Lighting project. L’illuminazione del lungomare di Helsingborg

Atmosfera suggestiva ma anche funzionalità e sicurezza per un progetto firmato ÅF Lighting.

 

di Clara Lovisetti

 

Città medioevale, fondata dai danesi nell’XI secolo e poi passata alla Svezia nel 1685 in seguito al trattato di Roskilde che pose fine a una guerra fra le due nazioni, Helsingborg è nota principalmente per essere la sede della multinazionale Ikea. Anche dal punto di vista architetturale merita qualche attenzione in più, per il suo nucleo medioevale di edifici in pietra su cui campeggia la Torre Kärnan da cui si riesce a vedere, nelle giornate limpide, la dirimpettaia danese Elsinore, la patria di Amleto, distante solo 4 km.

 

Come in tutti gli insediamenti urbani marittimi, il suo lungomare è uno dei punti focali della vita cittadina. Con lo scopo di valorizzarlo e di stimolarne la fruizione da parte degli abitanti, in particolare nelle ore notturne visto il contesto nordico, è stato dotato recentemente di un nuovo impianto di illuminazione realizzato da ÅF Lighting, uno dei più importanti studi di progettazione illuminotecnica della Scandinavia che per questo progetto ha vinto il premio IALD 2011 per l’eccellenza unita alla sostenibilità. Il concept progettuale si basa sulla fusione di scenografie luminose e illuminazione funzionale per arrivare a una visione coerente dove convivono armonicamente l’oceano con le sue onde, il cielo notturno e il paesaggio urbano. A tale scopo si sono cercate le tecnologie che assolvessero nel modo più efficiente tale compito, tenuto conto delle esigenze funzionali, estetiche e di manutenzione.
L’area oggetto dell’intervento è composta da una passeggiata a mare, una zona ricreativa e una strada veicolare, per ciascuna delle quali è stata pensata una soluzione ad hoc.

 

La promenade
Il percorso pedonale è caratterizzato dalla presenza panchine e di sette pensiline dalla forma ondulata a richiamare la superficie del mare, che fungono da punti di incontro e che, durante le giornate fortemente soleggiate, creano un interessante gioco di luci e ombre. Di notte, grazie all’illuminazione, si trasformano in portali di luce diventando nello stesso tempo elementi scenografici e funzionali grazie a Led lineari, nascosti nella struttura a listelli di legno delle pensiline, che danno una luce bianca priva di abbagliamenti gestita da  DALI che la regola in funzione del livello di luce naturale.
Decisamente scenografica, pur avendo un importante ruolo funzionale, è l’illuminazione dell’area attorno a quelle pensiline che hanno una panchina vicina, dove proiezioni con gobo riproducono i raggi di luce che filtrano attraverso le doghe delle pensiline, proprio come avviene nelle ore diurne, in modo che lo spettatore ha l’impressione che si tratti di un effetto “naturale” e non di un artificio ottenuto con proiettori dotati di lampade ad alogenuri metallici da 150W.
L’illuminazione di fondo generale è invece fornita da apparecchi su palo in legno, collocati fra ciascuno elemento scenografico. Qui le sorgenti di luce sono sempre lampade ad alogenuri metallici ma da 35W, luce bianca calda e buona resa dei colori, montate su  proiettori dotati di appositi dispositivi che eliminano la dispersione di luce in modo da evitare l’abbagliamento e assicurare un buon comfort visivo.

 

La Liatorplatsen
Collocata all’inizio dei 700 metri di spiaggia, la piazza chiamata Liatorplatsen è la zona più battuta dagli elementi naturali, il vento e il mare. L’illuminazione qui è fornita da tre apparecchi su pali in legno alti nove metri, dotati ciascuno di tre proiettori con altrettanti gobo che disegnano sulla pavimentazione in cemento motivi decorativi.
A questi si aggiungono 584 punti luminosi con fibra ottica incastonati nel suolo con terminale in acrilico trasparente, come se il sovrastante cielo stellato vi si specchiasse, con un effetto altamente suggestivo. La luce delle fibre ottiche proviene da due illuminatori con lampade ad alogenuri metallici da 150W, dotati di un disco perforato rotante che muta l’intensità della luce in modo irregolare, per imitare l’effetto un po’ tremolante del cielo stellato. In questo modo, grazie alla robusta sigilllatura dei puntini luminosi e al fatto di avere solo due generatori di luce, questa installazione è facile da mantenere oltre che estremamente resistente agli agenti atmosferici.
Si è fatto in  modo inoltre che l’intensità della luce sfumi gradualmente verso l’acqua, per avere una transizione morbida dall’ultimo punto luce alla sabbia. La luce bianco caldo delle proiezioni gobo crea così un piacevole contrasto con quella più “fredda” delle fibre ottiche, una esperienza visiva che partendo dalla piazza ci fa arrivare in riva al mare.

 

La strada veicolare
In questa zona l’accento maggiore è ovviamente sulla sicurezza e il comfort, piuttosto che sull’aspetto scenografico. Inoltre si volevano evitare barriere di luce guardando verso il mare, aspetto che interssa sia agli abitanti della zona che ai passanti.
L’apparecchio scelto è quasi del tutto privo di abbagliamento ed è dotato di un’ottica appositamente disegnata per l’illuminazione stradale, che concentra la luce al centro della carreggiata per poi distribuirla uniformemente nel tratto che separa ciascun apparecchio, in modo da evitare zone pericolose zone d’ombra. La sorgente di luce è una lampada ellissoidale che contribuisce a evitare l’abbagliamento e crea una atmosfera luminosa gradevole e neutra. Oltre quindi a presentare una buona uniformità, la luce va solo sul piano stradale senza interferire con le scenografie luminose delle altre zone.
In questo modo si è riusciti, grazie all’illuminazione, a dare una identità a questo percorso e a mettere in risalto l’area nel suo complesso, non solo nelle ore diurne ma soprattutto in quelle serali.

 

Lungomare di Helsingborg (Svezia)
Committente: municipalità di Helsingborg
Architetto del paesaggio: Katherine Brandt
Progetto illuminazione: ÅF Lighting
Foto: Martin Kristiansen, Ulf Celander

 

Nell’immagine di apertura le pensiline in legno illuminate con Ledline Philips nascoste nella stuttura, a luce bianca temperatura 3250K e gestite da DALI. Foto: Martin Kristiansen

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