Telmotor per i luoghi di culto

(di Mario Morosini, Business Developer Manager e R&D Light Consulting)

La luce fa parte dell’esperienza originale dell’uomo, individua gli oggetti definendone l’ombra e collocandoli nello spazio li fa emergere consentendo al contesto di essere vissuto.

Fin dal momento della creazione, la luce è legata al significato dell’architettura cristiana. Il rapporto fra luce e tenebre ne caratterizza tutta la teologia, esprimendo simbolicamente la relazione fra il bene e il male. È proprio da questi due opposti che ha inizio la storia dell’architettura cristiana, che non separa nettamente luce e buio, ma li compenetra per definire lo spazio in un sapiente gioco di chiaro-scuri. Al variare dell’incidenza della luce, lo spazio rinasce diventando dimora per lo spirito. In questo modo la chiesa diventa luogo che dà senso a tutti i momenti della vita quotidiana.

La progettazione della luce in una chiesa è un compito delicatissimo che deve tenere conto del valore tecnico, simbolico, estetico e teologico di questa grandezza immateriale.

In ogni chiesa la luce non va solo osservata, ma va soprattutto celebrata, costituendo la principale metafora di Dio. Negli edifici sacri ogni fonte di luminosità non solo scende dall’alto, ma serve a orientare, guidare e convocare i propri fedeli, stando davanti ad essi.

Oggi, non siamo più abituati a percepire la qualità della luce così come dell’ombra, eppure tutta la nostra vita ne è condizionata.

Nel periodo barocco, durante i grandi allestimenti liturgici, con grandi quantità di candele e torce, le finestre venivano oscurate per fare in modo che la luce naturale non diluisse gli effetti mistici della luce artificiale. Quest’ultima, dalla scoperta della luce elettrica, è stata considerata dal punto di vista funzionale e percepita come necessità meramente utile, attivabile al tramonto del sole in assenza della luce naturale.

Trattare con cura il tema dell’illuminazione delle chiese significa completare il racconto della luce nella narrazione liturgica e dare nuova dignità e significato alla luce artificiale.

Con le moderne tecnologie è possibile rappresentare la luce nelle chiese, riproducendo effetti naturali e concettuali così mistici da accompagnare l’intera liturgia. Viene suggerita in questo modo una luce sempre diversa in grado di occupare non solo lo spazio, ma anche il tempo.

La convinzione è che lo studio della luce dovrebbe comprendere anche altri elementi, sempre legati ai sensi di chi partecipa alla funzione: suono, profumi, sapori, esperienze ancora da esplorare pienamente.

Questi effetti multisensoriali, a partire dalla luce dinamica, possono essere attivati attraverso la domotica, che permette di pilotare e controllare digitalmente tecnologie sofisticate. Il tutto attraverso dispositivi di gestione molto semplici e intuitivi, capaci di monitorare nel contempo i consumi e la manutenzione degli impianti.

Nella progettazione della chiesa, la luce deve essere pensata soprattutto in funzione della liturgia, distinguendola dall’illuminazione architettonica e delle opere d’arte.

Questo significa che la luce deve accompagnare, sottolineare, valorizzare la liturgia e i suoi momenti, compresi quelli in cui non si svolge nessun rito, momenti durante i quali la luce deve comunque evocare il significato simbolico del luogo. Tutto ciò consentendo la riconoscibilità degli elementi artistici e architettonici, ottimizzando la resa dei colori delle opere d’arte e il modellato delle sculture.

La luce artificiale deve inoltre integrarsi con la distribuzione della luce naturale che risulta essere molto diversa secondo le diverse epoche storiche e le differenti architetture delle chiese.

Tanti quindi i fattori di cui il progetto deve tenere conto: dal tipo, tempi e frequenze delle funzioni liturgiche, fino alla presenza dell’illuminazione naturale. Inoltre, occorre considerare gli spazi riconoscendo le gerarchie dei luoghi, analizzare i significati storici, culturali, compresa la percezione e la fruizione delle opere d’arte. Infine, non bisogna dimenticare la pianificazione del budget, dei consumi e della quantità degli interventi di manutenzione.

 

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