Provocazione al mercurio

 “Dal prossimo 3 aprile i termometri al mercurio saranno messi al bando, in attuazione di una direttiva CE che in questo modo vuole evitare di gettare fra i rifiuti comuni il mercurio in essi contenuto, sostanza tossica per l’ambiente e la salute umana. Di fronte a questa decisione ci si chiede come sia possibile, invece, che la Comunità europea abbia deciso di bandire, a partire dal 2011, tutte le lampade a incandescenza a favore di quelle a fluorescenza, ciascuna delle quali contiene circa 4 milligrammi di mercurio, senza che venga previsto un adeguato processo di smaltimento”. È questa la provocazione lanciata da Cinzia Ferrara, Presidente di APIL, l’Associazione Professionisti Illuminazione aggregata a FederlegnoArredo, che ha recentemente presentato una proposta normativa riguardante il contenimento dei consumi e l’efficienza energetica nelle costruzioni.

La decisione da parte della Comunità Europea di attuare il risparmio energetico tramite la sostituzione delle lampadine appare quindi riduttiva, poiché non considera in maniera globale l’impiantistica elettrica e l’illuminazione, sebbene questa rappresenti quasi il 20% del consumo mondiale, una percentuale considerevole e destinata ad aumentare. Viceversa, è necessaria una progettazione attenta e responsabile della luce; per questo motivo APIL ritiene auspicabile la predisposizione di una normativa nazionale interessata all’ambiente, al risparmio energetico e al comfort visivo, che garantisca una maggiore attenzione alle tematiche energetiche, pur mantenendo alta la qualità generale degli impianti. “Scegliere la luce giusta a seconda dell’uso – aggiunge il presidente Ferrara – è questo il concetto base da cui partire, perché il risparmio energetico si fa nel progetto e nell’installazione, non solo nell’oggetto considerato in sé. Non dimentichiamo che qualsiasi impianto, se ben progettato, è efficiente dal punto di vista energetico”.
La proposta normativa di APIL punta a individuare, per ogni concorso pubblico, un responsabile del progetto e del collaudo di un impianto di illuminazione, a garanzia di un maggiore controllo delle problematiche energetiche e di sicurezza. In questo modo si eviterebbe ciò che sempre più spesso diventa prassi: dal progetto alla realizzazione di un impianto le variazioni possono essere infinite, determinando di rado un’assunzione di responsabilità da parte dei molteplici attori che intervengono sull’iter progettuale e in corso d’opera. “Nelle gare e nei concorsi pubblici degli altri paesi europei sono esplicitamente richieste le competenze di un professionista specializzato in illuminazione che affianchi gli altri professionisti – precisa Cinzia Ferrara. In Italia invece questa consuetudine non esiste”.
Questa procedura consentirebbe inoltre una verifica sul progetto non solo da un punto di vista illuminotecnico, ma anche un controllo sui materiali installati, che devono essere in linea con quanto previsto da norme e leggi vigenti.

 

Nell’immagine: lampada a incandescenza

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