PALPEBRA: forme archetipe per uno “sguardo luminoso”

La lampada PALPEBRA di Federico Delrosso è stata presentata a EUROLUCE 2009, per Davide Groppi

 

Tra le diverse anime della luce artificiale Federico Delrosso predilige quella emozionale, invece che tecnologica o “d’arredo”. La lampada PALPEBRA, recentemente presentata ad Euroluce 2009, è appunto il risultato della sua ricerca sulla percezione più che sulla “visione” della luce.
Con l’inclinazione del paralume che quasi limita la diffusione della luce verso il basso, Federico Delrosso ha voluto infatti riproporre quella sensazione leggera e piacevole della luce che filtra da una finestra socchiusa, o di uno sguardo luminoso che si apre lentamente sul mondo. Di un’attesa, insomma, che però già lascia immaginare il “poi”. 
“Dopo aver visto i primi prototipi, e quella presenza quasi timida dell’oggetto, il nome PALPEBRA è venuto da sé. Come già avevo cercato di fare nella lampada Mima (segnalata al XXI Compasso d’Oro 2008; produzione sempre Davide Groppi) ho preferito alleggerire fin quasi a farli scomparire, gli aspetti materiali dell’oggetto per concentrarmi sull’effetto luminoso.
Non saprei se definire PALPEBRA una lampada da tavolo o da terra. Potrei dire però che è un tronco di cono leggermente sollevato e miracolosamente in equilibrio, che genera tutt’intorno una sensazione positiva … perché preferisco lavorare sugli effetti della luce, su quel ventaglio di possibili emozioni che solo le forme archetipe e la luce riescono a darci.” Federico Delrosso

 

Materiali: acciaio verniciato
Colori: bianco satinato
Dimensioni:  base 160 mm x h 205 mm
Dettagli tecnici:  lampade MAX 40 W E14; è dotata di dimmer.

 

Photo credits: Fausto Mazza

 

L’autore
Architetto dalle performance internazionali (Francia, Svizzera, USA, Montecarlo, Turchia), ma con solide basi italiane, Federico Delrosso (nato a Biella nel 1964 e laureato al Politecnico di Milano nel 1996) in pochi anni si è sperimentato nella progettazione di tipologie architettoniche molto diverse: abitazioni private, locali pubblici (ristorazione), uffici, molti progetti di interior ma anche di industrial design. La precoce esperienza sul campo ha consolidato un talento e una particolare sensibilità per gli spazi, che nei suoi progetti si percepisce come dato immateriale e che Federico Delrosso chiama “la quarta dimensione emozionale”. Detto in altri termini, tanto negli interior quanto nelle architetture, il risultato del sapiente rapporto tra spazi tridimensionali e elaborazione delle superfici è sempre una sensazione di piacevole equilibrio, tipica della buona architettura.
Nel 2008 il suo progetto d’interior per il Ristorante Notime di Montecarlo è tra i finalisti della categoria Hospitality/Restaurant/Casual category del premio “Best of Year Award”, organizzato dalla rivista Interior Design (USA).

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