Rinnovabili, Clini: ridurre il peso degli incentivi sulla bolletta

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini apporterà alcune modifiche ai testi dei decreti ministeriali sul Quinto Conto Energia (leggi la bozza ufficiale) e sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, ieri all’esame della Conferenza Stato Regioni. Ecco di cosa si tratta:
– rafforzamento del Made in Italy e delle tecnologie nazionali;
– semplificazione delle procedure;
– riduzione dei passaggi burocratici;
– revisione del valore degli incentivi.

 

Durante gli “Stati Generali delle Energie Rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia”, tenutisi il 9 maggio al Solarexpo 2012 di Verona, Clini ha chiarito gli obiettivi:
– “il primo obiettivo è quello di rafforzare quelle componenti all’interno delle rinnovabili che possono essere più direttamente legate allo sviluppo di tecnologie nazionali”;
– “ridurre il peso degli incentivi delle fonti rinnovabili sul costo dell’elettricità, secondo uno schema ancora suscettibile di miglioramenti, in quanto vanno ridotti i passaggi burocratici e semplificate le procedure”;
– rivedere “alcuni dei valori degli incentivi, per fare in modo che la riduzione non impatti negativamente sullo sviluppo delle rinnovabili”.
Nel corso della riunione tecnica della Conferenza Stato Regioni sono state inoltre proposte alcune modifiche al Quinto Conto Energia, recepite dai tecnici dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

 

Al Solarexpo di Verona, Stefano Saglia, ex sottosegretario allo Sviluppo economico e capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che tra le tante proposte emendative recepite dai tecnici dei ministeri competenti (Ambiente e Sviluppo Economico), le più sostanziali riguardano:
– il Made In Italy deve essere uno dei criteri di priorità per l’accesso ai registri;
– occorre riconoscere una tariffa premiante per chi utilizza componentistica Made In Italy per gli impianti sopra i 100 kW;
– riconoscere premio anche per chi sostituisce l’amianto con i pannelli (3 centesimi cumulabili tra di loro con una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi).

 

L’idea ipotizzata per venire incontro alla richiesta delle Regioni è applicare una distinzione tra l’opera privata e l’opera pubblica: la prima rimarrebbe con il limite di 12 kW, per la seconda si può pensare a un innalzamento fino a 50 kW”.
Infine, l’entrata in vigore del decreto è stata posticipata di 3 mesi (quindi non più 1 luglio ma 1 ottobre) e si ipotizza l’innalzamento del tetto del cap fino a un massimo di 100 milioni.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico