Progetto illuminotecnico, Khbo di Bruges, lasciare il segno

Molte università hanno riconosciuto che un ambiente di studio stimolante ha effetti positivi sul rendimento e sulla motivazione. Alla fine avrà successo solo chi si reca volentieri negli edifici d’insegnamento, dove trova una piacevole atmosfera. Al tempo stesso le accademie e le università notano quanto sia importante un proprio marketing al fine di emergere nel conteso mercato degli istituti di istruzione. Con il suo nuovo edificio, l’istituto universitario cattolico di Bruges ha lasciato un segno sostanzialmente visibile.

 

Il nuovo campus della città è un complesso architettonico indipendente che rifiuta ogni forma di integrazione. Soddisfa i moderni fabbisogni di compattezza, mobilità interna ottimale e flessibilità. Dalla strada l’edificio si presenta chiuso con un’unica apertura per finestre nella zona studio; il lato campus è al contrario molto aperto con un design vario: un’architettura di contraddizioni. Grazie alla combinazione di acciaio, vetro, calcestruzzo e legno, nei locali dell’edificio del KHBO nascono degli emozionanti contrasti. E al tempo stesso, l’approccio modulare offre la possibilità di adattarsi anche in futuro alle mutate esigenze dell’insegnamento.

 

Accedendo all’ampio e luminoso atrio sono subito riconoscibili con chiarezza le funzioni principali e le entrate: gli studenti vengono condotti in maniera logica verso i percorsi interni. L’edificio è composto da un’area con auditori e caffetteria, da un settore con tre notevoli bracci identici, nei quali si trovano le classi e gli uffici, e da un impressionante blocco che comprende la zona studio. L’atrio è stato realizzato come punto d’incontro tridimensionale con larghi scalini, ampie gallerie, angoli salotto e isole di studio. Il desiderio degli architetti era un’illuminazione prevalentemente indiretta dell’intero edificio. Qui il sistema con faretti a specchio Miros offre una soluzione esigente sul piano architettonico e ottimale a livello illuminotecnico, al fine di illuminare uniformemente e senza abbagliamenti i locali alti in parte 10 metri.

 

Due auditori, che aprendo le pareti divisorie di isolamento acustico possono essere trasformati in un’ampia sala per 650 persone, offrono spazio per diversi eventi. Sotto gli auditori si trova una luminosa caffetteria per 350 studenti che, grazie alla sua impressionate facciata a cortina, permette di guardare su una terrazza orientata verso sud. La terrazza diventa una verde e soleggiata veranda. Per quanto riguarda l’illuminazione, la struttura architettonica, aperta e spesso alta fino a 10 metri, ricorre di proposito al sistema con faretti a specchio Miros, che agisce come un elemento dell’edificio. La calda illuminazione indiretta ottenuta dagli specchi crea un contrasto con l’architettura piuttosto fredda in vetro e calcestruzzo. Questo contrasto tra calcestruzzo freddo e luce calda viene continuamente attuato con le lampade a luce indiretta. Koen de Klerck riassume: “Con la luce, sia funzionale che atmosferica, abbiamo cercato di rafforzare ulteriormente l’architettura e i dintorni dell’intero edificio. Nel farlo, abbiamo tenuto conto sia della flessibilità che dell’aspetto della manutenzione”.

 

I tre blocchi con le classi e la zona studio portano all’impressionante atrio. Dei brevi percorsi collegano i diversi settori funzionali. Tutte le classi e le aule seminario sono riunite in gruppi nei blocchi, ognuno dei quali ha tre piani. I locali sono raggiungibili mediante ascensori oppure con l’imponente scala nell’atrio. Un’organizzazione flessibile contraddistingue i blocchi: questi, divisi dal tradizionale complesso, sono articolati in singole zone antincendio e sono separati in fatto di isolamento acustico. Le aule d’insegnamento sono generosamente illuminate con lampade Mirel incassate a raso nel soffitto. Le aree frequentate vengono approvvigionate con una piacevole luce senza abbagliamenti grazie a uno speciale profilato a illuminazione indiretta.

 

Come conclusione ottica, sul livello più alto dell’atrio si trova la “Silent room”. Si tratta di un progetto dell’artista Christine Deboosere dall’allestimento e dalla colorazione bizzarri.

Johan Bosschem: “Il desiderio di KHBO era che l’edificio fosse un segno sostanzialmente visibile. E noi lo abbiamo soddisfatto prendendo in considerazione tutte le limitazioni. Il tutto è un processo nel quale non si deve trascurare l’aspetto della flessibilità. Deve essere sempre possibile adattarsi ai fabbisogni del committente, che cambiano nel corso del tempo, perché ciò accade continuamente“.

 

Altre immagini del progetto

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Nuova sede dell’Istituto Universitario Cattolico di Bruges

 

Localizzazione
Bruges (Belgio)

 

Committente
KHBO, Katholieke Hogeschool Brugge Oostende/Belgio

 

Architettura
Tijdelijke Vereniging S.A.R. – De Vloed, Heusden-Destelbergen/B

 

Progettazione impianto elettrico
Studiebureau De Klerck Engineering, Brugge/B

 

Impianto elettrico
Electro Entreprise NV, Gullegem/B

 

Soluzione per l’illuminazione
Sistema con faretti a specchio MIROS, lampade da incasso MIREL
Profilato indiretto in versione speciale

 

Per ulteriori informazioni

www.zumbotel.com

 

Nell’immagine di apertura, con il suo nuovo edificio, l’istituto universitario cattolico di Bruges lascia un segno architettonico pieno di contraddizioni: dalla strada è compatto con un’unica apertura per finestre nella zona studio, mentre il lato campus è aperto e vario

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico