canto suo i settori di investimento più importanti per GE Lighting, ovvero commerciale, ricerca e sviluppo e formazione. Un buon esempio dei fondi destinati all’education è il Master in Lighting Design, ma anche l’assunzione, proprio in Italia, di alcune persone (“team di specification”) dedicate ai rapporti, e di riflesso anche alla formazione, di architetti, lighting designer e operatori del settore in genere.
Piredda ha fatto anche un resoconto di Light+Building, fiera incentrata quest’anno quasi esclusivamente sui Led, senza che però ne fossero ben chiari gli ambiti applicativi. Inoltre l’80% del valore del lighting è attualmente ancora basato sui prodotti tradizionali. La questione di fondamentale importanza ora appare quindi la transizione (quanto più possibile indolore) degli OEM al Led, ed è per questo che GE Lighting investe molto sul miglioramento dei prodotti tradizionali. Il 50% dei suoi investimenti, però, è riservato a Led e Oled.
GE Lighting è l’unica società al mondo che produce Oled flessibili (per ora a Cleveland, Ohio), grazie a una delle sue precedenti specializzazioni, ovvero un settore plastic che ha recuperato ad hoc per sfruttarne un polimero flessibile; anche il rivestimento dell’Oled, trasparente, è flessibile. Il vantaggio di questo nuovo sistema/dispositivo è il notevole abbassamento dei costi e di conseguenza la possibilità di utilizzo su larga scala (già entro la fine del 2010 per produttori OEM). Questa nuova tecnologia è stata sviluppata per evitare che l’Oled rimanesse di nicchia: in questo modo, invece, il suo costo al metro quadro sarebbe pari a quello della comune illuminazione d’ufficio, fluorescente.

Il Led è una tecnologia che va molto velocemente in obsolescenza, mentre l’investimento iniziale di produzione è alto. GE Lighting sta cercando quindi di suddividere la produzione in moduli, in modo da salvaguardare l’investimento dei produttori garantendo allo stesso tempo la performance di un Led ad alta potenza. In questo modo l’oggetto diventa un vero e proprio dispositivo smontabile, per lasciare due scelte possibili: la regolazione della potenza per allinearla a quella già esistente, oppure l’upgrade del dispositivo stesso. L’esempio più palese è l’illuminazione a Led di un albergo.

L’obiettivo della multinazionale è in sostanza produrre prodotti totalmente ingegnerizzati, e quindi garantiti (dispositivi plug and play).

Tra i prodotti presentati all’incontro, lo Strip Led, inserito in una guaina di silicone e flessibile al 100%, Tetra miniMax, progettato per le insegne luminose ma anche per le nicchie, ha un’apertura di fascio di 155°.

 

Nella progettazione di apparecchi per l’illuminazione stradale occorre invece tenere a mente due aspetti fondamentali:
– il 50% dei tunnel europei si trova in Italia;
– facilità ed economicità di manutenzione e risparmio energetico devono andare di pari passo.

È inoltre in atto nel settore un travaso dall’incandescenza all’alogena, ovvero a una tecnologia sempre a filamento, ma che rispetta la normativa europea.
Attualmente le nostre città sono piene di mercurio, non smaltibile, e di sodio, elemento che dà una pessima resa cromatica. GE per ovviare a questi problemi ha ideato Streetwise, un dispositivo ad alta efficienza e buona resa cromatica.

Per quanto riguarda la produzione in genere, GE Lighting attualmente investe soprattutto in ricerca su componenti e dispositivi per le insegne luminose, la segnalazione luminosa, i refrigerator display. Come si è anticipato, 4-5 milioni di dollari sono poi riservati al commerciale.
In tema di sostenibilità energetica, GE porta avanti un vero e proprio programma di ricerca e sviluppo, denominato Ecomagination, i risultati del quale si riflettono anche sulle tecnologie illuminative.
Il dato emerso forse più importante è comunque la volontà di decentrare la produzione e di investire fortemente sul mercato europeo, in particolare in Italia.

di Angelica Chondrogiannis

Nell’immagine di apertura, Led Tetra Contour, colorato (illuminazione architetturale).

Altre immagini:
Led Tetra Contour & Engine 2 (illuminazione architetturale)
Led Tetra AL 10 (illuminazione architetturale)
Led Display Lighting (illuminazione retail)

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