Riforma del mercato elettrico in Inghilterra, ecco le iniziative di Cameron

Il governo Cameron presenterà con ogni probabilità la prossima settimana al Parlamento la definitiva riforma del mercato elettrico, provvedimento chiave facente parte del programma di riassetto del settore energia (Energy Bill). La riforma è in ritardo perché bloccata dalle divisioni interne al governo, tra conservatori e liberal-democratici, che si sono scontrati in generale su tutta politica energetica nazionale.

 

La Gran Bretagna deve, da oggi al 2020, investire circa 140 miliardi di euro in infrastrutture e impianti di produzione di energia elettrica. Un quinto delle centrali oggi operative chiuderà probabilmente prima del 2020 (stima dell’Ofgem, autorità per l’energia), creando un vuoto nel sistema nazionale.

 

Con prezzi garantiti e misure di supporto, la riforma del mercato elettrico deve creare un contesto favorevole alla realizzazione di centrali nucleari, impianti a energia rinnovabile e sistemi di cattura e stoccaggio, ma deve anche tenere fede agli impegni nazionali per la riduzione di gas inquinantie oltre il 2020 (del 50% al 2027 e dell’80% al 2050).
Sarà difficile, perché è proprio nell’ambito dei tagli alle emissioni di CO2 che sono emerse le divisioni nella coalizione.

 

Leggi il Piano di riforma del Governo inglese

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