Risparmio energetico nell’illuminazione pubblica tra le priorità della Green Economy italiana

È stato presentato a Rimini a Ecomondo, fiera dello sviluppo e dell’economia sostenibile, l’esito del lavoro e dell’impegno dei gruppi tematici sulla Green Economy. Gli Stati Generali hanno aperto la discussione sulle 70 proposte fatte di fronte al ministro Clini, presente.

 

Ecco cosa è emerso. In Italia è necessario:
– adottare misure di fiscalità ecologica;
– accrescere il contributo delle assicurazioni per la gestione del rischio ambientale;
– sviluppare il riciclo dei rifiuti e abbattere lo smaltimento in discarica;
– predisporre una strategia nazionale per il rilancio della filiera delle biomasse;
– favorire l’occupazione giovanile nelle filiere agricole.

 

Ma non solo. Gli Stati Generali della Green Economy hanno messo in cantiere anche la necessità di rendere obbligatoria la massima efficienza elettrica nell’illuminazione pubblica. Certo, dopo la debacle e l’annullamento dell’operazione Cieli Bui, non è facile prevedere un futuro roseo per il risparmio energetico applicato all’illuminazione pubblica.

 

Sono quindi 70 le proposte “verdi” partorite in questi mesi dai gruppi di lavoro. La speranza degli addetti ai lavori è che queste proposte possano aiutare il paese a uscire dalla crisi economica e ad affrontare anche quella ambientale-climatica.
Ciò che è necessario è che le istituzioni incontrino queste proposte. L’intervento del Ministro Clini a Rimini cosa significa? Dobbiamo pensare che il Governo è davvero interessato al tema del risparmio nell’illuminazione pubblica oppure dobbiamo prendere la bocciatura di Cieli Bui come un messaggio negativo a tal proposito?

 

Ecco cosa ha detto, in sostanza, il Ministro Clini: “Negli anni è avvenuta una sedimentazione di troppe norme nate per difendere l’ambiente che invece ha portato al risultato opposto. Abbiamo opere per l’ambiente che non vengono fatte – o rallentate di anni – per motivi ambientali; blocchi e ritardi causati da localismi e mancanza di una visione complessiva”. Dunque, ci sono troppe regole. È necessario, comunque, per il Ministro, scegliere la direzione della Green Economy. C’è sempre più domanda di tecnologie che puntano a ridurre i consumi di risorse, energia, territorio e gli investimenti in tecnologie e sistemi sostenibili sono strategici per dare all’economia italiana un ruolo competitivo nel Mondo. Per Clini il Governo, nei limiti delle politiche di bilancio, “ha aperto finestre per avviare un processo virtuoso e sostenibile”.

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