Light art. Luce e cavi elettrici uguale vita al Guggenheim di Bilbao

La D. Daskalopoulos Collection, una delle più grandi e complete collezioni private di arte contemporanea di tutto il mondo, “esce” per la prima volta. Viene infatti ospitata all’interno del Guggenheim di Frank O. Gehry, a Bilbao. 60 (circa) opere in mostra. Particolare attenzione è posta sulle installazioni, le sculture e la luce. La mostra si basa su opere degli anni Ottanta e Novanta di artisti illustri come Louise Bourgeois, Robert Gober, Mike Kelley, Martin Kippenberger, Paul McCarthy e Annette Messager. Ci sono anche progetti di giovani talenti: Paul Chan, Guyton Walker, Nate Lowman e Wangechi Mutu, artistico copre progressi più importanti degli ultimi decenni. Tratto distintivo della collezione: le grandi dimensioni delle opere. Le opere nel complesso fotografano una tensione della società contemporanea alla ricerca di se stessa. Spettacolare!

 

L’esposizione si chiama “El intervalo luminoso”. E’ un progetto ambizioso, seguito direttamente da Nancy Spector, curatore in chief e vicedirettrice, e Katherine Brinson, assistente curatore del Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
Il titolo si ispira ispirazione al filosofo greco Nikos Kazantzakis (1883-1957).
L’equazione “luce uguale vita” è al centro della mostra: la vita è un intervallo luminoso. 
La complessità è dovuta a una tensione verso il bello attuabile solo attraverso il passaggio dai luoghi della kantiana UrteilskraftKritik, le zone di ombra dell’inconscio o dell’irrazionale che diventano degrado e decadenza, presupposti alla rinascita dalle ceneri e alla ri-creazione.

 

Opere che vi segnaliamo
Current Disturbance (1996)
di Mona Hatoum
Una “realtà disturbata” in un rettangolo di elettricità. Claustrofobia in un cubo, memorie cinematografiche dell’horror/splatter contemporaneo (The Cube).

 

Palms (2007)
di John Bock
Cavi elettrici enormi e gommosi che escono da una macchina. Video-installazione che ci porta in una catacomba, sottolineando l’ineluttabilità di un destino a tinte fosche di sangue, giustizia divina, magia nera e messaggi subliminali. L’opera ricorda il primo David Cronenberg.

 

Informazioni su tutte le opere
www.guggenheim-bilbao.es

 

 

Nell’immagine di apertura, Perturbación de corriente (Current Disturbance) di Mona Hatoum, 1996. Foto: www.guggenheim-bilbao.es
 

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