Quinto Conto Energia e rinnovabili, le Regioni all’attacco

Le Regioni hanno sollevato alcune criticità contenute nei due provvedimenti del ministero dello Sviluppo economico che definiscono i nuovi incentivi per gli impianti fotovoltaici (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.

 

Hanno innanzitutto lamentato il fatto che finora non sono stati fatti avanzamenti soddisfacenti sugli emendamenti presentati dalle Regioni. I governatori chiedono una riduzione degli oneri burocratici e l’aumento del tetto sia per il fotovoltaico che per le altre rinnovabili elettriche.

 

Dichiara il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, che ha presieduto la Conferenza delle Regioni di ieri mattina: “Nonostante ci siano stati alcuni incontri con il governo non sembra siano stati fatti avanzamenti soddisfacenti sugli emendamenti presentati dalle Regioni. Se il Governo dovesse decidere di trovare una convergenza più ampia, siamo disponibili a cambiare il nostro atteggiamento, ma, ad oggi, il parere della Conferenza è sfavorevole”.
De Filippo riconosce che dopo l’incontro con il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vicenti “ci sono stati dei punti di avanzamento” che hanno portato in serata il ministero dello sviluppo ad assicurare modifiche che verranno incorporate nei testi dei due decreti.
La versione finale dei due decreti terrà dunque conto dei pareri della Conferenza Unificata e dell’Autorità dell’Energia, oltre che dei suggerimenti migliorativi della Commissione Ue, confermando – con gli aggiustamenti concordati – l’impianto generale del testo dal punto di vista degli obbiettivi in volumi, delle risorse messe a disposizione e degli strumenti di governo.

 

L’Europa, in una lettera del Commissario all’energia Gunther Oettinger, sostiene che con l’introduzone del meccanismo dei registri, anche per i piccoli impianti si rischia di affossare un intero settore industriale. C’è la necessità di reintrodurre l’incentivo per la bonifica dell’amianto, una misura che ha consentito di bonificare 12 milioni di metri quadrati circa di tetti, che ospitano ora 1100 megawatt di energia elettrica pulita.

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