Light art, fiat lux!

Il giorno 30 marzo, alle ore 18,30, nello spazio Velan di via Saluzzo 64, a Torino, si è inaugurata la collettiva Fiat Lux! Opere Luminose.

 

L’esposizione propone le opere luminose di sette artisti nazionali e internazionali: Ennio Bertrand, Sergio Cascavilla, Steven Claydon, Fabrizio Corneli, Matthew McCaslin, Nelio Sonego e VedovaMazzei.

 

Ennio Bertrand vive a Torino e lavora impiegando immagini e tecnologie digitali per le sue realizzazioni. Le sue opere – fotografie, sculture e composizioni di luci, suoni, video, installazioni interattive – ripropongono minuscoli eventi isolati dal flusso di informazioni e immagini che saturano la nostra percezione, e quindi dilatati come sotto la lente di un microscopio da laboratorio. In questa occasione si può ammirare il suo Cielo digitale, un prezioso velluto trapuntato di piccoli Led che si illuminano con ritmi minimali.

 

Sergio Cascavilla, alias Serginho Cartoons Inc., alias Porfirio Villarosa, usa, secondo le occasioni, questi pseudonimi per realizzare le sue mostre, installazioni, e performance. Nasce a Torino nel 1966 e partecipa a molte mostre tra personali e collettive in Italia, Europa e America. Inoltre lavora a progetti di design soprattutto per Alessi, poi per Atelier Mendini, Zanotta, Swatch, Bisazza, BluMarine, Slamp, Il Coccio, e come illustratore per case editrici, riviste d’arte, e progetti speciali. Design, invenzioni, performance, pittura, colore, luce la cui componente ironica è molto forte. È molto forte anche la componente cromatica, su cui ha impostato una ricerca personale oltre che sulle forme: mescola tinte pastello, con semifluorescenti, e fluorescenti. Per questa esposizione sono due le sue opere in mostra, dei sorprendenti scolapasta e una lightbox a forma di tv, Teletoys – Brodino di caciocavallo.

 

Steven Claydon è nato a Londra nel 1969, è un artista e musicista. Obiettivo principale dell’artista è quello di sovvertire le regole della percezione visiva, ricreando ambienti tramite l’utilizzo di oggetti comuni e spesso legati al mondo dell’arte antica. Claydon costruisce un presente provocatorio: ogni elemento perde di significato all’interno del suo ambiente, sia per la sua funzionalità – una scarpa non è più una scarpa, così come un busto antico perde il suo valore commemorativo –, sia per il materiale con cui viene realizzato. Sun è il nome della sua opera esposta.

 

Fabrizio Corneli, nato nel 1958, a Firenze dove vive e lavora, è un matematico impertinente che applica all’arte la geometria euclidea. Intaglia lamine di alluminio o di rame seguendo precise misurazioni trigonometriche per arrivare a un insospettabile risultato finale. L’intersezione delle lastre e di una fonte luminosa produrrà il segno. Le immagini, per esempio un volto di donna, un corpo in movimento o una scritta, che compaiono all’improvviso sono eventi guidati da una raffinata previsione. La messa a fuoco dell’oggetto pone lo spettatore a metà strada fra la materia e l’idea che se ne ha. Si tratta di una suggestione impalpabile suggerita dall’artista. Angelo di Corneli nasce da un triangolo visivo che ha ai vertici la luce, l’artista e il nostro sguardo.

 

Matthew McCaslin è nato nel 1957 a Bayshore, New York, e vive e lavora a Brooklyn. Nel suo lavoro usa combinare materiali da costruzione e dell’elettronica di consumo in modo da invocare il caos e il disordine, il formalismo e il minimalismo. Egli è internazionalmente noto per i suoi video e le sue sculture di luce. Il suo distintivo linguaggio visivo, costituito da materiali industriali, combina eleganza e formalità con rugosità e spontaneità. McCaslin usa regolarmente televisori, orologi, lampade, ventilatori, prese, cavi e spine nelle sue sculture. L’uso di questi oggetti di uso quotidiano ricorda allo spettatore la sua dipendenza su un sistema tecnologico di supporto. Insita nell’arte McCaslin è la questione della funzionalità rispetto all’estetica. My Kid Could Do That è il nome dell’opera esposta.

 

Nelio Sonego, nato a Sion, Svizzera, nel 1955, vive e lavora a Cordignano. Le opere di Sonego sono composte da pochi elementi geometrici primari e possono essere definite razionali, in quanto la sua pittura si realizza delimitando e delimitandosi all’interno di uno spazio che è quello del piano di lavoro, ma anche gestuali, in quanto tramite il segno-colore l’artista esprime le proprie emozioni e propone una visione interiore personale frutto delle sue esperienze e del suo vissuto. Il segno ha, per Sonego, grande rilievo, ed è infatti un elemento centrale delle sue opere, è il mezzo che egli usa per realizzare delle visioni personali e attraverso il quale libera energie accumulate che esplodono in immagini e che racchiudono tutto di sé. Per questa mostra saranno esposti due suoi lavori Orizzontaleverticale e Rettangolareorizzontale, ma questa volta al posto del pennello e della bomboletta spray ha voluto usare dei neon.

 

VedovaMazzei è lo pseudonimo dietro al quale si cela l’identità di due artisti, Stella Scala e Simeone Crispino, amici di liceo che hanno poi proseguito insieme gli studi presso l’Accademia di Belle Arti. Espongono col nome di VedovaMazzei dal 1991 perché, pur essendo due artisti, si identificano in un’unica dichiarazione di poetica. Il loro lavoro è basato sull’impiego simultaneo di mezzi eterogenei, quali il video, l’installazione ambientale, la scultura oggettuale, la fotografia, la manipolazione di vegetali e l’intervento su altri elementi naturali. L’insistenza cade sulla necessità di guardare oltre le apparenze, osservando l’origine iconografica degli oggetti e il loro significato simbolico; il lato assurdo delle opere invita a riflettere sull’insensata rigidità delle convenzioni.

 

Per questa mostra un’opera realizzata con luce al neon bianco caldo: + 39 3358025266.

 

La mostra resterà aperta dal 30 marzo al 7 maggio 2010 con i seguenti orari:
dal martedì al venerdì ore 15,30 – 18,30.

 

Per informazioni

www.velancenter.com

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