Neutrini. Un nuovo laboratorio per studiarli

Dopo le sconvolgenti notizie sui neutrini la cui velocità supererebbe quella della luce, è iniziato martedi 18 ottobre al CERN il meeting per la seconda fase dello studio di progettazione di LAGUNA. L’obiettivo principale di LAGUNA (Large Apparatus for Grand Unification and Neutrino Astrophysics) è quello di valutare la fattibilità di una nuova infrastruttura paneuropea di ricerca in grado di ospitare un osservatorio per i neutrini, sottoterra.

 

L’obiettivo scientifico di tale osservatorio sarebbe quello di combinare l’astrofisica dei neutrini con la ricerca, affrontando alcune questioni fondamentali come il decadimento del protone e l’esistenza di una nuova fonte di asimmetria materia-antimateria in natura, al fine di spiegare perché il nostro Universo non contiene solo la materia e la stessa quantità di materia e antimateria.
In profondità, i rivelatori di neutrini hanno raggiunto risultati fondamentali per la fisica delle particelle e delle astroparticelle, e sono stati in grado di raccogliere contemporaneamente eventi di varia origine cosmica. I neutrini interagiscono solo molto debolmente con la materia e così percorrono distanze molto grandi nello spazio e attraversano zone dense dell’Universo.

 

Questa nuova struttura offrirà opportunità scientifiche nuove ed uniche, e con ogni probabilità porterà a scoperte fondamentali di grande interesse da parte degli scienziati di tutto il mondo. Verrà anche condotto uno studio sui neutrini. 
Chiamato LAGUNA-LBNO, questo studio è finanziato dalla Commissione Europea e durerà tre anni. LAGUNA è uno dei magnifici sette, le grandi infrastrutture comprese nella tabella di marcia europea per la fisica. C’è attualmente una forte concorrenza in tutto il mondo per ospitare il grande osservatorio sui neutrini. L’Europa è attualmente leader per la “scienza sotterranea” e ha una grande tradizione in questo settore. LAGUNA fornirà un elemento importante agli europei per mantenere questa leadership.

 

LAGUNA-LBNO riunisce 300 scienziati, il CERN e 38 altri istituti provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Giappone, Italia, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Regno Unito e Svizzera. E’ coordinato da André Rubbia presso l’ETH di Zurigo.

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