Rinnovabili elettriche, Bortoni: ridurre ancora gli incentivi

Gli incentivi alle rinnovabili elettriche sono ancora superiori ai livelli Ue, anche se sono stati abbassati dai recenti decreti ministeriali.

 

In un contesto di scarse risorse “solo un ridimensionamento dei futuri incentivi elettrici può consentire di trasferire risorse allo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche e all’efficienza energetica”.

 

Sono le parole del presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Bortoni che, nella Relazione per l’anno 2012, ricorda gli ultimi interventi del Governo per abbassare gli incentivi alle rinnovabili elettriche: “Gli ultimi provvedimenti ministeriali relativi alle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica hanno ridotto gli incentivi benché, in attesa del loro azzeramento conseguibile con il raggiungimento della cosiddetta grid parity, questi si attestino ad un livello ancora superiore a quello di molti altri Paesi europei. È un primo solido passo ma occorrono anche altre azioni, che si inseriscano nell’alveo del binomio rigore-crescita”.

 

Prosegue Bortoni: le poche risorse devono essere sfruttate al meglio, “devono essere allocate proprio là dove maggiori sono le possibilità di resa, secondo criteri di selettività, in ragione dell’efficacia. A titolo di esempio, attraverso il meccanismo dei Titoli di efficienza energetica – i cosiddetti ‘certificati bianchi’ – sono state risparmiate, dal 2005 ad oggi, oltre 14 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio”.

 

Le rinnovabili sono importanti e devono essere sostenute da tutti, ma devono essere anche sostenibili. L’Autorità per l’energia, precisa Bortoni, “è fermamente convinta che l’energia rinnovabile costituisca un pilastro fondamentale per consentire alla nostra economia uno sviluppo ambientalmente sostenibile, oltre che per ridurre – con valenze strategiche ed economiche – la nostra dipendenza energetica dall’estero. A riprova di tale convinzione vi è il fatto che questa Autorità ritiene corretto che l’onere degli incentivi sia sostenuto attraverso le bollette di tutti, a patto però di contenerlo entro un livello sostenibile ed efficientemente commisurato alle esternalità energetico-ambientali. Non è ragionevole oltrepassare tale livello per esigenze di politica industriale o occupazionale”.

 

Le fonti rinnovabili non devono portare ad “abdicare ai principi di efficienza e di corretta attribuzione delle responsabilità, con la conseguente distorta allocazione di costi indotti sul sistema elettrico, per effetto del loro peculiare sviluppo”, trasformandosi da risorsa a una sorta di punizione.
Bortoni ha poi annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva sul mercato libero di energia elettrica e gas. Dal confronto preliminare tra le condizioni economiche per la fornitura di energia elettrica applicate ai clienti domestici forniti nel mercato libero e quelle applicate alle famiglie fornite nel regime di tutela, risulterebbe che i prezzi unitari applicati dai venditori al mercato libero sono più alti di quelli del mercato tutelato e dei livelli “che si avrebbero trasferendo sul cliente il prezzo di un paniere ragionevole acquistato nel mercato all’ingrosso”.

 

Per questo motivo parte l’indagine conoscitiva dell’Autorità, allo scopo di approfondire le ragioni alla base dei citati differenziali di prezzo nel mercato retail italiano, estendendo tale indagine anche al settore gas. L’indagine dovrà permettere di comprendere le barriere che oggi rallentano la maturazione del mercato retail, si dovrà riflettere per individuare gli elementi sui quali potrà operare la concorrenza nel mercato retail: per il momento, i venditori non sembrano voler privilegiare il confronto di prezzo.

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