Neutrini, la luce è sempre più veloce

Neutrini o luce? Chi è più veloce? Si riaccende la querelle, ritornano i dubbi. I neutrini, in settembre, erano più veloci della luce. Un esperimento italiano aveva dato esiti inaspettati e rivoluzionari, che, oggi, a febbraio 2012, sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo) anche sbagliati: mancano le dovute conferme ufficiali all’errore rivelato dalla rivista scientifica “Science”. Un interruttore né acceso né spento e un orologio atomico non perfettamente calibrato, i motivi dell’errore. Il Gran Sasso chiede prudenza.

 

I neutrini vennero sparati da Ginevra, dal centro di fisica nucleare del Cern, e, dopo 700 chilometri percorsi in pochi attimi (60 millesimi di secondo prima di quanto avrebbero dovuto), erano arrivati ai laboratori nazionali dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.
Più veloci della luce? Il risultato aveva messo a soqquadro il mondo della fisica mondiale, e il mondo intero. La velocità della luce e le teorie storiche, e attualmente ancora valide, che fanno riferimento alla Relatività, earano ste messe a rischio.

 

Ma dove sta l’errore? Ricontrollando pezzo per pezzo tutto l’esperimento si è scoperto l’inganno: un cattivo collegamento fra fibra ottica e un computer dell’esperimento potrebbe aver causato esattamente il ritardo di 60 millesimi di secondo. Da una parte, l’autorevole rivista “Science” che grida all’errore, dall’altro il Gran Sasso, che sostiene che le cose sono in realtà molto più complesse e la vicenda è tutt’altro che chiusa. “Come abbiamo avuto i nostri dubbi all’inizio, li abbiamo ancora. Abbiamo lavorato intensamente per cercare la causa di questa anomalia”, ha detto il fisico Antonio Ereditato, coordinatore della collaborazione Opera presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La prima cosa che i ricercatori hanno fatto è stato chiedere al Cern la disponibilità a inviare ai Laboratori del Gran Sasso un altro fascio di neutrini, come quello che in settembre aveva permesso di rilevare misure sulla velocità. L’esperimento sarà ripetuto senza alcuna interferenza da parte delle due anomalie, che nel frattempo sono già state corrette. A quel punto ci saranno elementi ulteriori per avvicinarsi a delle conclusioni. Ma la scoperta delle due anomalie, come ha rilevato Bertolucci, non cambia la tabella di marcia della ricerca, che continua a prevedere come nei mesi scorsi la replica dell’esperimento negli Stati Uniti e in Giappone.

 

Per cambiare (oppure per non cambiare) la teoria della relatività e la fisica in generale la prudenza non basta mai. 

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