Light art e light design, Artemide e la scultura di luce e ombra

“Vedendole, l’emozione è immediata: conoscendole, lo stupore e la meraviglia si mescolano alla consapevolezza di trovarsi di fronte a un futuro che pensavamo più lontano e non credevamo così bello”: così Ernesto Gismondi presenta le luci che danno vita al progetto IN-EI ISSEY MIYAKE, concepito da Issey Miyake insieme al suo Reality Lab. e realizzato da Artemide.

 

“IN-EI” in giapponese significa “ombra, ombreggiatura, sfumatura”. L’arte della luce ha una storia concettuale e tecnologica al Miyake Design Studio, iniziata nel 2010, quando Issey Miyake e il suo team di ricerca e sviluppo Reality Lab., presentò “132 5. ISSEY MIYAKE”. Questo nuovo processo fu sviluppato da Jun Mitani usando un programma matematico con formule geometriche tridimensionali. “132 5. ISSEY MIYAKE” è un metodo geniale per creare abiti e costituisce un esempio di ciò a cui può giungere la ricerca sui materiali tessili e sulle tecnologie. Il progetto, è il punto d’incontro fra creatività e analisi matematica, e si basa su un tessuto speciale capace di assumere e mantenere forme in 3D partendo da un singolo pezzo di tessuto. Il Reality Lab. ha innanzitutto esplorato le potenzialità di “132 5. ISSEY MIYAKE” nel mondo dell’abbigliamento per poi passare a quello della luce. IN-EI ISSEY MIYAKE è nato dall’incontro tra la competenza Artemide nel mondo della luce e l’approccio innovativo del Reality Lab. verso i materiali e il design.

 

“Sono particolarmente orgoglioso di questa collaborazione” afferma Ernesto Gismondi. E prosegue: “Issey Miyake dedica il proprio eccezionale impegno artistico ad una ricerca attenta alle esigenze dell’uomo e della sua vita: lo stesso impegno si riconosce in The Human Light, la filosofia che guida la missione Artemide. Con Miyake si è trattato quindi innanzitutto di una sintonia di valori e di visione”.

 

L’affinità di visione nasce anche dalla condivisione di valori nella ricerca sia per Artemide che per il Reality Lab. Il tessuto su cui si sviluppa il progetto è infatti un materiale riciclato dalle interessanti capacità di diffusione della luce: è una fibra rigenerata che deriva dalle bottiglie di PET che nasce grazie a nuove metodologie, riducendo del 40% il consumo d’energia e le emissioni di CO2 che si avrebbero producendo nuovi materiali. La filosofia artistica di Issey Miyake, applicata a formule matematiche tridimensionali, combina la cultura giapponese della luce con l’abilità propria di Miyake in grado di tradurre la tradizione in modernità. Ne nascono forme molto evocative che Artemide anima con sorgenti Led, la tecnologia oggi più rilevante sotto il profilo della sostenibilità.

 

IN-EI ISSEY MIYAKE realizzata da Artemide è una collezione di lampade a sospensione, da tavolo e da terra; le loro ombre create usando principi matematici, in 2 o 3 dimensioni, sono percorse da sottili e bellissime sfumature luminose. Le pieghe inimitabili, che determinano le forme plastiche e la solidità delle lampade, sono realizzate con una tecnologia originale, creata da Issey Miyake. Grazie al materiale riciclato di cui sono fatte, che ha una trasparenza luminosa superiore a quella della carta, queste lampade mantengono perfettamente la loro forma senza necessitare di alcuna struttura interna: il processo di piegatura, infatti, crea volumi statuari sufficientemente solidi, che possono essere rimodellati senza problemi. Quando non vengono utilizzate possono essere conservate piegate.

 

I diversi significati innovativi del progetto “132 5. ISSEY MIYAKE” sono ben riassunte nei numeri che lo identificano: 1 si riferisce al pezzo unico di tessuto da cui nasce ogni creazione; 2 deriva dal fatto che inizialmente il tessuto è piegato in una forma bidimensionale; 3 si riferisce alla tridimensionalità; 5, successivo a uno spazio vuoto, si riferisce alla metamorfosi delle forme piegate quando divengono un abito o un oggetto. Il numero 5 esprime anche l’auspicio che l’abito o gli oggetti assumano  nuove dimensioni.

 

La bellezza non è nell’oggetto, ma nell’interazione
tra luce e ombra creata dall’oggetto.
Junichiro Tanizaki, “Lode all’ombra”

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