L’importanza della luce, tra edifici pubblici e privati

(di Mario Morosini, Business Developer Manager e R&D Light Consulting Telmotor)

L’architettura nel confronto fra pubblico e privato esprime la differenza fra i comportamenti sociali, infatti mentre i locali pubblici sono pensati ed allestiti per soddisfare la maggiore parte delle persone, gli ambienti privati sono progettati tenendo conto delle esigenze e dei gusti individuali.

Nella progettazione della luce, mentre per un progetto privato il desiderio e il gusto del committente costituisce l’ultima scelta, il progetto di uno spazio pubblico deve contemplare le esigenze di un insieme di utenti, anche non precisamente definiti, nel rispetto delle raccomandazioni e delle norme dell’illuminazione.

Nel privato la luce tende all’esclusione, al piccolo, al raccolto; trovano maggiore spazio i gusti personali, le emozioni anche con soluzioni estreme. La luce negli ambienti pubblici, invece, tende all’inclusione, al grande, alla trasparenza e, dovendo soddisfare le diverse esigenze di una grande quantità di utenti, è pianificata con soluzioni di compromesso.

Tuttavia rimane, anche per un contesto pubblico, l’esigenza di un’illuminazione individualizzata, quella del cliente attuale, e di soluzioni che consentano di adattarsi alle diverse esigenze, necessarie per esempio in uffici, stanze di hotel o spazi in affitto. A questo proposito, la programmazione luminosa intelligente rappresenta la strada verso il dialogo tra la necessità di generalizzare e di personalizzare la luce, arrivando a formare una sfera privata in ambiente pubblico.

Resta il fatto che la luce per l’individuo o per la società deve essere pensata in modo differente, quindi pianificata e dosata in modo diverso: al privato sono graditi i contrasti forti, isole luminose formate da singoli lumi, per esempio il tavolo da pranzo o l’angolo di lettura, sorgenti luminose individualizzate cariche di atmosfera emotiva e pezzi di design ben collocati.

Lo spazio pubblico deve comunicare sicurezza, facilitare l’orientamento delle persone in visita che troveranno livelli di illuminamento per lo più generalizzati anche se gli accenti di illuminazione ricopriranno un ruolo importante per la guida alla percezione, per esempio all’evidenza di ingressi, uscite, sportelli d’informazione e ascensori.

L’illuminazione deve favorire il riconoscimento dei volti e deve determinare l’atmosfera adeguata alla forma di comunicazione svolta; un valore adeguato del livello di illuminamento verticale evita il manifestarsi di ombre troppo nette, effetto procurato dalla luce proveniente solo dall’alto che, al contrario, quando è diffusa consente l’apparire tenue dei volti evitando tratti del viso spigolosi e pelle rugosa.

La luce ha da sempre l’obiettivo di illuminare ambienti pubblici e privati ma ancor più importante è che sappia costruire l’atmosfera dell’ambiente seguendone la propria destinazione d’uso.

Perché venga espressa al meglio la scenografia desiderata, intensità luminosa e colore sono grandezze fondamentali non trascurabili; i mutamenti alla resa cromatica, infatti, in particolare con l’avvento del led, rappresentano il più marcato progresso in campo tecnologico degli ultimi anni.

Nel pubblico come nel privato la pianificazione luminosa e la verifica conseguente devono ricoprire un ruolo primario per far in modo che gli avventori possano vivere un’esperienza adeguata.

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