MAXXI a Roma. Scultura Dinamica

Il primo museo italiano per l’arte contemporanea è una scultura architettonica espressiva. Lo studio Zaha Hadid Architects ha realizzato con il MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, l’idea del “drift”, delle forme fluide e del lasciarsi trasportare, in un continuum spaziale pieno di energia. Luce naturale e artificiale sono i mezzi che sottolineano la dinamica dell’architettura.

 

Su un’area in precedenza occupata da un impianto militare nell’ansa che forma il Tevere al limite nord del centro storico di Roma, fra le case residenziali e i vecchi capannoni, la costruzione color grigio chiaro del MAXXI salta all’occhio già da lontano. Le sue forme slanciate e sovrapposte spezzano il reticolo urbanistico rigorosamente ortogonale e attirano quasi magicamente i visitatori.

 

Come una grande scultura, ricca di sfumature e di giochi di luce e d’ombra, l’edificio in calcestruzzo faccia a vista si staglia sulla piazza antistante. Attraverso intagli e scorci la luce del sole disegna chiari modelli, linee d’ombra vagano sulla superficie della piazza, interno ed esterno sono sottilmente legati l’uno all’altro. I corpi di fabbrica aggettanti sono come pensiline che guidano i visitatori nel foyer, un atrio a tutta altezza attraversato da scale e passerelle che si incrociano, uno spazio piranesiano in calcestruzzo chiaro e acciaio nero. La scultura dinamica delle scale non solo collega i cinque piani espositivi, ma mette anche in scena il flusso del movimento tramite la “piazza verticale”. La luce naturale si espande dal tetto a vetri fino a terra, finemente bilanciata da un’illuminazione al soffitto appositamente sviluppata nella quale è integrato anche un sistema di lampade fluorescenti a luce indiretta, attivabile secondo le esigenze. Questo sistema combinato fornisce un’illuminazione omogenea di base. Parallelamente, la luce artificiale viene utilizzata del tutto consapevolmente dagli architetti come mezzo di strutturazione: “Nella hall abbiamo messo in scena la luce. Tutti gli apparecchi sono integrati negli elementi architettonici e accentuano come strutture lineari la dinamica dei percorsi“, spiega l’architetto Gianluca Racana. In un certo senso, anche le scale e le passerelle diventano dei supporti solidali con le pareti oppure si estendono attraverso lo spazio. I loro lati inferiori traslucenti sono dotati di lampade fluorescenti dietro a un foglio di vetro acrilico che ne omogeneizza la luce e fanno l’effetto di pannelli luminosi.

 

Nelle sale espositive continua la grandiosità della hall d’ingresso, le sue linee fluide e la sua dinamica spaziale. Gli spazi si susseguono in maniera tanto inaspettata quanto complessa, con pareti ora curve, ora inclinate, con corridoi, rampe e terrazze. Alcune zone delle gallerie sono “introvertite”, altre si aprono verso l’esterno con superfici di vetro a tutta parete. Le sale si snodano parallele, si incrociano, si intrecciano, formano piani a cascata, si addentrano in diverse direzioni per poi incontrarsi di nuovo. Come visitatore ci si lascia trasportare volentieri da questo continuum spaziale, una rilassata tranquillità pervade l’ampio paesaggio espositivo. Al posto dei classici stanzini, i curatori hanno a disposizione delle superfici utilizzabili in varie maniere, in tutto 10000 mq per opere d’arte contemporanea realizzate con i mezzi più disparati. Nella sua complessità, la composizione di Zaha Hadid pone automaticamente un interrogativo all’idea dello spazio espositivo tradizionale e alla neutralità del “white cube”. Nel MAXXI il dialogo dell’arte con l’architettura viene messo in scena ed esperito in maniera nuova, ricca di rapporti e di associazioni trasversali.

 

Anche il concetto di illuminazione è molto differenziato. Come nel foyer, la luce naturale ha un ruolo fondamentale e determina anche l’atmosfera da atélier delle sale sotto i lucernai. “Volevamo mettere a disposizione quanta più luce naturale possibile, poiché anche la maggior parte delle opere d’arte nasce in condizioni di luce naturale, in modo da permettere una percezione fedele dei colori e delle superfici. Allo stesso tempo era importante per noi creare con le lampade delle condizioni di luce ottimali”, spiega Gianluca Racana. A ciò provvede la complessa struttura dei soffitti-lucernaio. Nelle strette travi del soffitto, travi reticolari in acciaio rivestite con elementi in cemento armato, si trovano integrati tutti gli elementi tecnologici: queste sostengono le griglie esterne, per la schermatura dal sole e per la distribuzione della luce, i due piani in vetro e i rulli per l’oscuramento. Su entrambi i lati delle travi nervate, sotto una lastra di vetro acrilico traslucente, che esplica un’azione diffusiva, sono incorporate per tutta la lunghezza delle lampade fluorescenti, che provvedono ad una illuminazione generale uniforme. Delle lamelle di alluminio servono da alette parasole e sono regolate, a seconda dell’intensità solare e delle condizioni di luce desiderate, da un sistema di gestione luce intelligente Luxmate Litenet, che controlla anche la prestazione degli apparecchi. In questo modo viene garantita a seconda della luce del giorno la migliore combinazione di luce naturale e artificiale. Al sistema di binari integrato nella parte inferiore dei travi è possibile montare altri faretti per l’illuminazione d’accento, ma anche proiettori e paratie.

 

Anche nello spazio esterno l’organizzazione della luce segue nel dettaglio l’architettura. L’illuminazione atmosferica eleva il MAXXI, da una parte, a nuovo elemento costitutivo della città, dall’altra, la combinazione fra luce naturale e luce artificiale sottolinea l’interazione con il quartiere preesistente.

 

SCHEDA PROGETTO

MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo

 

Committente
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma

Architettura
Zaha Hadid Architects, Zaha Hadid e Patrik Schumacher, Londra

Progettazione illuminotecnica
Equation Lighting, Londra

Progettazione elettrotecnica
Max Fordham and Partners, OK Design Group, Londra

Costruzione impianti
Ciel Spa, Roma

Soluzione per l’illuminazione
Foyer: Sistema di fasce luminose Tecton
Spazi espositivi: Sistema di fasce luminose Tecton, faretti Vivo L, Downlights Panos, sistema di gestione della luce Luxmate Litenet

 

Per informazioni
Zumtobel Lighting GmbH

 

Nell’immagine di apertura, con il suo linguaggio formale espressivo l’edificio del MAXXI rompe nettamente la maglia urbanistica ortogonale del quartiere. La relazione con il quartiere tuttavia viene mantenuta attraverso uno sviluppo moderato in altezza

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