Neutrini più veloci della luce. Se fosse vero, sarebbe realistico il paradosso del matricidio

I neutrini hanno sfidato la luce nei giorni scorsi. Ma come si permettono? Hanno chiesto alcuni. Come possono vincere contro Einstein e la teoria universalmente accettata della relatività? Altri invece hanno detto: scoperta rivoluzionaria, vediamone le conseguenze! Intanto, ieri, dal CERN, è arrivata la conferma dell’ipotesi nata dalla sperimentazione Opera, quella che secondo la Gelmini è stata portata a termine facendo percorrere un lunghissimo tunnel ai poveri neutrini.
Come redazione di Illuminotecnica.com pensiamo che la luce sarà sempre più veloce. Entriamo nel dettaglio: cosa sono i neutrini ? Quali sono i dubbi degli esperti? A nostro sostegno, alcuni fisici dell’Università di Parma.

 

Che cos’è un neutrino?
Un neutrino è una particella, con una massa molto piccola, che oscilla tra 100.000 e 1 milione di volte in meno rispetto a un elettrone.
E da dove vengono questi famigerati e coraggiorsi neutrini? Da qualsiasi fonte di energia superiore a un certo livello. Per esempio da una stella supernova, dal centro del Sole, o dal centro della Terra.

 

E come si permette? I dubbi degli esperti
Il fisico Enrico Onofri (Università di Parma) non nasconde l’interesse e i dubbi per i risultati arrivati dal Cern e dai Laboratori del Gran Sasso nei giorni scorsi. “Il gruppo di ricerca che ha effettuato gli esperimenti è un gruppo molto serio, quindi anche se è normale in casi come questi essere molto prudenti (non si possono escludere infatti anomalie nelle misurazioni), non è giusto neanche essere troppo dogmatici. Se i risultati ottenuti fossero confermati, sarebbe uno strappo difficile da ricucire, e per i fisici teorici ci sarebbero nuove strade da approfondire e nuove teorie da costruire. Le teorie ammettono la possibile esistenza di particelle che viaggino a velocità superiori a quella della luce, a condizione che queste particelle non trasportino informazioni”.

 

Il professor Massimo Pauri, professore emerito di fisica teorica per l’Università di Parma, esperto di Teoria della relatività, precisa come i risultati di Opera non siano necessariamente in contrasto con quanto postulato da Einstein: “La teoria della relatività, ristretta o generale, non esclude che sia possibile una velocità superiore a quella della luce (che si può ottenere in vari modi), bensì che sia possibile la trasmissione di segnali (cioè  informazione e quindi energia) con velocità superiore a quella della luce”.
Se i risultati di opera fossero confermati (prospettiva secondo Pauri improbabile), si aprirebbero prospettive drammatiche per la fisica: “Se il risultato relativo ai neutrini fosse vero, vorrebbe dire che esistono particelle (dotate di massa, per quanto piccola) con velocità superiore a quella della luce: i cosiddetti tachioni. Se questi esistessero, innanzi tutto dovrebbero avere in ogni circostanza velocità superiore a quella della luce. In secondo luogo, se fossero utilizzabili per inviare segnali, potrebbero inviare segnali e provocare effetti reali indietro nel tempo. Questa possibilità distruggerebbe ben più della teoria della relatività ristretta o generale e minerebbe alla base la fondamentalissima relazione tempo-causalità, cioè la base di tutta la fisica che  conosciamo. Per esemplificare, acquisterebbe reale possibilità il cosiddetto paradosso del matricidio: sarebbe per esempio possibile, inviando un opportuno segnale indietro nel tempo, uccidere mia madre prima del mio concepimento, provocando una contraddizione reale assolutamente inaccettable”.

 

Una prospettiva ipotizzata anche da Robert Zemeckis nel film “Ritorno al futuro”…

Come Onofri, anche Pauri invita alla prudenza nel prospettare scenari di questo tipo, in cui sia richiesto di riscrivere la fisica che finora abbiamo conosciuto: “Le procedure di misura delle velocità  dei neutrini nel caso di Opera sono delicatissime e coinvolgono parti della fisica che, per ora, non sono del tutto connesse teoricamente. La mia opinione è che in questi esperimenti sussistano possibili errori sistematici in grado di annullare o meglio rendere negativo l’intervallo temporale in essi misurato. Del resto, esistono altre evidenze sperimentali relative alla differenza di velocità fra fotoni (luce) e neutrini che vanno nella direzione opposta (cioè  quella ragionevolmente attesa): si tratta di osservazioni  relative alla esplosione di una Supernova avvenuta nel 1987, la più energetica dopo quella osservata da Galilei”.

 

Fonte: www.gazzettadiparma.it

 

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