Quante luci ci sono in un progetto: Bata Metro Market di Stefano Dall’Osso

Nel 2011 Stefano Dall’Osso (www.stefanodallosso.it) ha realizzato un nuovo format illuminotecnico per il Bata Metro Market di San Martino Buon Albergo (Verona). Lo scopo del progetto è stato quello di creare un’illuminazione suddivisa in zone, elaborando così delle situazioni luminose che danno vita a un evento scenografico.

 

Le diverse aree del locale sono state valorizzate attraverso la progettazione di format che ha combinato nuove situazioni visive con le atmosfere e le architetture.
Dall’Osso ha studiato innanzitutto i criteri funzionali del compito visivo, come il riconoscimento delle forme e dei contrasti; per esempio la luce sugli elementi d’arredo sulle superfici di presentazione delle merci esposte deve soddisfare esigenze di illuminazione maggiori rispetto a una normale area di passaggio. Inoltre è stato dato peso alla necessità che il negozio venga percepito come un ambiente unico, ma con una suddivisione del contesto in diverse zone separate.

 

Gli altri elementi presi in considerazione per il progetto sono stati i diversi tipi di luce, che svolgono differenti funzioni. La luce per vedere crea l’illuminazione generale dell’ambiente, ma è solo la base di partenza per un’ulteriore progettazione. La luce per guardare, invece, si sovrappone all’illuminazione generale: il suo orientamento accentua alcuni punti del locale e crea delle gerarchie di percezione, aspetto fondamentale per la presentazione di oggetti e merci. Vengono sottolineate in questo modo le zone più significative, mentre quelle meno importanti passano in secondo piano. Infine, la luce per osservare crea l’atmosfera con effetti luminosi, apparecchi decorativi o pubblicità luminose. Essa è una tipologia di luce fine a se stessa ma assume un ruolo fondamentale ai fini della progettazione.

 

Le aree interessate dal lavoro illuminotecnico sono state:
– l’ingresso;
– le pareti espositive;
– i punti focali;
– le aree promozionali;
– le gondole espositive del negozio.

 

Principalmente sono state coinvolte le vetrine all’ingresso, gli espositori, sia orizzontali che verticali, e la cassa, in modo tale da riuscire a incentivare l’acquisto tramite il percorso di luce.
Il focus principale del progetto è stato la ricerca di un’illuminazione d’accento capace di creare zone di chiaroscuro per centrare l’attenzione sugli oggetti e richiamare il cliente. Tutto ciò è stato pensato tenendo sotto controllo l’inquinamento luminoso e mantenendo adeguati livelli d’illuminamento (1200 lux) sulla merce esposta.

 

Un’altra linea guida del progetto è stata l’economicità di esercizio, che è stata ottenuta con l’utilizzo di sorgenti luminose di ultima generazione caratterizzate da un’altissima efficienza (elevato flusso energetico e basso consumo) e resa cromatica (Ra=90), funzionali a una perfetta resa dei colori della merce esposta.

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