Il Santuario della Scala Santa: restauro e nuova luce

(di Arch. Paolo Francalacci – Dott. Gabriele Rubino)

Dopo complessi restauri, proseguiti per oltre vent’anni, è stata presentata, l’11 aprile scorso, l’Apertura Straordinaria della Scala Santa in Roma, priva della copertura lignea, voluta da Papa Innocenzo III nel 1723.

Il Direttore dei Musei Vaticani, dott.ssa Barbara Jatta, ha sottolineato la straordinaria sinergia tra tutti i soggetti che hanno contribuito a realizzare un intervento così complesso: “E’ un lavoro di squadra, un lavoro di sinergia di personalità e di professionalità diverse. Ci sono stati i restauratori, tanti, che si sono avvicendati durante i venti anni del complesso dei restauri, gli scienziati che hanno compiuto le indagini nel corso del tempo, gli architetti, i servizi tecnici del Governatorato della Città del Vaticano, i padri Passionisti, il Vicariato“.

Il Santuario della Scala Santa rappresenta uno dei grandi interventi di Papa Sisto V, terminato nel 1590 su progetto di Domenico Fontana, che realizzò lo spostamento della Scala Santa presso il Sancta Sanctorum, “il più sacro dei luoghi santi”, la prima cappella privata del Papi. Nel 1853 Pio IX realizzò l’attiguo convento, affidandolo ai Padri Passionisti i quali, tuttora, lo gestiscono.

Il Santuario, con planimetria a forma di croce latina, si compone di un Atrio che si affaccia su cinque rampe di scale parallele: la Scala Santa al centro e le quattro scale laterali, due per lato. La Scala Santa conduce al Sancta Sanctorum posizionato al centro tra la cappella laterale destra dedicata a San Lorenzo e la cappella laterale sinistra dedicata a San Silvestro, oltre alla retrostante Cappella del Crocifisso, realizzata successivamente.

Secondo la tradizione, la scalinata, portata a Roma da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326, faceva parte del palazzo di Ponzio Pilato e fu percorsa da Cristo il giorno della sua condanna a morte. Sulla Scala, secondo la tradizione, ci sono 4 macchie del sangue di Gesù: 3 sono coperte da croci, 2 in bronzo e una in porfido rosso.

Il progetto per restaurare la Scala Santa e l’intero complesso ha radici lontane e si è sviluppato per fasi, legate ai finanziamenti ricevuti, a partire dal 1990 ad oggi.

La Scala Santa e il restauro dei cicli decorativi

Il ciclo decorativo comprende 1700 mq circa di affreschi che decorano l’ambulacro, la Scala Santa, le scale laterali e le Cappelle (cfr. La Cappella di San Silvestro, a cura di Mary Angela Schrot e Paolo Violini, Campisano Ed., Roma, 2009).

Secondo il progetto originario di Domenico Fontana, la decorazione della Scala Santa è ripartita in sette livelli con gruppi di quattro scene ciascuno che si leggono a partire dalla parete di destra per proseguire sulla volta e sulla parete di sinistra secondo una inclinazione che riprende la salita della scala, con una prospettiva ribassata adatta ad una visione dalla posizione in ginocchio, cioè quella della salita.

Al primo livello due episodi della sera del giovedì santo (L’ultima cena e la Lavanda dei piedi) cui seguono episodi del giovedì e venerdì santo su tutti gli altri livelli (dall’Orazione nell’orto degli ulivi fino a La Flagellazione, all’Incoronazione di spine all’Ecce Homo) che culminano nei tre affreschi del corridoio di collegamento delle tre scale con la Crocifissione, la Resurrezione e l’Ascensione per contemplare poi, da dietro le grate, l’Acheropita del Sancta Sanctorum. Le due rampe laterali sono invece decorate con scene bibliche legate al tema della Passione.

Seguendo i dettami del Concilio Tridentino, sotto la direzione di Cesare Nebbia e di Giovanni Guerra, il ciclo decorativo compone un itinerario didattico che celebra la Passione e la Morte di Cristo, con scene tratte solo dall’Antico Testamento, finalizzato ad ispirare buone pratiche di comportamento.

Il lavoro di restauro è stato coordinato, nelle sue diverse fasi, da Paolo Violini, del Laboratorio Restauro Pitture dei Musei Vaticani, che ha lavorato in sinergia con i diversi reparti dei Musei e con la Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato Scv. Fra il 2012 e il 2017 sono stati realizzati i restauri della Cappella di San Lorenzo, dei quattordici dipinti della Via Crucis, della sagrestia e della Cappella della Crocifissione ed i lavori delle quattro scale laterali alla Scala Santa.

La nuova illuminazione

La corretta percezione degli affreschi è garantita dal nuovo progetto di iGuzzini illuminazione, importante azienda leader del settore illuminotecnico che ha ottenuto, negli anni, molteplici riconoscimenti internazionali per innovazione, design ed eco sostenibilità.

In particolare, per il Santuario della Scala Santa, si è impiegata la tecnologia LED con conseguente bonifica di tutti i cornicioni e di tutti gli impianti preesistenti, realizzati in fasi diverse, che prevedevano ancora l’impiego di vecchi neon e trasformatori. Il nuovo progetto ha consentito di ottenere una illuminazione uniforme e di assicurare una perfetta leggibilità delle pitture mediante differenti modalità di intervento per i singoli spazi ed ambienti del Santuario.

Per la Scala Santa e le rampe adiacenti, gli interventi sono iniziati a partire dalle due rampe di destra per proseguire con le due rampe di sinistra e, quindi, con la Scala Santa centrale. Il progetto illuminotecnico prevede l’utilizzo di coppie di underscore strip led, installati su opportuni supporti di alluminio asimmetrico, in numero di 2 linee per ciascuna rampa (due a destra e due a sinistra), due a tono caldo e due a tono freddo, a 3000 e 4000 gradi kelvin, tutte dimmerabili DALI (Digital Addressable Lighting Interface), ad altissima resa cromatica. Per quanto riguarda le pareti verticali, si è escluso l’utilizzo di spot contrapposti al fine di evitare la percezione e l’invadenza di ulteriori corpi illuminanti che, altrimenti, sarebbero rimasti a vista. Il transetto superiore, al termine delle rampe, nonché la parte voltata a crociera, dove abbiamo affreschi sia sulle pareti che sulle piccole cupole, sono stati illuminati con proiettori palco basso voltaggio (PALCO LOW VOLTAGE) che, grazie alle ridotte dimensioni, pur avendo flussi luminosi di adeguata intensità, consentono una ottima lettura delle pareti affrescate e delle cupole. Il sistema di regolazione della luce consente l’accensione di ciascuna rampa con intensità diverse.

La Cappella di San Lorenzo, sul lato destro, richiedeva di illuminare il soffitto voltato e affrescato ma anche lo spazio della chiesa vero e proprio, per le funzioni religiose che vi si svolgono. Si è dovuti prendere atto che, in questo caso, non esistevano cornicioni continui sui lati lunghi delle pareti e, quindi, la soluzione illuminotecnica ha previsto l’utilizzo di coppie di proiettori contrapposti con sistemi led ad altissima resa cromatica e temperatura di 3000 gradi kelvin, dove una parte dei proiettori a luce diretta, rivolti verso il basso, è finalizzata a garantire la giusta illuminazione durante le funzioni religiose che si svolgono nella cappella, mentre il secondo gruppo di proiettori è dedicato alla illuminazione della volta affrescata con la tecnica di illuminazione cd. dell’incrocio, che consente di ottenere una uniforme lettura del soffitto evitando fastidiosi picchi di luminosità. L’area dell’altare è trattata con corpi illuminanti cestello, a 3 lampade montate su giunti cardanici, orientabili a più o meno a 45 gradi, dove alcuni sono orientati sull’altare, altri sul tabernacolo e altri verso l’area dei fedeli.

L’illuminazione della Cappella di San Silvestro è stata risolta utilizzando l’esiguo cornicione esistente per installare proiettori palco con led ad altissima resa cromatica, per illuminare uniformemente le lunette e i soffitti affrescati.

Per il Sancta Sanctorum si è deciso di rimuovere le precedenti lampade alogene lineari, utilizzate nella strombatura del vano finestra, e di sostituirle con gruppi tunable white led ad altissima resa cromatica, con carico elettrico complessivo di 240 watt contro i 1200-1400 watt preesistenti, promuovendo così un significativo risparmio energetico nella direzione della sostenibilità ambientale e contribuendo al miglior mantenimento del microclima dell’ambiente; anche nella parte ribassata è stata utilizzata la stessa tecnologia dello strip led underscore, impiegata anche per le rampe e per la Scala Santa, posizionando gli elementi in modo tale da escludere la vista diretta da parte dei visitatori. L’Icona Acheropita è stata, infine, illuminata in radenza dal basso per evitare abbagliamenti e riflessioni indesiderate.

In sintesi il progetto di iGuzzini fa emergere il valore artistico e spirituale del progetto illuminotecnico, valorizzando le nostre percezioni e migliorando la visibilità delle opere attraverso un “restauro percettivo”. Inoltre l’intervento di iGuzzini ha permesso di introdurre nuovi elementi di dinamismo: l’impianto permette, infatti, di programmare scene luminose diverse per specifiche occasioni e funzioni.

In proposito, tra i più recenti interventi di iGuzzini (ottobre 2018), non si può non ricordare il progetto illuminotecnico della Pietà di Michelangelo nella Basilica di San Pietro, che ha impiegato sorgenti LED con soluzioni compatte dal minimo ingombro visivo e tonalità bianco calda (pari a 3000 K) ad elevata resa cromatica. L’azienda iGuzzini illuminazione spa ha messo a disposizione un sistema di corpi illuminanti, suddivisi in gruppi di accensione, che possono essere regolati secondo quattro diversi scenari luminosi.

“Nello “scenario nord” (scultoreo) la luce si concentra sulla scultura, mentre pavimento, soffitto e sfondo sono illuminati al minimo. Non si percepisce una direzionalità prevalente; vi è invece un equilibrio di chiaroscuri che restituisce la plasticità dell’opera e consente di soffermarsi sia sul singolo dettaglio sia sull’armonia dell’insieme.

Nello “scenario est” (taglio di luce), un fascio di luce illumina di taglio la Pietà. La direzione di incidenza è evidente, le ombre marcate, la pacata illuminazione delle volte e dello sfondo incorniciano l’intero gruppo marmoreo.

Nello “scenario sud” (piena luce) tutti gli apparecchi sono accesi. La scultura è assolutamente folgorante e diventa essa stessa fonte di luce, le volte e il pavimento hanno un illuminamento leggermente minore poiché tutto è concentrato nella fascia in cui c’è la scultura. La luce della volta centrale, delle arcate e delle volte laterali è più sostenuta. Infine nello “scenario ovest(quotidiano) l’illuminazione è pensata per il pellegrino o visitatore della Basilica che fruisce dell’opera attraverso la vetrata di protezione.”

Il ripristino della copertura lignea della Scala Santa

Fino al 9 giugno la Scala Santa sarà accessibile, priva della copertura lignea, come era in origine. Successivamente, saranno riposizionate le assi in noce, collocate sui gradini marmorei nel 1723 per volere di Papa Innocenzo III, al fine di proteggere la scalinata dai tanti fedeli che la salivano in ginocchio.

Un interrogativo, tuttavia, sembra correre, non detto, nel pensiero di molti: “E’ necessario riposizionare la copertura lignea, sia pure storicizzata e derivante da una importante scelta voluta dal Papa?” Pur mantenendo e restaurando la copertura in noce, è possibile provare ad immaginare una alternativa progettuale che, ricorrendo alle possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee e dai nuovi materiali, possa garantire protezione e tutela assicurando, al contempo, percezione visiva e contatto diretto con l’antico marmo?

L’uomo non è solo intelligenza e ragionamento, ma siamo anche sensazione, affetto, ricordo, corpo, anima” (Padre F. Guerra).

Ringraziamenti

Ringraziamo il Direttore dei Musei Vaticani, dott.ssa Barbara Jatta, per l’intervista esclusiva che ci ha concesso in occasione dell’apertura della Scala Santa e per la cordiale collaborazione e l’interesse manifestati; la Dott.ssa Mary Angela Schroth per la passione con cui ci ha illustrato il restauro del Santuario della Scala Santa nonché l’arch. Francesco Pezzini per il supporto fornito. Uno speciale ringraziamento all’Ufficio Stampa dei Musei Vaticani e, in particolare, alla Dott.ssa Lucina Vattuone, per il coordinamento delle nostre attività di ricerca e per la fiducia che ci ha sempre riservato. Ringraziamo Fabrizio De Santis, di iGuzzini illuminazione spa, per i chiarimenti e il contributo tecnico in merito al nuovo progetto di illuminazione del Santuario. Ringraziamo, inoltre, il dott. Paolo Violini per la interessante conversazione sugli interventi di restauro, per i preziosi suggerimenti e per la disponibilità e professionalità con cui ci ha accolti. Ringraziamo, naturalmente, Padre Francesco Guerra, Rettore del Pontificio Santuario della Scala Santa, per l’ospitalità.

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